Levi il giorno dopo uscì dalla sua stanza e andò dritto nell'ufficio di Hanji.
Questo era messo più in disordine del solito, un ciuffo di capelli castani sbucò da dietro la scrivania, la postazione della donna.
"Dove l'ho messo ?!?"
Il suo urlò esasperato si udì per tutta quella stanzetta, il suo urlo andò a impregnare anche le pareti che fortunatamente non avrebbero potuto sentirlo, e la stessa fortuna non girava nemmeno a lui. Quel giorno si era svegliato con il piede sbagliato dal letto, aveva passato una serata infernale, tra caldo e pensieri vari, molti della quale riguardavano sempre quel paio di occhi verde smeraldo che gli avevano rapito l'anima. Si erano proprio fossilizzati nella sua testa.
"Te l'ho sempre detto che dovevi mettere in ordine. Se sei così casinista, è anche normale che non trovi mai nulla."
Il corvino, in piedi con la schiena contro il muro, aveva le braccia conserte al petto.
Sentì un altro urlo della donna:"Levi." Ma andando ad alzarsi, andò a sbattere contro la scrivania di testa:"cazzo."
Quando finalmente uscì allo scoperto, aveva le mani sul capo con il viso sulla quale vi era raffigurata un'espressione di dolore.
"Non riesco a trovare da nessuna parte la spillatrice. Tu l'hai vista."
Levi, a quel punto fece un sospiro e andò a circumnavigare tutta la stanza con lo sguardo fino a quando questo non si fermò su una mensola piena di libri. Su di essa vi era la tanto bramata spillatrice della donna. Gli bastò fare un cenno del dito in quel punto, che la donna diede un terzo urlo, di eccitazione. E da ciò poté anche dedurre che lei, appresso a quella cosa, stava perdendo un sacco di tempo.
Scosse la testa e si sedette sulla poltrona di fronte a lei, una volta che si fosse seduta con la spillatrice in mano.
"Dimmi tutto. Avevi bisogno di me ?"
Borbottò lei, troppo concentrata a spillare un paio di fogli insieme.
"Sì, volevo più informazioni su quel ragazzo. Esattamente, lui che posizione ha nella Yakuza ?"
-•-
Aveva cavato poco e nulla dalle informazioni che gli aveva dato Hanji. Lei sapeva solo che Eren fosse uno delle persone con un rilievo abbastanza alto nella Yakuza.
Una cosa che avrebbe potuto capire anche Levi, visto l'enorme villa che possedeva. Doveva fare ricerche in proprio, magari chiedere a suo zio, siccome sapeva anche il nome del ragazzo.
Nonostante non gli andasse giù quella cosa di andarlo a trovare, la sua curiosità di sapere prese il sopravvento e già era uscito dalla sua stanza, tutto bello preparato per poter andare da lui.
Aveva salutato Hanji e le sue inquiline, che erano sveglie anche loro siccome stavano facendo ancora i lavori in quella struttura e si era diretto, a piedi, verso casa di suo zio. Non sapeva quanto avrebbe potuto fidarsi della parola, ma di certo sapeva che conosceva la Yakuza più di quanto non la conoscessero lui e Hanji.
Mancavano pochi passi per andare da Kenny, attraversò la strada e, trovatosi di fronte all'abitazione, suonò il campanello.
La voce dall'altro capo del citofono era quella di una donna; la domestica.
"Sono Levi."
Gli bastarono queste due parole per farsi aprire. Percorse il vialetto, la porta era già aperta quindi non aveva avuto nessuna difficoltà. Trovò suo zio, come sempre, nel suo ufficio. Era impegnato a parlare al telefono, in una discussione alquanto animata con qualcuno.
Il corvino rimase in disparte in attesa che finisse di parlare.
A un tratto, staccando la chiamata, lo zio fece un grosso sospiro e si risedette sulla sedia.
"Perché sei qui ?"
Prese un bicchiere di cristallo dalla scrivania e afferrò una bottiglia di whisky, il suo preferito.
"Volevo parlare con te."
"Avresti potuto avvisarmi prima di venire. Potevo essere impegnato."
Rispose l'uomo, versandosi il contenuto nel bicchiere vuoto e buttandolo giù in un sorso.
"Che vuoi ?"
Ringhiò con voce rauca.
"Voglio delle informazioni: Eren Jaeger. Cosa sai di lui."
Gli occhi di suo zio si spalancarono. Non lo aveva mai visto così spaventato. In realtà non aveva mai visto nessun'altra emozione attraversagli il viso che non fosse stata una rabbia sconosciuta che riversava nei confronti degli altri.
"Non dirmi che è lui il tuo cliente."
Disse lasciandosi andare con la schiena contro la sedia. Nel frattempo, accesa afferrato un sigaro e se lo era infilato tra le labbra.
"E invece è proprio lui."
Rimasero in silenzio. L'unico rumore percepibile era quello dello schiocco dell'accendino che si accese per andare a illuminare il sigaro. Lo schiocco riempì quella stanzetta.
"Devi smettere di vederlo. Lui è un mostro."
Non riusciva a capire. Anche perché pochi giorni prima gli aveva detto l'esatto contrario. Dalla faccia confusa del corvino, suo zio si accorse che non aveva capito proprio nulla. Probabilmente non era nemmeno stato informato di chi fosse esattamente Eren Jaeger.
"Lui è uno dei dirigenti. È un mostro."
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Pushing me away (Ereri)
FanfictionVol I ✓sono presenti: linguaggio scurrile, scene di sesso e violenza. ✓non adatto ai più sensibili. ✓ i personaggi non sono i miei ma sono frutto dell'opera di Hajime Isayama, io li ho solo presi in considerazione ma la storia sarà del tutto divers...
