Vivo nell'Outer Banks da quando sono bambina. La mia famiglia, però, con il tempo si è divisa: infatti i miei genitori hanno deciso di divorziare e mia madre, per fare i suoi numerosi viaggi nel mondo, non ha voluto prendersi la responsabilità e per questo sono stata cresciuta da mio padre. Non avevo fratelli o sorelle ma non ero sola: oltre mio padre c'era un bambino con cui sin da piccoli abbiamo instaurato un legame stupendo: John. Mi è sempre stato accanto in qualsiasi momento, ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo fatto molte cazzate insieme. Purtroppo un giorno mio padre mi ha detto esplicitamente di volersi più prendere la responsabilità con me e per questo, non sapendo dove andare, sono andata da John: queste furono le sue parole:
"Ma certo che puoi vivere da me, così possiamo passare più tempo insieme e lo sai che ci tengo a te". Adoro quando si preoccupa per me.
Sono le 10:30 del mattino: grandioso! A malincuore mi alzo dal letto, mi lavo, mi vesto e poi tento di svegliare John, ma noto che il suo letto era vuoto: è scomparso il mio migliore amico. Sul letto, però, noto un bigliettino:
"Sono in spiaggia" J.B.
Sorrido vedendo il biglietto e così corro a prendere la mia tavola da surf e poi mi dirigo subito in spieggia. Appena arrivo vedo John seduto sulla sabbia che fissava il mare.
"Buongiorno raggio di sole" gli dico abbracciandolo da dietro.
"Ei bellissima ti sei svegliata"
"Allora che ne dici di una bella cavalcata sulle onde?"
"Ci sto" rispose alzandosi da terra e, prendendomi la mano, andammo verso il mare. Surfare mi faceva stare benissimo e spesso vorrei rimanere lì per sempre.
"Ei TN"
"Dimmi"
"Ti sfido: combattiamo sulle tavole il primo che cade paga pegno"
"Ci sto".
Sono una ragazza che ama molto le sfide: preparati a perdere caro John B. Cominciamo a spingerci ma nessuno dei due molla: rimaniamo così per una decina di minuti ma all'improvviso mi distraggo e John B ne approfitta e così cado in acqua. Torniamo a riva e sento John ridere:
"Non ridere stupido"
"Ti ho battuta adesso paghi pegno"
"Uffa cosa devo fare?"
"Una cosa piccola piccola"
"Cioè?". Vedo John B avvicinarsi.
"Baciami". Non so perché ma appena disse ciò mi avventai sulle sue labbra e il ragazzo ricambiò subito il bacio. Rimanemmo attaccati per molto tempo, non so specificarlo, ma venimmo interrotti da un tuono .
"Dobbiamo rientrare" dissi con il fiatone.
"Hai ragione" mi rispose il ragazzo e, di corsa, tornammo allo cheaut di John B.
"Porca miseria che tempaccio" dissi tamponandomi i capelli con un asciugamano.
"Vero" disse John B sedendosi sulla sedia e fissandomi.
"Perché mi fissi?"
"E' stato bello"
"Cosa?"
"Il bacio"
"Vero"
"Lo rifaresti?"
"Non montarti la testa che abbiamo già infranto la regola del gruppo"
"Vabbè tanto non lo sapranno mai"
"Speriamo".
Spiovve verso le 17:00 e dopo dieci minuti arrivarono tutti inostri amici.
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RandomSONO L'ENNESIMA PAGINA DI IMMAGINA MULTIFANDOM QUI SU WATTPAD: CHE CE POSSO FA: ME PIACE SCRIVERE!
