La vita di Alice Lily Leclerc era, nonostante l'essere la sorella del celebre pilota di Formula 1, abbastanza normale, ma cosa succederà quando un giorno il passato busserà alla sua porta, portando però con sé un bellissimo pilota dagli occhi color...
I tre finalmente arrivarono a destinazione e la ragazza subito scese dalla macchina e, dopo aver fatto una foto ai due amici che avrebbe successivamente postato su instagram, entrò nell'edificio rosso con il cavallino rampante, fermandosi davanti alla parete ricoperta da fotografie seguita dai due ragazzi.
Alice si girò per osservarli e vide Oliver osservare il muro a bocca aperta.
-Prima volta?-chiese, e lui annuì continuando ad esaminare ogni foto.
-Voi ci siete?-chiese.
-Io no, non ancora. Finisci su quel muro solo se batti un record o hai degli ottimi risultati in Formula 1.-rispose Kimi.
-E tu Alice?-chiese vedendola che osservava un punto in particolare, che lui però non riuscì a decifrare.
-No no, sono solo un meccanico io, non guido.-rispose automaticamente distogliendo lo sguardo da quella bambina felice che festeggiava, ignara di come da lì a poco la sua vita si sarebbe distrutta.
-E quella?-chiese idicando due foto al centro della parete, tra le più recenti.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
-Chi è Lily? E perchè c'è scritto che ha 6 anni? A quell'età non puoi correre in F3.-rispose ovvio osservando la bambina intenta a festeggiare.
-Bhe, mai dire mai no? Questo era il suo motto. Era una mia amica un po' di tempo fà.-rispose mentre Kimi le metteva una mano sulla spalla per darle supporto.
-E cosa... che le è successo?-chiese pentendosi subito dopo.
-È morta. Questa è stata la sua ultima gara.-rispose indicando la foto in F2 e usando la scusa che aveva con il tempo rifilato a tutti.
-Io... scusa non avrei dovuto chiedertelo...-
-Tranquillo, non potevi sapere.-rispose con un sorriso tirato girandosi e notando in quel momento due ragazzi dall'aria familiare che discutevano più in là.
-Artie! Dinoooo!-urlò correndo e saltando in braccio al più grande.
-Hey campionessa! Ti sono mancato?-chiese ridendo con Alice ancora in braccio.
-Sì.-rispose scendendo definitivamente per abbracciare l'altro.
-Renè mi ha detto che nei prossimi giorni vi farà fare simulazione gara e volevo guardare il mio mini-clone all'opera nelle strategie.-rispose per poi salutare Ollie e battere il cinque a Kimi.
-LECLEEERC!-un urlo interruppe la loro conversazione.
-Com'era il detto? Quando si parla del diavolo spunta Renè?- chiese a bassa voce Dino ridendo.
-Arthur, ma quando arriva tua sorella?-chiese iper-stressato come sempre prima dell'inizio della stagione Renè, direttore della Prema, dirigendosi verso di loro.
-Eccomi zio Re', mi cercavi?-chiese Alice usando il nomignolo con cui lo chiamava da piccola, quando era solo un meccanico, sorridendogli e lui, come la vide, subito si rilassò e andò ad abbracciarla.
-Ecco la mia Leclerc preferita! Hai fatto un buon viaggio spero, altrimenti dimmelo pure che me ne occupo io di questi due scansafatiche. Sò che avresti il pomeriggio libero, ma dobbiamo parlare di alcune cose, puoi?-chiese dolce osservandola con un sorriso a 36 denti.
-Certo zio, non c'è problema.-rispose.
-Perfetto, allora appena hai finito vieni nel mio ufficio.-poi cambiò completamente faccia e, guardando gli altri, ordinò:-Voi invece sapete i turni per i simulatori, gli altri sanno dov'è la palestra. Domenica prova gara in pista, ritrovo ai box per tutti alle 7 e 30, non accetto ritardi.-
Poi, dopo aver sorriso alla ragazza e averle stampato un bacio in fronte, se ne andò verso l'ufficio, dove entrò sbattendo la porta.
-Io rimango dell'idea che quello là è bipolare oltre che pedofilo e innamorato di Alice.-affermò Dino indicando l'ufficio con un cenno della testa.
-Ma fà sempre così?-chiese Oliver ancora confuso da quello che era appena successo.
-Già, da quando ne ho memoria. Ha il "trattamento reale" per Alice, gli altri possono pure impiccarsi. Ma vedrai che a breve inizierà la stagione e si rilasserà, è un tipo simpatico infondo.-rispose Arthur sorridendo e scompigliando i capelli alla sorellina prima di dirigersi con Dino in palestra.
-Io vado, non combinate guai voi, appena ho finito vengo da voi dai simulatori.-rise la ragazza rimettendosi in ordine i capelli e bussando alla porta dell'ufficio e entrando.
-Siediti pure campionessa. Intanto sai la prima proposta che ti farò: sai anche tu che non abbiamo piloti di riserva e sei la miglior pilota qua dentro penso...-iniziò mentre lei si appoggiava allo stipite della porta chiusa.
-E tu sai già la mia risposta.-rispose improvvisamente fredda e distaccata.-Non firmerò come pilota di riserva, né tantomeno ruberò il posto a Bearman o Antonelli.-continuò.
-Và bene, ma sappi che se cambiassi idea la mia proposta è ancora valida. Per quanto riguarda i nuovi meccanici invece mi hanno chiamato poco fà e si uniranno a noi il weekend prossimo. Ora puoi andare dagli altri anzi, siccome sono buono, domani hai la giornata libera. Divertiti.-finì sorridendo e lei, dopo averlo ringraziato e salutato, uscì dirigendosi alla stanza con i simulatori.
-Eccomi ragazzi. Mi sono persa qualcosa?-esclamò entrando nella vasta sala con i simulatori.
Verso il fondo come c'era da aspettarsi c'era un gruppo di fan che faceva la visita guidata pagata non sò quanti soldi, mentre ai primi due simulatori Bearman e un altro ragazzo si allenavano. Come lei entrò però il secondo uscì, con la scusa di dover andare da qualche parte e Alice iniziò ad osservare l'inglese con la maglietta bianca dell'accademia che aderiva perfettamente al suo fisico risaltando i muscoli sviluppati al punto giusto e i alcune ciocche di capelli gli aderivano alla fronte sudata.
Merda, era carino pure così! Ma che aveva di strano quel ragazzo? Questo era quello che si chiedeva la mora.
-Venuta a osservarmi capo?-chiese con il fiatone finendo la gara e cliccando sulla registrazione per osservare i possibili errori.
-Sì. Sbagli la curva 9, prova a frenare leggermente prima, facendo come fai te rischi di girarti e non è un bel posteggio quello.-spiegò prendendo una sedia e avvicinandosi di più, in modo da poter indicare meglio lo schermo.
-Inoltre...-provò a continuare ma fece l'errore di girarsi incontrando quei fantastici occhi color cioccolato.
Verde nel marrone, marrone nel verde.
Pov Ollie:
Wow. I suoi occhi erano... spaziali. Avevano i bordi verde più scuro, come una foresta invernale, nel mezzo più chiari quasi fluo e verso il centro tendevano quasi all'azzurro.
Pov. Esterno:
Rimasero così per parecchi lunghi secondi, poi però, con qualche strana forza di volontà ignota alla ragazza, si girò dinuovo verso lo schermo luminoso.
-Inoltre sbagli anche la traiettoria nella curva 11, p-prova a prenderla così.-continuò probabilmente rossa in viso.