Lily si svegliò di soprassalto con il fiatone dopo un incubo.
-Shhh, và tutto bene Lily, ci sono io, sei al sicuro.- la tranquillizzò una voce dolce e familiare mentre una mano le accarezzava il viso.
Si guardò intorno e si accorse di essere in aereo con la testa appoggiata sulla spalla di Ollie, che teneva la mano destra appoggiata alla sua guancia accarezzandola con il pollice.
A quel tocco si tranquillizzò e quando il respiro tornò regolare alzò la testa.
-Scusami, non volevo appoggiarmi, devo essermi mossa nel sonno.-si scusò torturandosi le mani.
-Tranquilla, appoggiati pure se vuoi, sei carina quando dormi.-sorrise rendendosi conto dopo di quello che aveva detto arrossendo e guardando altrove mentre un sorriso ebete si allargava sulle labbra rosee dell'italiana.
Passarono diversi minuti di silenzio interrotto solo dal russare di Kimi seduto alla destra di lui, finchè finalmente non atterrarono e dovettero separarsi: la sedicenne avrebbe infatti dovuto tornare a scuola.
Prese diversi autobus e finalmente arrivò a destinazione.
Si guardò intorno per cercare Iris: vuoto.
Laddove solitamente era pieno di ragazzi che aspettavano le otto ora vi era solo il vasto cortile invaso dal silenzio. Guardò l'orario per assicurarsi di non essere in ritardo, ed erano ancora le 7 e 45.
Cauta si avviò verso il portone e vide che era aperto, così entrò.
-C'è qualcuno?-chiese prima che scoppiasse il caos mentre veniva invasa da coriandoli rossi e le luci si accendevano rivelando il corridoio colmo di studenti con la maglietta ferrari e gli striscioni che la riprendevano.
Prima che se ne rendesse conto due ragazzi dell'ultimo anno la presero in spalla e la scortarono in giro per la scuola ormai in delirio.
"LETS'GO LILY- LETS'GO LILY- LETS'GO LILY" urlavano in coro i compagni di scuola fino a raggiungere la sua classe, dove venne assalita dai "Tifosi ferrari" che chiedevano gli autografi finchè non furono costretti ad andare a sedersi e iniziare le lezioni.
Qualche ora dopo più a nord...
Pov. Ollie:
Finalmente a casa.
Ero atterrato da poco a Londra e ora era su un taxi diretto alla pista di go-kart per vedere l'allenamento di mio fratello e salutare finalmente i miei genitori dal vivo dopo molto molto tempo.
Infatti, per stare al passo con tutto, era stato costretto a gennaio a trasferirmi definitivamente in Italia, lontano dai miei genitori, e questa era la prima volta che tornavo a fargli visita.
Una volta arrivato lasciai la mancia all'autista e mi diressi ai box, dove sapevo avrei trovato la mia famiglia.
-Mi scusi, lei è la signora Bearman?-chiesi ridacchiando in inglese a mia madre da dietro facendola girare. Lei mi abbracciò stringendomi le braccia al collo nonostante fosse leggermente più bassa.
-Oliver! Vieni, fatti abbracciare, mi sei mancato da morire... Come stai? Hai fatto un buon viaggio? Sei cresciuto o sbaglio?-iniziò a riempirmi di domande e a esaminarmi per assicurarsi che stessi bene.
-Eddai Terri, lascialo respirare. Allora figliolo, novità? Com'è l'Italia?-sorrise mio padre dandomi una rumorosa pacca sulla spalla mentre abbracciavo mia sorella Amalie.
-Tutto bene, sono ancora un po' indolenzito. Devo riabituarmi alle nuvole al freddo e il taxista mi ha preso per straniero dicendo che ho un'accento italiano, ma è bello essere tornati a casa. Il campioncino?-chiesi utilizzando il buffo soprannome affidatomi da me tempo prima.
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l'orso e il giglio
CasualeLa vita di Alice Lily Leclerc era, nonostante l'essere la sorella del celebre pilota di Formula 1, abbastanza normale, ma cosa succederà quando un giorno il passato busserà alla sua porta, portando però con sé un bellissimo pilota dagli occhi color...
