JasDopo essermi ripresa prendo il mio zaino per poi dirigermi alla porta, con i miei fratelli alle spalle che controllano la stabilità dei miei passi. Scendo le scale con attenzione, per evitare di calpestare cose che potrebbero danneggiare la mia salute e una volta fuori, l'aria fresca che prima desideravo tanto mi giunge sul viso.
Socchiudo gli occhi.
Devo farcela.
<< Io sto avanti!>> esclama Jacob appena usciamo di casa, cominciando a litigare con Noah che vuole farmi stare al posto del passeggero, vedendomi ancora pallida. Approfitto della sua distrazione, per infilarmi nel sedile. A questo punto Jacob prende a inveirmi contro fin quando Noah non prende le redini della situazione, calmandolo. Non ci sopportiamo proprio. La macchina a nostra disposizione, è stata un regalo per Noah da parte di nostra madre, prima che venisse a mancare. A volte mi tornano in mente le sue lacrime, nei quei giorni in cui a casa la sola figura genitoriale era lei. Era obbligata a occuparsi di quattro bambini piccoli, mentre mio padre ci lasciava soli per giorni per andare a divertirsi.
<<È arrivato il momento che tutti voi stavate aspettando, quello della musica>> aziono la radio, selezionando un brano casuale dalla solita playlist. La mattinata comincia sul serio quando sento le voci dei miei fratelli intonare a squarciagola il ritornello di Sweater Weather, fino a spaccarmi i timpani.
***
Scendiamo dalla macchina e una volta arrivati vedo delle ragazze girarsi nella nostra direzione dato il fascino dei miei fratelli. Scocciata da ciò decido di allontanarmi da loro.
<<Vado a salutare Lydia >> gli comunico. Lydia è la mia migliore amica da quando ne ho memoria. L'unica persona capace di infondermi coraggio solo con uno sguardo. Insieme a lei mi sento in grado di fare tutto. La forza e il coraggio che diamo l'una all'altra in ogni occasione sono alla base della nostra amicizia. Insieme a lei c'è anche Tyla, sua cugina. Lei è invece la ragazza più sensuale che io abbia mai conosciuto, nonché la fidanzata di Blake. Noi Chavez siamo degli ottimi intenditori. Tyla ha una caratteristica somatica molto speciale. L'eterocromia, ovvero quando si ha gli occhi di colore diverso. Nel suo caso, lei ha l'occhio destro azzurro e quello sinistro marrone. È davvero una testa calda, ma allo stesso tempo è un'ottima compagna di avventure e di disagi. Anche lei come Lydia fa parte del nostro gruppo di amici.
<<Ciao belle>> dico prima di lasciare loro un soffice bacio sulla guancia.
<<Jas per caso mi sai dire dove si trova tuo fratello Blake? È da stamattina che non risponde alle mie chiamate, gliene avrò fatte minimo tredici.>> Domanda Tyla accigliata.
<< Lo avrà lasciato nella padella, a bruciare assieme ai pancake>> bisbiglio ricevendo un colpetto da parte sua.
<<Sarà andato insieme ai ragazzi nella BatCaverna, a portargli la colazione>> la punzecchia Lydia sorridendo.
La BatCaverna, è una scalinata situata all'ingresso di scuola, dove ci riuniamo insieme al nostro gruppo ogni mattina, prima di entrare a lezione e durante l'ora di pranzo.
<<Stronze>> replica sarcastica prima di dirigersi dagli altri. Arrivate lì il primo che noto, a causa della sua stazza è William, soprannominato Liam. Pelle scura, ciuffo perennemente scombinato e spalle larghe dato il suo ruolo di capitano nella squadra di rugby. Una sua parola su tre è una parolaccia e trova sempre una scusa per attaccare briga. Eppure dietro questo cuore di pietra cerca di nascondere un cuore gentile, che lo rende uno degli amici più leali. A seguire, riconosco Tyler. Anche lui carnagione olivastra, dai ricci scuri e il perenne sorriso. Lui è l'ultima persona che ti verrebbe in mente di avere vicino in un momento serio, ma è anche l'unica capace di mettermi di buon umore anche di prima mattina. Al suo fianco, si posiziona Lyidia.
