Arrivò la sera e Marika in quel momento era dentro casa in una stanza che utilizzava come "studio", dove stava ripassando dei documenti che riguardavano il suo lavoro.
A un tratto qualcuno gli suonò il campanello di casa, e Marika si affacciò alla porta d'entrata per vedere di chi si trattasse, e vide alcuni ragazzini correre via ridendo, quindi capì che gli fecero uno scherzo.
Poi Marika notò la scatolina che gli lasciò Ron, e sbuffando la raccolse credendo fosse un'altro scherzo dei ragazzini, poi la aprì con leggerezza facendo attenzione, proprio per il motivo che si sarebbe aspettata di tutto, quindi si aspettava come se qualcosa gli saltasse nel viso, ad esempio cavallette o peggio.
Alla fine Marika per prima cosa notò il biglietto con tutte le indicazioni di Ron, quindi incuriosita richiuse la scatolina, poi rientrò dentro casa e chiuse la porta, per finire la mise sopra al tavolo della cucina per poi analizzarla cercando di capire di cosa si trattasse.
A quel punto Marika riaprì la scatola, e per prima cosa lesse il biglietto, non appena finì di leggerlo spalancò gli occhi e rimase a bocca aperta, poi impallidì e si mise entrambi le mani nei capelli, per finire iniziò addirittura a tremare tutta per il panico.
Poi fra di lei si disse: "mio santissimo dio, cosa faccio ora, spero solo che questo sia un incubo e non la realtà".
Un attimo dopo lesse anche il numero, quindi contattò subito la base dove si trovavano Giusy e gli altri.
Nel frattempo nel laboratorio i droni avevano cessato il fuoco, e sembrava come si fossero ritirati, in tutto l'ambiente si udiva un silenzio di tomba, gli unici rumori che si sentivano erano quelli dei macchinari "ancora funzionanti".
A quel punto Giusy, Ron, Pix, Rob e Daisy uscirono dal bunker sotterraneo per dirigersi nelle stanze del laboratorio, nel frattempo controllarono ogni singolo angolo di qualsiasi stanza, per darsi soprattutto la certezza che non ci fossero stati altri agguati per il via libera.
A un tratto il silenzio si ruppe per via che il telefono nello studio di Giusy iniziò a squillare.
A quel punto Giusy assieme al gruppo si diressero verso lo studio, e dopo aver controllato che tutto fosse stato ok nell'immediato Giusy rispose.
Il telefono era un fisso, e Giusy di scatto alzò la cornetta e chiese: "buonasera, chi parla?".
Al telefono c'era Marika!, e disse: "buonasera signorina, mi chiamo Marika, ho ricevuto il messaggio riguardo questa brutta situazione, poi ho trovato una fiala, che devo fare?, stò morendo da l'ansia!".
Giusy rispose: "è una grande fortuna che mi abbia chiamato signora Marika, come ha letto lei ora sa di essere stata al contatto con un'arma di sterminio, ma non si deve preoccupare, dopo che avrà assunto quel liquido speciale si sentirà sicuramente meglio, nel frattempo qui nella nostra base abbiamo dei scompigli, e non siamo in una bella situazione purtroppo, quindi le riferiremo a breve quando presentarsi da noi, e questo non appena avremo terminato dei nostri disguidi.
Marika: "come devo fare per assumere il liquido?, e poi anche mio zio che si chiama Greg è stato in contatto con quella strana cosa!, io addirittura ho respirato dei fumi di quell'aggeggio giorni fa!, e devo dire che da quella volta non sono più stata sana, ma anzi sempre peggio, poi il medico mi ha indicato dei medicinali contro il fuoco di Sant'Antonio!".
Giusy: "oh mio dio!, assuma al più presto quel liquido, innanzitutto come prima cosa metta un bicchiere di vetro in congelatore, poi prenda un pentolino e ci scaldi dell'acqua fino a portarla a ebollizione, successivamente versi al suo interno metà del liquido della fiala nell'acqua bollente, dopodiché stia li per mezz'ora giusta con il volto sul filo dell'acqua a respirare i vapori, poi terminata la mezz'ora d'inalazioni versi l'altra metà del liquido nel bicchiere che precedentemente aveva messo in freezer e lo beva tutto a un fiato".
STAI LEGGENDO
La Saponetta III Cataclysm
HorrorErano passati anni dopo il guaio accaduto nella città di Vercelli, questa volta tutto lo staff di Erik durante il loro percorso sfortunatamente si imbatterono nella guerra mondiale, non riuscendo con facilità a svolgere il loro progetto più importan...
