Buon compleanno, Anna!

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Ci sarà una fiesta. Che bello! Mi ricorda i giorni felici, quando questa casa era piena di vita. Le mie feste erano memorabili.

Quella di Vito, della sua promozione a direttore fu favolosa. C'erano cascate di cioccolata, fragole, champagne e aragoste. Ballerini e intrattenimenti di ogni tipo, ne parlarono tutti per molto tempo. Peccato che tutti parlavano anche di quell'episodio brutto, brutto. La furiosa litigata di Vito e Manuel, il fidanzato di nostra figlia Vincenza.

Vito aveva ragione, Manuel era un fannullone attaccabrighe, non aveva voglia di fare niente, per non parlare poi de su familia ...

Ma Vincenza era così enamorada. Lo avevo detto io a Vito che era solo un flirt giovanile, le passò in un batter d'occhio. Ma ormai mi esposo aveva deciso di mandarla a studiare in Inghilterra. La nostra fine è arrivata poco dopo la sua partenza; io, mamma e papà l'abbiamo accompagnata a Londra, dopo dovevamo andare tutti in Argentina, volevamo tornare nella nuestra tierra natal. Peccato! Per quel viaggio, noi, non siamo mai partiti.

Mamma e papa sono nervosi questa sera. La nuova anima che vaga qui vicino gli mette terrore. Eppure io sento uno strano legame con quello spirito perso.

«Anna, vieni a fare l'aperitivo con noi!» Mi urla nonna dalla cucina

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«Anna, vieni a fare l'aperitivo con noi!» Mi urla nonna dalla cucina. Mi affaccio e vedo lei e suor Giacinta spilluzzicare patatine, il bicchiere che hanno davanti è piccolo, per intenderci non è il classico bicchiere da Spritz. «Cosa state bevendo?»

«Mi ha portato la grappa che fanno loro!» Indica la suora.

Entrambe prendono il bicchiere e fanno un brindisi. «A chi ci ama!» E mandano giù tutto in un sorso.

Mi avvicino e prendo una patatina. «Matteo porta un amico.» Annuncio.

La nonna mi strizza un occhio e poi riempie i bicchierini. «Ne vuoi anche tu?»

«No, vado a farmi una doccia. Dopo vengo ad aiutarti a cucinare. Dov'è mamma?»

Suor Giacinta prende la scodella di patatine. «Sta rileggendo il mio libro. Finalmente è finito. Santa Papessa!» Alza le mani al cielo.

«Bevi suora!» » Nonna allunga il bicchiere e lo sbatte con il suo.

La tavola è bellissima, ci sono piatti Americani e piatti Toscani. Gianu si serve prima gli spaghetti con le polpette di nonna, un goccio di salsa gli schizza sul petto, si ferma, prende il tovagliolo e toglie la macchia con molta cura. Matteo tira su gli spaghetti succhiandoli, come fanno i bambini; sulla bocca rimane la salsa al pomodoro che, prontamente rimuove con il tovagliolo. «Fortuna che hai la maglietta nera e non si vede la macchia» con l'indice punta la macchia, «se capitava a me, con questa camicia bianca erano dolori!»

Mi alzo e appoggio le mani sulla tovaglia. «Qualcuno vuole assaggiare il mio piatto?» guardo Gianu, «vedrai che ti piaceranno i miei gnudi.»

Darlene appoggia i gomiti sulla tavola e incrocia la mani. «Ti hanno detto niente di questa casa?»

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