<<Buongiorno anche a voi>> dico sorridente. Come mi aspettavo le facce che mi ritrovo davanti sono poco amichevoli, visto che di prima mattina sono sempre tutti infastiditi, me compresa.
<<Non so neppure come ho fatto ad arrivare fino a qui, stamattina.>> risponde Liam svogliato.
<<Ti ho svegliato io a suon di chiamate, non ricordi?>> gli sorride Tyler.
<<Questa sera siamo tutti al Copacabana vi ricordo, non combinate altri guai. Io e i miei fratelli ne abbiamo già abbastanza.>> Replica Jacob cambiando discorso.
<<Non per colpa mia di sicuro, siete voi che non riuscite a trovare un lavoro serio.>> Intervengo furiosa.
<<Rilassati Jas, non succederà niente se ci sono io>> ribatte Liam facendomi l'occhiolino. Rispondo con una linguaccia.
Subito dopo il rumore della campanella ci fa entrare tutti nell'edificio. All'ingresso ci attendono i professori a farci strada per le nostre classi. La lezione della prima ora è quella in classe di matematica. Per fortuna a rendere meno noiosa questa lezione è Tyla. Il silenzio cala nell'aula appena la professoressa Kelly varca la soglia. Ripone con delicatezza la valigetta scamosciata sulla cattedra, elemento distintivo che ha sempre sempre con sé. << Buongiorno ragazzi, rieccoci tornati. Spero che la fiducia che ripongo in voi venga apprezzata, e spero che sarete in grado di affrontare questo corso. Ne sono certa.>> Nonostante la mia voglia di venire a scuola sia inesistente, lei è l'unico motivo per la quale sono qui presente, oltre i miei amici. Lei è l'unica che sia riuscita a farmi apprezzare la matematica. Ricordo ancora le sessioni studio con mio padre, un inferno. Ogni risposta sbagliata era un ceffone sulla guancia. Se piangevo troppo riponeva la sua mano nel mio interno coscia come punizione. Tutto ciò portava ad agitarmi e a piangere ancora di più. Il pomeriggio mi fermavo a scuola per prendere da lei lezioni private, per evitare che ciò accadesse, ma nonostante le mie difficoltà lei riusciva rassicurarmi. Oltre alle ore dedicate allo studio approfondito della materia, ne passavamo altre a discutere della mia situazione in famiglia, ma soprattutto della mia situazione, ormai passata, con Nicholas.
<<Tutto ok, Jas?>> a risvegliarmi dai miei pensieri è la mano di Tyla che sventola davanti al mio viso. Annuisco. Non sono passati neanche 20 minuti dall'inizio della lezione che il mio stomaco inizia a brontolare, così alzo la mano, accenno una scusa qualsiasi e mi alzo dalla sedia per dirigermi verso la macchinetta. Cammino per il corridoio semi-deserto e appena arrivo davanti alla macchina, osservo indecisa le solite opzioni. Barretta al cioccolato o patatine? Alla fine opto per la barretta: veloce, pratica, e magari mi dà un po' di energia. La prendo e proprio mentre sto per addentare il primo morso, sento una voce dietro di me.
<<Ehi Jasmine, anche tu vittima della fame?>> Mi giro e vedo Daniel, migliore amico di Jacob, con quel sorriso che gli illumina sempre il viso.
<<Mi faccio sempre beccare sul fatto>> dico ridendo.
<<Se Noah non mi rubasse la colazione ogni mattina, non sarei qui a soffrire!>> aggiungo con un tono di finta disperazione, mentre addento la barretta. Dan scuote la testa e si appoggia alla parete.
<<Stasera ci vai alla festa, vero?>> domanda curioso. Annuisco.
<<Perfetto allora ci vediamo lì>> aggiunge prima di allontanarsi. Rimango lì, quando un cigolio sempre più vicino si spinge contro la mia gamba.
Alzo lo sguardo notando che si tratta del carrello delle pulizie, e il volto di un bidello mai visto prima si palesa. Il cuore mi rimbalza nel petto nell'istante in cui riconosco il suo solito ciuffo castano. É proprio qui, davanti a me, in piedi, immobile. I suoi occhi incontrano i miei. Non respiro. Vivienne aveva mi detto diversamente, non riesco a credere che lui sia qui.
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