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B E W A R E

Kasey


La casa al 1205 della 68esima Northwest è silenziosa.

Le pareti hanno ancora un lieve sentore di marijuana e caffè appena fatto. Il mio l'ho scolato non appena Donnie e Rick se ne sono andati, insieme a mezzo pacchetto di biscotti alle gocce di cioccolato.

Mio padre non me l'avrebbe mai permesso. Ha sempre controllato quello che io e mia sorella mangiavano, usando nostra madre come guardia e sfruttando il suo disturbo alimentare per governare noi.

Questi biscotti pieni di grassi saturi e zuccheri mi sembrano il mio primo atto di ribellione, il mio primo gesto di libertà.

Senza contare il fatto di aver passato la notte con il criminale che mi ha rapita.

Mi faccio una lunga doccia calda, lavando via l'odore di Donnie dalla mia pelle. Sarà più difficile cancellare i segni del suo passaggio, i lividi e i marchi rossi dei suoi denti e delle sue mani.

Non mi dispiace portarli addosso, come una collana appariscente. Sono il segno che il mio corpo è mio, che sono fuori dal controllo di Randolph.

Mi infilo un paio di mutande pulite ed entro in camera di Andy. Non penso tornerà presto. Dalla conversazione tra Donnie e Rick ho intuito che volessero portarlo in un rehab o in un centro per curare le dipendenze. Se è così grave che ha rischiato di morire per overdose, forse tornare qui con me e i suoi fratelli criminali non è il massimo per la sua riabilitazione.

Apro l'armadio, dove trovo una serie infinita di magliette di band rock e metal, la maggior parte sono artisti che non ho mai sentito nominare prima. Ci sono diversi paia di jeans scuri, pantaloni neri e felpe.

Ne prendo una nera, la più neutra che riesco a trovare, e la infilo sopra alla mia maglietta.

Sospiro.

Forse dovevo portarmi dietro più vestiti, ma quando me ne andrò dalla città sarà meglio viaggiare leggeri.

Un'idea pericolosa e irresponsabile mi lampeggia davanti agli occhi: potrei andare da Margo e farmi prestare qualche suo vestito, oltre a prendere quelli che ho lasciato da lei.

E, poi, devo comunque passare a comprare un telefono più sicuro di questo. Anche se ho resettato l'apparecchio e cambiato SIM, ho paura che mio padre possa rintracciarmi lo stesso attraverso il mio account, o tramite i dati presenti sul Cloud.

Ho il suo numero salvato su un pezzo di carta, lo inserisco nel telefono e mando un messaggio.

Sconosciuto: Margo, sono Kasey. Numero segreto. Posso passare da te?

Dopo qualche minuto risponde.

Margo: Sono in biblioteca. Ci vediamo qui tra un'ora che stacco?
Kasey: Okay. A dopo.

Chiamo un Uber. Non è sicuro andare in università con la mia macchina, in caso mio padre dovesse cercarmi lì.

Mi calo il cappuccio della felpa di Andy sulla testa, respiro il suo profumo muschiato e mascolino, che mi ricorda in modo inquietante quello di Donnie, e cammino verso la biblioteca.

Mentre la signora alla portineria è distratta, mi infilo dietro una ragazza che passa ai tornelli, il volto nascosto dal cappuccio in caso di telecamere.

Senza essere scoperta, raggiungo l'aula studio dove è solita sedersi la mia amica e, infatti, la noto subito.

Le arrivo alle spalle e, quando sussurro il suo nome, lei sussulta.

DARKTOKEN || criminal dark romanceDove le storie prendono vita. Scoprilo ora