Iniziò un'altra bella mattina soleggiata, non per niente era il mese di giugno, ed essendo estate il colore della natura risaltava sempre di più i suoi colori, e ogni giorno le giornate erano una più splendida dell'altra.
Marika come ogni mattina si alzò, poi aprì i balconi e notò la fantastica giornata, mentre osservava il prato di mais, nel frattempo dei raggi di luce le illuminarono il suo bellissimo viso.
Marika aveva degli occhi verdi fantastici, e dai riflessi di luce che riflettevano, essi dalla luminosità sembravano delle rare gemme incise in una collana dorata al collo di Venere la dea, ovvero il simbolo stesso della bellezza e della forza dell'Eros.
La cera del viso di Marika era così candida e splendente che dava una sua brillantezza propria, la sua pelle era delicata e di tale bellezza che sembrava fosse stata ripassata da una crema lucente generata dalle lacrime di un angelo.
Successivamente Marika chiuse la finestra, poi si fece una doccia, e come al solito poi scese nella sua cucina e si preparò la colazione, e mentre aspettava che l'acqua della teiera andasse in temperatura per un tè, iniziò a farcire delle fette biscottate con della marmellata a i frutti di bosco.
Dopodiché osservando la capsula contenente la saponetta nel lavello, gli venne l'idea di portarsela al negozio come un'improvvisata decorazione per il design del locale.
Per finire dopo aver fatto colazione come al solito dal suo magazzino iniziò a trasportare della merce caricandola nel bagagliaio della sua cinquecento, compresa "la capsula".
Quando Marika arrivò presso il suo negozio, successivamente entrò, e dopo aver acceso tutte le luci mise subito la capsula sopra al banco dove solitamente c'era la cassa.
Poi osservò attentamente "la sfera" a l'interno della capsula, e fra di lei si disse: "questa sfera assomiglia molto a una saponetta, ho un'idea".
Marika nel suo negozio non vendeva solamente profumi, ma bensì anche saponette profumate, creme, e alcuni cosmetici.
Quindi Marika per abbellire il bancone gli venne l'idea di prendere alcune saponette profumate, e ognuna aveva un colore diverso da l'altra a seconda del sapore, o dell'essenza, poi le mise attorno alla capsula, in più alcune le lasciò addirittura al di sopra del tappo di essa.
Marika poi si accorse che nel recipiente esattamente dove c'era la copertura di blocco, si generò della "condensa", inoltre tutto il liquido blu depositato nel fondo a l'interno della capsula iniziò a formare alcune bolle, che a ripetizione poi scoppiavano, a l'apparenza sembrava di assistere a della "lava azzurra" bollire.
Chiaramente Marika pensò che tutto era normale considerandolo un'ozonizzatore, soprattutto perché ogni dieci minuti esalava una folata di un buonissimo profumo, ma in realtà era una situazione molto grigia, per il motivo che la capsula oltre a essere pseudo attiva purtroppo fece fuoriuscire del liquido contaminando subito le altre saponette profumate, ed esattamente quello che a l'apparenza sembrava "condensa".
Ebbene Marika durante la giornata essendo sempre in contatto con la capsula, a un certo punto iniziò a non sentirsi bene, e ogni tanto sudava, e il brutto è che alcune persone già avevano acquistato delle saponette, quindi erano già spacciate come Marika.
Arrivò sera, e a un certo punto Marika si sentì sempre peggio, quindi scelse di chiudere il negozio qualche minuto prima.
Dopodiché cambiò idea del fatto di avere la capsula come decorazione sopra al banco, soprattutto perché le folate di profumo sotto al naso durante tutto il giorno l'avevano in conclusione nauseata.
Quindi per finire la rimise in una scatola, e poi assieme ad altre cose se la caricò nel bagagliaio della sua auto, poi tornò a casa, e quando arrivò la rimise in cucina nel lavello, nello stesso punto di sempre, poi essendo che non stava bene andò subito a dormire.
Quella sera quando iniziò a essere tardi, Sam essendo che era stato da un amico a lungo, in quel momento decise di tornare a casa proseguendo per scorciatoie nel bel mezzo dei prati di mais, ovviamente in sella alla sua bicicletta vintage.
Sul portapacchi della sua bicicletta in quel momento teneva legato un pacco con diversi sacchi di juta, e se li procurò grazie al suo amico per usufruire di essi per poi riempirli di verdure dei raccolti, proprio perché Sam possedeva un immenso orto.
