Capitolo 6

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"Beh , Rebecca è in ospedale, non so se ti ha parlato della sua malattia..."

"Quale malattia?"

"Rebecca ha il cancro"

In quel momento sentii una fitta allo stomaco.
Un senso di vertigine si impadronì di me facendomi appoggiare al bancone e facendomi diventare ancora più bianca.

"Il ca-cancro? D-da quando?" balbettai

"Dall'inizio di quest'anno. Appena è tornata a casa oggi era bianca e finito di mangiare è svenuta, così l'abbiamo portata in ospedale dove le hanno fatto una TAC al cervello e ci hanno detto che il cancro si stava espandendo e che era arrivato il momento di operarla. La prima cosa che ha detto quando è rinvenuta era quella di chiamarti e di dirti che sareste uscite uno di questi altri giorni"

Io ero rimasta senza parole, ebbi solo il coraggio didire "Dove si trova Rebecca in questo momento?"

"Si trova al San Carlos Hospital, sta facendo un ciclo di chemio. Ah Cloe!" mi richiamo prima che potessi attaccare il telefono "Credo le farebbe molto piacere se la venissi a trovare" e riattaccò.

Tornai a casa sconvolta . Mia zia continuava a farmi domande ma io non le rispondevo. Mi chiusi in camera e mi misi ad ascoltare la musica mentre le mie palpebre divennero pesanti e dormii.

Il sangue. Sangue sulle mie mani. Sangue sui miei genitori.

"tu ci hai uccisi" sentii una voce.

Quella voce... Mia Madre...

"no mamma io non vi ho uccisi" dissi piangendo

"si che ci hai uccisi! Guarda le tue mani! Sono sporche del nostro sangue" la voce di mio padre rimbombava nella mia mente

"papà no ti sbagli! Io non vi ho uccisi" urlai

"guardati! Tutte le persone che stanno vicino a te si ritrovano morte o in fin di vita" la voce di mia madre era sprezzante

"Cloe! I tuoi genitori hanno ragione, guardami! Io sono in ospedale e sto per morire!" la voce di Rebecca rimbombò nei miei pensieri

Io mi voltai e vidi il viso pallido della mia amica che mi guardava come se fossi un assassino. Mi presi la testa tra le mani e urlai.

Venni svegliata da mia zia che mi scuoteva. "Cloe! Che ti prende rispondimi!" mi urlò mia zia

"Z-zia" dissi balbettando e poi scoppiai in lacrime.

Mia zia mi abbracciò e mi tenne stretta e poi parlò "Tesoro mio mi dici cosa ti succede?"

"Zia Rebecca è malata... ha il ca-cancro" iniziai a tremare "Z-zia tutti quelli che stanno vicino a me finiscono per perdere la vita"

"Ma cosa vai a pensare Cloe! Non pensarlo neanche per scherzo!"

Io mi abbandonai nel suo abbraccio e mi lasciai cullare da lei.

Quella mattina mi svegliai con un mal di testa orribile, uscii senza nemmeno truccarmi, ero pallida, avevo le occhiaie fin sotto i piedi ed ero distratta. Quella notte dopo che mia zia tornò nella sua camera feci lo stesso incubo per altre tre volte.

Entrai in classe e vedere il banco di Rebecca vuoto mi fece venire un senso di vertigine. Persi l'equilibrio e venni ripresa da due mani forti, mi voltai e vidi il mio miglior incubo.


POV. TREY

Entrai in classe e la vidi mentre si avviava verso i nostri banchi, era molto pallida e con gli occhi persi nel vuoto ed era visibilmente stanca, ad un tratto vidi mentre stava per cadere e corsi da lei per non farla cadere a terra, si voltò verso di me e finalmente vidi i suoi occhi. Ma quelli non erano i suoi occhi.

I suoi occhi erano un qualcosa di vuoto, cerchiati di rosso.

Era visibilmente stanca, probabilmente non ha dormito.

Doveva esserle successo qualcosa.

"Ehi ciao, sei tu" mi disse con voce triste e stanca.

"Ehi Cloe! Tutto bene? Mi sembri stanca" dissi.

"Eh? Come scusa?" mi domandò.

Non mi aveva ascoltato, era distratta, qualcosa la turbava.

"Ti ho chiesto se va tutto bene!" dissi in modo brusco, non so perché.

"Ah, s-si... tu-tutto bene" disse balbettando per poi voltarsi.

Mentre si voltò vidi un velo di lacrime nei suoi fantastici occhi. Dovevo sapere cosa era successo alla mia Cloe! Non potevo vederla così!

Un attimo!!! La TUA Cloe? Da quando è tua? Disse la mia coscienza.

"Cloe quindi va bene da te alle quattro?" dissi. Dopotutto dovevamo studiare e potevo approfittare per capire cosa le stesse succedendo.

Ma che ti importa! Infierì la mia coscienza. Dio la odio quando fa così.

"Eh?..." disse completamente tra le nuvole.

"Per oggi pomeriggio alle quattro a casa tua va bene?"

"Oh.. ehm... s-si va bene... alle quattro... a casa mia" lo disse più per se stessa che per me.

Dovevo capire cosa frullava nella sua testa maledizione!

La campanella suonò e lei meccanicamente rimise dentro tutto nella sua borsa, e uscì senza neanche salutare il professore e ME.


Ciao donzelle, eccomi qui con il capitolo *sorride*
Lo so lo so... il capitolo è abbadtanza corto ma spero vi sia piaciuto lo stesso

Kiss kiss *-* a presto

SALVAMIDove le storie prendono vita. Scoprilo ora