Arrivò l'alba e al laboratorio Rob, Daisy, Ron e Pix assieme a gli altri del gruppo di Giusy riuscirono a fare fuggire a gambe levate tutti i soldati Russi.
Il laboratorio era ancora più distrutto di prima, questa volta le truppe attraverso gli spari e le bombe lanciate in ogni angolo danneggiarono non solo qualche parete o delle vetrate, ma bensì completamente anche qualsiasi macchinario, lasciando inoltre tutto scarsità di elettricità in tutta la base per il fatto che tranciarono anche alcuni cavi della elettricità.
A quel punto tutti i ragazzi alla svelta corsero verso la stanza dove si trovava Erik per il motivo che lui essendo stato attaccato alle apparecchiature senza energia sicuramente sarebbe morto.
Ron e Pix nel frattempo si erano allontanati in altri cunicoli alla ricerca di Giusy, mentre Rob e Daisy assieme a gli altri del gruppo entrarono nella stanza dove si trovava Erik per accertarsi che stesse bene, ed effettivamente non lo trovavano, in ogni caso sarebbe morto comunque, proprio perché tutte apparecchiature dove lui era appeso smisero di funzionare a causa dell'elettricità e di tutti i danni accaduti.
Alcuni scienziati dissero assistendo alla scena: "i soldati non avranno mica osato a tanto!, ovvero al punto di rapire il dottore in coma!".
Rob disse a tutti: "li dove c'è la scatola che contiene tutti gli oggetti personali del dottore assieme c'era anche il suo pacchetto di sigarette, e noto che è sparito, chissà, probabilmente si sarà risvegliato dopo tutto questo casino, andiamo a cercare per sicurezza".
I ragazzi alla fine andarono in cerca, nel frattempo Ron e Pix trovarono Erik e Giusy in un corridoio e rimasero a bocca aperta, quindi corsero subito da loro.
Erik disse: "Finalmente ci rivediamo!, in tutto questo tempo attraverso un lunghissimo sogno ho saputo in cosa vi siete imbattuti!, in più dopo tutto quello che mi ha raccontato Giusy devo dire che ve la siete cavata bene!, e vi ringrazio!, avete saputo organizzarvi a cose a dir poco non semplici!".
Pix corse da Erik e subito lo abbracciò dicendogli: "finalmente Erik!".
Ron gli chiese: "ma come hai fatto dottore!?, è un miracolo!", poi anche Ron lo abbracciò.
Giusy intanto aveva ancora il viso bagnato dalle lacrime e nel frattempo si stava aggiustando in qualche modo la bretella della sua salopette jeans.
Erik rispose: "ero dentro a un lungo sogno, quando a un tratto vidi tutti voi ragazzi che venivate catturati da dei soldati, torturati e uccisi, poi una mia conoscenza di cui ve ne ho già parlato, riguardo una ragazza di nome Gaia ebbene ella mi disse devi andare Erik, poi mi baciò nella fronte e li mi svegliai in mezzo a questo grandissimo casino!".
Ron gli chiese: "come hai fatto a cavartela con così tanta grinta, non vedi che ti sei appena risvegliato da un coma?, sei formidabile!".
Erik: "ebbene l'istinto di mettere in salvo le persone a cui ci tengo mi ha dato la forza di arrivare a tanto!, ovvero mi sono alzato, ho notato la devastante situazione!, mi sono staccato dai macchinari, poi ho capito la faccenda, e facendomi strada nei corridoi ho ammazzato diversi soldati con una pistola rischiando davvero grosso!, e soprattutto appena risvegliato!, poi per finire sai cosa ho fatto!?".
Ron chiese: "cosa Erik".
Erik rispose: "ho preso una bottiglia di whisky!, l'ho stappata, e me ne sono bevuta metà, poi trovando Giusy in difficoltà con una gran soddisfazione l'ho disintegrata sopra al cranio di quella testa di cazzo!".
Ron: "mio dio Erik hai rischiato davvero grosso!".
Erik: "Io per i miei collaboratori, che soprattutto considero dei miei grandi amici sono disposto anche a rischiare la morte dopo essermi nuovamente risvegliato da essa!, bene! , riprendiamo per le mani la situazione!".
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La Saponetta III Cataclysm
HorrorErano passati anni dopo il guaio accaduto nella città di Vercelli, questa volta tutto lo staff di Erik durante il loro percorso sfortunatamente si imbatterono nella guerra mondiale, non riuscendo con facilità a svolgere il loro progetto più importan...
