Ripensò a tutto quello che era successo la sera prima, alle mani del castano che si muovevano sulla sua pelle, andandola ad assaggiare con le dita e alle sue parole che gli avevano provocato una serie di brividi. Tutte quelle emozioni messe insieme che aveva provato e alla quale non riusciva a dare nessun nome, eppure sapeva che fossero delle emozioni positive perché non gli provocavano nessun fastidio, anzi gli faceva un certo piacere ricordarle.
Poi quegli occhi; erano diventati la sua nuova ossessione.
Quel colore così vivo ma anche al contempo così troppo spento per poter appartenere a un ragazzino di quell'età. Non avrebbe mai potuto avere meno di trent'anni, ci avrebbe potuto mettere la mano sul fuoco.
Quello era un giorno libero per lui, non aveva nessun cliente, almeno che non si sarebbe presentato qualcuno all'ultimo minuto, ma ne dubitava e in genere, per lui, c'erano tantissime prenotazioni siccome aveva tanti clienti fedeli.
Andò da Hanji, l'aveva trovata in salone che stava dando delle indicazioni a un arredatore di interni. Voleva modificare la carta da parati perché la considerava troppo cupa per una casa di accoglienza e voleva qualcosa di più vivace. L'uomo annuiva a qualsiasi disposizione che lei gli stava dando ma quando vide il corvino fare il suo ingresso, si bloccò e lasciò fare a lui. Lasciò tutto nelle sue mani in quanto si fidava di lui e poi sapeva che l'uomo fosse anche un assiduo frequentatore di quel posto.
Lui si chiamava Mike Zacharias ed era il cliente abituale di Nanaba. Andava spesso da lei e Levi aveva azzardato l'ipotesi che si fosse infatuato della donna anche se lui lo avrebbe negato fino alla morte.
"Levi, stavo aspettando che uscissi dalla stanza. Ho delle novità per te."
Pensava fossero delle cose positive, dal tono che lei aveva utilizzato.
Sperata tanto che riguardassero quel castano, che avesse rinunciato a portarlo con sé.
La donna li prese sottobraccio e lo condusse verso la sala adiacente; questa era più piccola. Era la sala comune in cui entrambi si sedettero vicino al tavolo e lei ordinò a un inserviente di portare loro del tè.
"Allora ?"
Chiese il corvino, incrociando le braccia pallide e sottili al petto e fissando la donna con quegli occhi freddi dello stesso colore del cielo in tempesta.
"Riguarda il ragazzo della Yakuza." Annunciò, ritornando a fare la misteriosa a seguito di un lungo silenzio. Levi stette in ascolto di quel silenzio, non voleva interromperlo in quanto valeva a dire ricordare alla donna di quanto gli desse fastidio. Parole che poi sarebbero andate al vento siccome avrebbe comunque continuato con quei suoi atteggiamenti irritanti.n
"Sì certo, già lo avevo capito. Altrimenti non volevi parlare con me."
Disse Levi, alzando un po' le spalle.
"Già."
Affermò la castana, poi riprese a parlare.
"Comunque, ho parlato con lui anche questa mattina e ha detto che per ora voleva vederti regolarmente."
Ah, quello era scontato. Ormai Levi poteva togliersi del tutto dalla testa il fatto che quelle precedenti erano le ultime volte in cui avrebbe rivisto il castano.
Non se ne sarebbe mai sbarazzato.
"Non voleva vedermi ogni fine settimana ?"
Levi era confuso. Ma lei scosse la testa; non si scherzava con la Yakuza.
"Ha cambiato idea. Ha detto che domani ti vuole a casa sua, così potete stare da soli."
"Cosa ?"
Si alzò dalla sedia di tutta fretta. Cosa stava succedendo e perché proprio a lui ?
"Qui non sono da solo con lui ?"
"Levi."
La donna fece un sospiro, sfilandosi gli occhiali e passandosi le mani sul viso pieno di stanchezza.
"È uno della Yakuza ed è già stato tanto arrivare con lui a questo compromesso. Non rendere le cose ulteriormente difficili. Tanto verrà un auto a prelevarti e quando avrete finito ti riporterà qui."
Era facile dirlo.
Si sentiva un oggetto e lo doveva essere; tanto la sua opinione non contava se solo l'avesse espressa.
"Va bene."
Sussurrò arrendevole, rimettendosi seduto.
"Farò questa stronzata."
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Pushing me away (Ereri)
FanfictionVol I ✓sono presenti: linguaggio scurrile, scene di sesso e violenza. ✓non adatto ai più sensibili. ✓ i personaggi non sono i miei ma sono frutto dell'opera di Hajime Isayama, io li ho solo presi in considerazione ma la storia sarà del tutto divers...