A un tratto in una via nel bel mezzo del nulla comparvero cinque starni individui in mezzo alla strada bloccando il passaggio di Sam.
Tutti erano vestiti con una lunga veste nera, e i loro volti erano coperti da un cappuccio tale e quale a quello dei Ku Klux Klan solamente che era nero.
Fra tutti in particolare uno dei tizi era più alto degli altri e misurava un'altezza di due metri, nel capo indossava una strana maschera con al di sopra una testa di capra, ed essa muniva di corna lunghe mezzo metro.
Il tizio si fece avanti verso Sam e gli disse: "dacci tutto quello che hai vecchio".
Sam rispose: "io non vi darò un bel niente, anzi ti arriva una sberla se oserai a chiamarmi un'altra volta vecchio".
Il tipo si tolse "la strana maschera con le corna", ed era un uomo muscoloso, grosso, con dei lunghi capelli neri, con la barba che la teneva lunga sino al petto, aveva delle lenti a contatto rosse con disegnata su di esse la pupilla degli occhi della capra.
Poi disse verso Sam: "per te è finita, non scherzare con noi".
Gli altri del gruppo tirarono fuori da sotto la veste qualche lametta da barba, mentre altri impugnavano dei coltellini o certi addirittura delle siringhe usate!, poi circondarono Sam.
Sam a quel punto disse: "voi non avete la ben più pallida idea a chi vi state mettendo contro".
Tutti fecero subito una risata maligna, poi Sam scese dalla bicicletta, successivamente divenne completamente tutto viola, poi aprì così tanto gli occhi che quasi gli stavano per uscire dalla testa, in fine tirò fuori la lingua e urlò: "bleeaah!", proprio perché gli venne il suo classico "tic" nervoso.
Il gruppo degli individui assistendo alla scena iniziarono a ridere mentre il pezzo grosso disse: "falla finita vecchio, non credere di spaventarci".
Dopodiché Sam si strappò il suo bellissimo completo nero e lo gettò a terra, poi si mise a petto nudo, e tra l'altro aveva anche un fisico scolpito perfetto e muscoloso, e nessuno lo avrebbe mai immaginato.
Poi Sam urlò nuovamente: "bleeaah!", agitando la testa come non mai, e dalla rabbia salì in piedi restando in equilibrio sopra la sella della sua bici, poi essendo che in quella posizione si trovava più in alto di tutti prese per il collo proprio il tizio più grande, ovvero il "capo", e addirittura lo sollevò da terra, e per finire lo strangolò.
Al tizio gli uscì dalla bocca prima della schiuma, poi del sangue, per finire rovesciò gli occhi e morì, la presa della mano di Sam era micidiale.
In conclusione Sam scaraventò il tizio per ben tre metri di distanza facendolo finire dentro un canale che si trovava più in là, dove scorreva dell'acqua.
A quel punto i ragazzi corsero tutti assieme contro Sam, ma lui in pochi secondi mise tutti a terra.
Poi cercò di nascondere più prove possibile, in più raccolse tutti gli stracci di ciò che era rimasto della sua bellissima giacca elegante.
Dopodiché prese i sacchi di juta che aveva nel portapacchi della bici e ci rinchiuse dentro i quattro ragazzi rimanenti, poi con una corda legò tutti i sacchi assieme, per finire agganciandoli alla bici si trascinò tutti i ragazzi dentro alla sua villa in uno scantinato.
Sam avendo praticato per molti anni delle arti da combattimento sapeva come difendersi in qualsiasi circostanza.
I tizi essendo che erano addormentati per quante ne avevano prese da Sam, alla fine non si svegliarono.
Sam osservando i sacchi per terra nella sua cantina si disse fra di lui: "domani vedrò io cosa farmene di questi teppisti".
Per finire Sam fece il suo classico verso: "bleeaah", poi chiuse le luci, e tirò un bel colpo alla porta dello scantinato, e in conclusione andò a dormire.
Sam era formidabile e quella sera riuscì a cavarsela a delle vere e proprie minacce nell'oscurità.
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La Saponetta III Cataclysm
HorreurErano passati anni dopo il guaio accaduto nella città di Vercelli, questa volta tutto lo staff di Erik durante il loro percorso sfortunatamente si imbatterono nella guerra mondiale, non riuscendo con facilità a svolgere il loro progetto più importan...
