Sono sul letto ancora ansimante e vogliosa. Gli uomini mi guardano eccitata che muovo languidamente il bacino, mugugnando sensualmente. Ho sperma dappertutto, in ogni centimetro del mio corpo. La mia vagina è ben farcita e i succhi hanno sporcato il letto. Ogni mio buco è traboccante di sperma. Mi lecco un seno sporco di seme e mi succhio un capezzolo da sola. Ho bisogno di sperma. Ne ho ingoiato, ma ne voglio ancora. Mi mordo il labbro perché sto pensando di avere un altro round…
Ma, come ci sono arrivata?
Mi chiamo Jessica, sono una ragazza relativamente normale. Ho trent’anni suonati e sembro una santarellina. Sembro perché a me il sesso piace e anche tanto, ma sul lavoro ovviamente non posso parlarne. Ne parlo a volte con gli amici, ma preferisco altre conversazioni. Ho un corpo non magrissimo, formoso e una bella quinta che molti uomini vorrebbero, ho i capelli mori e gli occhi castani. Ho un neo sotto l’occhio destro. Ce l'ho da che ho memoria.
Immaginavo che in ufficio qualcuno potrebbe ritenermi sexy, però non sapevo fino a che punto.
In ufficio mi vesto sempre molto formale. Quel giorno avevo dei pantaloni a palazzo neri e una camicia bianca. Avevo i lunghi capelli legati in una coda alta.
La giornata volge al termine. Sono io con i miei quattro colleghi: Giovanni, Marco, Luca e Matteo. Ero andata a casa a darmi una sistemata e avevo preso la pillola. Decisi di mettermi un tubino nero con dei décolleté nere col tacco. Era sabato, il giorno dopo saremmo stati a casa. Loro per me non erano semplici colleghi ma amici. Eravamo in un bar a fare serata. Quella sera si parlò di cose molto piccanti. È anche vero che avevamo alzato il gomito, anche se eravamo leggermente brilli, non certo da coma etilico. Avevamo già parlato di sesso, ma quella sera era diverso. Non avevamo mai fatto niente, però a volte mi piaceva fantasticare sul farlo con loro. Non sapevo che la cosa sarebbe diventata realtà da lì a poco.
Io avevo il mio prosecco in mano. Mi scappò detto che il mio sogno erotico era farlo con quattro o più uomini. Partì un “non ti facevamo così”.
Giovanni sorrise e mi toccò la gamba, ma poi la tolse subito.
Scusami - disse
Non preoccuparti - risposi sorridendo.
Ma che mi stava prendendo? Erano miei colleghi. Mi ero impantanata in quella situazione imbarazzante. Arrossii. Ero diventata paonazza e forse non era del tutto colpa del prosecco. Giovanni,castano occhi azzurri con la barba, Marco, moro occhi verdi, Luca biondo occhi azzurri e Matteo, pelato occhi marroni. Uno più figo dell’altro. Mi sentii bruciare nelle viscere.
Ragazzi… - disse Luca -ci andiamo a divertire un po'? -
Ma che dici?! - disse matteo -siamo colleghi -
E quindi? Chi deve saperlo… oh, se la Jessy è d’accordo…- ribatté Luca
In effetti eravamo colleghi, ma d’altro canto chi doveva saperlo? Eravamo tutti single e comunque sul lavoro avremmo fatto finta di niente.
Accettai la proposta, così Luca passò da casa a prendere del lubrificante e poi ci condusse presso un motel. Ero in macchina con loro. Sentivo i loro sguardi su di me. Marco mi baciò. Io contraccambio. Sento la sua mano andare sul seno.
Datevi una calmata voi due - disse Luca ridacchiando guardando tutto dallo specchietto retrovisore.
Noi smettemmo dopo una risata nervosa.
Entrammo al motel. La nostra stanza era tutta rossa. C’era un grande letto con alcuni cuscini a forma di cuore e anche una Jacuzzi con idromassaggio. Nel frigobar vi erano bibite, acqua e birra.
Solo entrata dentro mi resi conto di quello che stavo facendo, ma ormai non potevo più tornare indietro. Vedevo i miei colleghi spogliarsi. Notaio che erano messi piuttosto bene. Mi venne un sorrisino.
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JESSICA
RomanceJessica è una ragazza coinvolta in affari scottanti con dei suoi colleghi
