La prima volta che ...

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«Arriviamo fino a laggiù.» Mi indica la boa che galleggia in mezzo al mare. «Chi arriva ultimo; perde.» Corre sul bagnasciuga lasciando impronte piccolissime.

Come un fulmine improvviso, mi arriva uno squarcio di vita che non ha niente a che vedere con quel momento. Lei corre, indossa un maglione di lana colorato, il cappello imbottito le scivola via, qualcuno le sta urlando di fermarsi, ma lei continua, poi due rumori fortissimi, colpi di pistola, come quelli che si sentono nei film, lei rallenta, una macchia di sangue si allarga tra i disegni del cardigan, continua a correre sebbene i suoi passi diventino sempre più rallentati e sparisce dentro una fitta boscaglia. Scuoto la testa per gettare via quelle immagini. Il mio cuore continua a battere all'impazzata.

«Nonna» urlo, «nonna aspettami.» Non mi sente, quando lei entra in contatto con l'acqua il resto del mondo scompare.

Nuota ancora come un delfino, è sempre molto in forma nonostante la sua età. Questa frase una volta mi è costata molto cara e non la ripeterò più ad alta voce.

Quando abitava in California, a Santa Monica, era una nuotatrice di professione, ci tiene a dire che ha insegnato a nuotare a molti ori olimpici. Lasciò tutto quando rimase incinta di papà.

Mio padre e mia madre si conobbero durante le riprese di un documentario in Italia, cercava le vecchie case abbandonate con strane leggende, omicidi irrisolti, quelle con ospiti fluttuanti o qualcosa del genere. Si conobbero, si odiarono, si amarono e si sposarono... poi sono arrivata io.

Mia nonna si trasferì in Italia dopo la mia nascita . Con la vita frenetica che conducevano i miei genitori, c'era bisogno di un punto fermo e questo era lei. Voleva vivere vicino al mare. Verdemarina le ricordava il suo mondo. Almeno in parte. Il mare e il nuoto sono sempre stati scritti nel suo DNA.

Dopo quello che è accaduto, io e la mamma ci siamo trasferiti qui, nella grande casa della nonna. Quella che tutti conoscono come "Casa degli imballati", la bellissima casa Liberty rimasta invenduta per più di mezzo secolo. Questa era una delle case nel documentario dei miei genitori.

So che queste nuotate con la nonna, un giorno mi mancheranno. Spingo le braccia, con il tempo sono diventata più veloce. Si volta, io le sto dietro. Ecco che il ghigno della competizione, che conosco bene, le dipinge il volto. Mai l'ho lasciata vincere e, tutt'ora, sono intenzionata ad arrivare prima.

«Nonna» la raggiungo sulla spiaggia, con il cuore che mi scoppia in gola, «devo dirti una cosa.» La mia faccia è sconvolta, lei si ferma e con le mani tira indietro i capelli bagnati. «Non preoccuparti, sweet heart. So già tutto!» Mi accarezza una guancia e, sul suo viso, si dipinge quel sorriso dolcissimo che conosco bene.

Matteo è seduto sulla panchina in giardino a parlare con mamma. Theo è sdraiato ai loro piedi.

Lui si alza e mi viene incontro. «Anna!», gli occhi gli si illuminano. Adoro la sua empatia e come la dimostra. Quando l'ho conosciuto, ho pensato : come? Anche tu? Credevo di essere l'unica! Lui era la mia goccia persa nell'immensità dell'oceano.

Lo abbraccio. « Aspettami qui. Vado a farmi una doccia. Faccio presto!»

La nonna si siede. «Ciao Matti.» Sposta Theo con un piede, lui ringhia senza muovere la testa, «Cos'hai da brontolare tu. Wild dog!» dice cantilenando. Si pettina i corti capelli bianchi con le mani, che non ne vogliono sapere di stare giù, sembra un porcospino.

«Sbrigati», mi urla dietro Matteo mentre salgo le scale di corsa. Un piccolo pacchetto incartato è appoggiato sulla consolle dell'ingresso. Matteo non manca mai di farmi piccoli regali.

Passo lo shampoo, balsamo e bagnoschiuma profumati, sulla pelle lasciano un leggero odore fruttato, quello che mi piace tanto. Metto un po' di olio al cocco sui capelli e indosso il vestito azzurro a fiorellini bianchi con le maniche a palloncino e scendo. Mi soffermo a guardare un'altra delle fotografie sulle scale. Sulla torta c'era un' unica candela, ero tra le braccia di mamma e papà, indossavo un cappellino, con le mani cercavo di toglierlo e , mentre tutti erano felici io piangevo. Ho visto mamma soffermarsi più volte su quel gradino.

Separato dalla luceDove le storie prendono vita. Scoprilo ora