Decise di mentirgli. Di non mettere nei guai anche lui. Sapeva che Koll,nel caso che lei decidesse di dirgli la verità,lo avrebbe "arruolato".
-Loro sono dei miei amici. Okay fumano, ma sono brave persone, hanno solo...dei problemi. Io ho fatto un tiro cosí, perchè la mia amica Allyson ha insistito ma è la prima volta e anche l'ultima.- disse sperando che avesse avuto fiducia in quelle parole piene di bugie.
-Sei sicura? Me lo diresti se fossi nei guai vero?- disse lui con autorità.
-Certo.- mentí. Anche se lei e Sebastian non erano piú che semplici compagni di classe, le fece male dovergli mentire. Si sentiva come se lo avesse tradito, in qualche modo.
-Okay.- disse lui sforzandosi di crederle.
-Se ora, te ne vorrai andare. Ti capisco perfettamente.- disse lei mordendosi l'interno della guancia. Un'altra piccola e innocente bugia.
-No rimango. Ti faccio compagnia.-disse lui sorridendo e strappando un sorriso anche a lei.
Forse erano qualcosa dopo tutto.
Quando Sebastian tornó a casa, aveva dovuto lasciare Katherine con quei suou amici tossici. Quel tizio, Koll, aveva insistito e lei aveva semplicemente ubbidito. Era stato difficile per lui doverla lasciare con quei tossici. Anche se aveva deciso di darle fiducia, *o meglio, stava mentendo a se stesso. Lui voleva credere che fosse tutto a posto. Non voleva credere che Katherine fosse una tossica o peggio. Preferiva credere a ciò, anche se in altre circostanze non ci sarebbe mai cascato. Solo che neanche lui lo sapeva, se ne sarebbe accorto troppo tardi* quei ragazzi non gli piacevano affatto. Era evidente che c'era qualcosa di profondamente sbagliato in loro.
Si lasció cadere sul letto in camera sua. Pensando a tutto quello che era successo quella sera. Tra lui e Katherine era successo qualcosa. Non capiva bene cosa, ma gli era piaciuta la sensazione che aveva provato semplicemente vedendola ridere e si stupí del sorriso che gli si stampó in faccia per la consapevolezza di averla fatta ridere lui. Mentre ripensava al tutto si lasció cullare da quella sensazione piacevole che lo aveva invaso e lentamente si addormentó dimenticandosi di togliersi i vestiti e ricevendo il giorno dopo una bella sgridata da parte di sua madre.
Katherine si sveglió nella sala comune circondata da tutti i suoi colleghi. Aveva fatto amicizia con Scott, Lynn(questo nome mi fa pensare allo "SPECCHIO MORTALE"), Sasha, Eric, Peter e Annah. Era divertente vederli dormire. Le loro posizioni erano esilaranti e le loro espressioni semplicemente Wow. Fortunatamente era domenica e suo padre non era il tipo che si accorgeva se lei non rientrava a casa la sera, e nel caso se ne accorgesse non si arrabbiava molto, quindi a casa non avrebbe avuto problemi. Al massimo Luke l'avrebbe un po' stressata. Si stupí ad aver pensato alla villa di suo padre, come ' CASA'. Non si era resa conto quando aveva iniziato a vederla in questo modo. Peter gemette di disapprovazione e aprí gli occhi evidentemente poco entusiasta di essersi svegliato. -Ehm...buon...'uongiorno- farfugliò doveva essere un affermazione ma il modo in cui lo disse la fece sembrare piú una domanda. -Buongiorno Peter- disse lei in tono amichevole scompigliandogli i capelli ricevendo un'occhiata di disapprovazione da parte del suo amico. Insieme andarono nella cucina a cercare qualcosa da mangiare. Trovarono una torta *beh, in realtà metà torta* al ciccolato nel frigo e ne mangiarono una fetta ciascuno. Era buona (ovviamente no come la torta degli intrepidi) ma Katherine ne aveva mangiate di migliori. Quando tornarono nella sala comune molti erano svegli. Dopo un'oretta passata a scherzare con i suoi nuovi amici,bevendo un po' di champagne, si diresse casa.
Quando arrivó non trovó nessuno ( oltre Margaret) salí al piano superiore e sentí dei mugoli provenienti dalla camera di suo fratello. Fece una smorfia di disapprovazione e andó nella propria camera per farsi una doccia e cercare di dimenticare ció che aveva sentito.
Non fu tanto difficile. Appena entró nella sua camera, pensó a Sebastian. Alla scorsa serata. Secondo lei avevano fatto un passo avanti ma non era sicura che lui pensasse lo stesso.
Verso le quattro del pomeriggio, il padre di Katherine annunció che quella sera sarebbero andati a un party organizzato dal suo capo. Katherine era conteariata. Già sapeva che si sarebbe annoiata a morte ma il padre non sentiva ragioni quindi salí in camera per prepararsi. Sperando che fosse meglio di quanto pensasse.
In effetti il party fu noioso. Peró era ben organizzato. Ebbe l'occasione di conoscere *in realtà fu costretta* il figlio del capo di suo padre, che l'aveva invitata a uscire. Ovviamente aveva dovuto accettare, "È un bravo ragazzo e poi se puó farmi avere una promozione, meglio ancora" le aveva detto. Beh quel ragazzo non era tanto male. Capelli castani e occhi verdi fisico scolpito e tutto il resto. Peccato che lei pensasse solo a Sebastian.
Ritornó a casa con i piedi che le facevano male per aver camminato troppo con quei tacchi fin troppo alti. Capí subito che questo sarebbe stato il genere di domeniche da quel giorno in poi. Sbattè la testa contro il muro. Era in questi momenti in cui voleva piú di tutto tornare indietro e riavere sua madre. Ma era morta, e lei non poteva farci niente.
AMATEMI! ORA!
Per farmi perdonare dell'assenza ho deciso che aggiorneró sempre piú spesso. Ora non avevo niente da fare, e ho pensato: "Non mi costa niente!" e ho aggiornato. Questo è solo un capitolo di passaggio. Spero vi sia piaciuto. Ah quando metto le parentesi in grassetto, vuol dire che sono piccoli spazi me. Tipo per fare una battuta i per spiegare una cosa o per scusarmi per il mio italiano non proprio un granchè...
La foto raffigura il figlio del padre di Katherine che le chiede di uscire
Dormite tanto e bene!
-A
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Love me please
RomanceKatherine ha 17 anni,é una ragazza solare e dolce ma anche molto furba,forse anche troppo.Vive a New York.Quando la madre muore per un incidente é costretta a trasferirsi col fratello a casa del padre (che vive sempre nella Grande Mela).La sua vita...
