Mi risvegliai in ospedale. Mi avevano detto che avevo avuto un infarto e che quando il mio cuore si era fermato, ero andato in una specie di coma.
Mi avevano anche detto che ero sopravvissuto al meteorite che aveva colpito Tokyo qualche giorno fa.
Anche Niragi, il ragazzo nel letto accanto al mio, era uno dei sopravvissuti.
Avevo avuto modo di pensare a quelle parole, ma più lo facevo e più mi sembravano assurde, false, senza senso.
Ogni volta che mi addormentavo, facevo lo stesso incubo: sognavo i Game. E quando mi risvegliavo, quella del sogno mi sembrava molto più vera come realtà di quella dove mi trovavo adesso; tuttavia avevo deciso di tenere la cosa per me.
In ogni caso, non ero mai stato un ragazzo a cui piace la compagnia. Io stavo bene da solo.
Un giorno decisi di alzarmi e andare a prendere un po' d'aria.
Mi recai in cortile, dopo essermi messo i pantaloni di una tuta e una felpa bianca (che mi erano stati portati, ma che stranamente, erano anche gli stessi vestiti che avevo durante quei Game nei miei sogni).
Passeggiai un po' nel giardino, poi notai che su un tavolo c'erano delle carte da gioco. Il vento ne fece volare via alcune e solo allora mi accorsi che su una delle sedie era seduta una ragazza, che teneva in mano una delle carte.
La curiosità mi spinse ad avvicinarmi.
Non sapevo perché, ma sentivo che sapere quale carta tenesse in mano, fosse una cosa importante, quasi come se fosse una questione di vita o di morte.
Non volevo spaventarla, anche perché temevo che avrebbe potuto portarsi via la carta e che io non sarei riuscito a vedere quale fosse.
"Ma che gran stronzata!" Disse lei, fissando la carta.
"Eh?" Non mi aspettavo affatto quella reazione.
"Dopo tutta la fatica che ho fatto, secondo voi dovrei credere ad una stronzata del genere?" Si lamentò ad alta voce, con nessuno in particolare.
A quel punto alzò lo sguardo e si accorse di me, poi mi mostrò la carta.
Era il Joker.
Non sapevo spiegarmi il perché, ma c'era qualcosa di strano. Quella carta aveva qualcosa di strano...
"Mi sembri piuttosto intelligente, quindi mi aiuti? Due teste sono meglio di una. Gli altri sembrano ancora doversi rendere conto di tutto."
"Tutto cosa?" Ero estremamente confuso, però le parole del suo discorso avevano acceso qualcosa, o meglio era più un barlume di ricordo che però, restava ancora sfocato.
"Oh no. Pensavo che almeno tu fossi sveglio." Sospirò e fece una smorfia. "Ma perchè nessuno si ricorda niente?"
"Non guardarmi così." Le dissi. "Non so cosa sta succedendo, ma se mi aiuti a capirlo, io potrei aiutare te."
"Va bene." Mi rispose subito, nessun segno di esitazione. "Non ho mai partecipato a un Game con te, però-"
"Hai detto Game?" La interruppi, sorpreso.
"Si esatto. E credo proprio che non abbiamo ancora finito di giocare." Sventolò la carta davanti a sè. "Mi chiedo solo questo Joker che cosa sia. E soprattutto come faremo a superarlo se solo io mi ricordo di cosa è successo."
"Anche tu sogni i Game?"
Scosse la testa e la mia confusione aumentò. Per un attimo, avevo pensato che questa ragazza avesse delle risposte, ma ora non ne ero più sicuro.
"Io ho giocato ai Game." Mi guardò intensamente. "E anche tu e tutte le altre persone ricoverate qui."
Sgranai gli occhi e lei, notando la mia sorpresa aggiunse "Non dirmi che ti sei bevuto la storia del meteorite?" Si mise a ridere.
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Alice in Borderland 3
FanfictionPrima che fosse annunciata ufficialmente, così è come avevo immaginato la terza stagione... PLAYERS, WELCOME BACK TO (MY) BORDERLAND! p.s. se Chishiya è il vostro personaggio preferito, questa storia vi piacerà ;)
