Il giorno successivo, Levi si alzò con un grandissimo mal di testa consapevole di quello che sarebbe successo durante l'arco di quella giornata.
Avrebbe nuovamente rivisto quel ragazzo e il solo pensiero che avesse fatto delle cose con lui gli provocava un giramento allo stomaco; sarebbe stato capace di rigettare quel poco che la sera prima era riuscito a mangiare.
Dopo aver parlato con Hanji, era andato nella sala comune dove di solito si riuniva con le altre ragazze per parlare o mangiare.
Non aveva incontrato nessuno e lui, silenzioso, aveva preso e sgranocchiato solo un paio di fette biscottate.
Andava di fretta, quella sera aveva avuto anche altri clienti a parte Erwin, non si era fermato mai.
La maggior parte di loro chiedeva solo di lui ed erano capitati situazioni in cui c'erano state delle liste d'attesa lunghe molti giorni.
Eppure Levi era consapevole di non essere tutto questo granché: era basso, minuto e aveva quell'espressione sempre imbronciata.
Da un lato, si era meravigliato nello scoprire che quel ragazzo misterioso si era interessato a lui tanto da prendere in considerazione l'idea di portarlo con sé.
Non comprendeva quale fosse il suo scopo; dopotutto non conosceva nemmeno il suo nome. E quella sera lo avrebbe di nuovo rivisto.
Si preparò come lui voleva: il solito kimono che quella volta era nero con delle decorazioni rosse e l'obi in vita era dello stesso colore, poi sotto aveva messo un intimo di pizzo perché Hanji gli aveva riferito che lui preferiva così.
Prima di uscire dalla stanza, si era guardato allo specchio: era quello il suo lavoro ciò a cui era destinato, non gli era possibile più cambiare e doveva accontentarsi anche se non voleva. Avrebbe tanto voluto fare tutt'altro, aspirare a qualcosa di buono, ma ormai era diventato così vuoto da non aspirare più a nessuno scopo nella vita e nessuna cosa effettivamente gli piaceva. Sapeva fare solo quello e basta.
Trovò il ragazzo seduto nella stanza sul divano e con le gambe divaricate; proprio come la volta precedente.
Levi entrò silenziosamente.
Gli occhi vuoti e verdi brillavano come due fari avvolti nella semioscuritá della stanza.
"Mettiti davanti a me."
Gli ordinò il ragazzo e Levi eseguì, senza contestare; perché mai avrebbe dovuto ? Non aveva nessun diritto. Si era sempre ripetuto che fosse solo un oggetto e basta.
Una volta posizionatosi di fronte a lui, i due si guardarono negli occhi: in quel momento erano da soli, nessuno avrebbe mai potuti disturbarli. Nessun altro.
Nulla avrebbe potuto rovinare quel momento, nemmeno Hanji, anche se il corvino, in cuor suo, sperava tanto che la donna si fosse presentata sulla soglia della porta e gli avesse detto che c'era un altro cliente ad aspettarlo altrove.
Ma no. Non successe nulla di tutto ciò.
C'era solo un gioco di sguardi tra i due in cui un verde prato si fondeva con il colore dell'acciao. Quel verde simile ai campi estivi lo incatenava a se.
"Sciogli l'obi."
Era tutto così simile alla prima volta in cui si erano visti: il ragazzo seduto aveva solo i pantaloni e il petto scoperto sulla quale spiccava il grosso tatuaggio che raffigurava un dragone, scendeva lungo il braccio dove vi era disegnata la sua coda.
Lui slacciò l'obi, facendo così come gli era stato ordinato.
"Bravo."
Disse con voce bassa e profonda che sembrò penetrare nelle sue orecchie; sentiva il suo sguardo rovente su di sé, con quegli occhi che stavano in quel momento ispezionando ogni centimetro della sua pelle.
Non aveva mai incontrato una persona che potesse impattare così tanto sui suoi sentimenti e fargli provare mille emozioni contrastanti tutte nello stesso momento.
Eppure quel ragazzo, all'apparenza molto più giovane di lui, sembrava godere di poteri così forti che avrebbe potuto ribaltare l'intero sistema se solo lo avesse voluto.
Ma Levi sapeva anche che nessuno era così tanto forte, ogni uomo, ogni essere umano aveva tante piccole fragilità nascoste e sapeva anche che pure il ragazzo ne avesse. Gli bastava solo scoprirlo.
Lo sapeva perché anche lui aveva le sue debolezze.
Le sue fragilità.
A lui bastava solo essere sfiorato che sarebbe potuto crollare da un momento all'altro e per questo motivo si era munito di uno scudo forte costruito di indifferenza.
Gli avrebbero potuto fare di tutto, lui sarebbe stato impassibile e non si sarebbe mai mosso dalla sua posizione.
Avrebbe solo aspettato di trovarsi da solo per crollare su se stesso.
"Ora toccati."
Era tutto come la prima volta.
Si morse l'interno della guancia e fece scivolare a terra il kimono, così come l'intimo in pizzo.
Si toccò il membro, iniziandolo a stuzzicare mentre rilasciava alcuni gemiti di piacere. Tutto quello sotto lo sguardo rovente del castano, il quale non fece nulla e si limitò solo a guardare, mentre divaricò più le gambe e stese le braccia sullo schienale del divano.
"Mettiti sulle mie gambe."
E se prima stava godendo, a quel punto si bloccò, rimanendo interdetto. Ma fece ciò che gli era stato ordinato, anche quella volta.
Mosse i passi verso la sua direzione, mettendo da parte tutte le incertezze e si sedette su una delle sue gambe.
"Voglio che tu sia solo mio."
Sussurrò e la sua voce, profonda, lo colpì dritto in pieno viso. In quella prospettiva poté vedere meglio il ragazzo: aveva il naso dritto e piccolo e pelle abbronzata che metteva ancora di più in risalto i suoi grandi occhi chiari e vuoti.
La sua mano, spostandosi dallo schienale del divano, si aggrappò al sedere del corvino, il quale inarcò la schiena. Aveva la pelle così calda e bollente ma un brivido gli percosse la schiena come se lo avesse appena toccato un blocco di ghiaccio. Sentì le dita sottili aprirgli una natica e buttò la testa all'indietro, ma solo quando le dita iniziarono a muoversi dalle sue labbra uscirono dei versi di piacere. Gli bastarono un paio di movimenti per farlo venire subito.
-•-
Si osservò allo specchio.
Ormai era diventato il suo migliore amico silenzioso che non lo avrebbe mai giudicato per ciò che era diventato. Si era fatto un bagno e aveva indossato qualcosa di comodo. Il suo sguardo salì sul viso e i suoi occhi, per un piccolo istante, si sostituirono a un paio di smeraldi.
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Pushing me away (Ereri)
FanfictionVol I ✓sono presenti: linguaggio scurrile, scene di sesso e violenza. ✓non adatto ai più sensibili. ✓ i personaggi non sono i miei ma sono frutto dell'opera di Hajime Isayama, io li ho solo presi in considerazione ma la storia sarà del tutto divers...
