Capitolo 8

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Noah

Il Copacabana non è più solo una festa. È una bomba a orologeria pronta a esplodere. Tra FBI, il suo ultimatum e la presenza di Nicholas, il mio stomaco è una fossa senza fondo. Non riesco a scrollarmi di dosso l'idea che tutto stia andando storto, anche se all'apparenza sembra tutto sotto controllo. Jasmine e Cameron stanno chiacchierando a pochi passi da me, lei che ride di una delle sue battute, mentre io continuo a fissare Nicholas e il suo gruppo dall'altro lato della sala. Perché cazzo è qui? Con Nicholas ci sono i suoi amici, all'apparenza possono sembrare persone normali, ma il loro atteggiamento parla chiaro: sono pericolosi quanto lui. Il primo è Duke, un tipo robusto, con il viso segnato da una cicatrice sopra il sopracciglio sinistro. È il classico ragazzo silenzioso che osserva tutto, ma non appena il suo sguardo si incrocia con il mio, capisco che è meglio non sottovalutarlo. Poi c'è Riley, una ragazza dai capelli castano chiaro e l'aria sfacciata, il tipo che si diverte a metterti in difficoltà con battutine velenose. Accanto a lei c'è Jaxon, basso, con una catena d'oro che scintilla sotto le luci. È il chiacchierone del gruppo, sempre con una smorfia sulle labbra. L'ultimo è Damian. Ha una presenza che ti mette subito sul chi va là: alto, spalle larghe, tatuaggi che spuntano dal colletto della felpa, sguardo freddo, sempre mezzo coperto da un cappuccio. È Nicholas quello che guida il gruppo, ma Damian... Damian è quello che sta dietro, quello che, se le cose si mettono male, risolve tutto senza fare troppe domande. E poi c'è Nicholas, al centro, come sempre. Lui non ha bisogno di fare nulla per attirare l'attenzione. È il suo silenzio, quella calma apparente, a rendere tutto più pericoloso. È come un predatore che aspetta il momento giusto per colpire. Jacob mi lancia un'occhiata. Anche lui ha notato il gruppo. Si avvicina e mi sussurra: «Perché è qui?» Scuoto la testa.
«Non lo so. Ma non mi piace.» E allora, come se avesse sentito che stiamo parlando di lui, Nicholas si stacca dal gruppo e attraversa la sala. Lo guardo avvicinarsi, le spalle larghe, il passo sicuro. È ancora lo stesso Nicholas di una volta, ma c'è qualcosa di diverso in lui. Più freddo. Più letale. Quando arriva da noi, sorride appena. «Jacob. Noah.»
«Nicholas» risponde Jacob, il tono gelido. L'atmosfera si fa subito tesa. Nicholas guarda Jacob negli occhi, poi me, e per un momento sembra voler dire qualcosa. Ma non lo fa. Al contrario, sposta lo sguardo verso Jasmine. Lei è ancora con Cameron, che ora la tiene leggermente per la vita mentre le sussurra qualcosa all'orecchio. Nicholas si irrigidisce, le mani che si stringono a pugno.
«Ehi, tutto bene?» chiedo, ma lui non risponde.
Invece, fa un passo verso Cameron e Jasmine. Lo seguo, allarmato.

FLASHBACK

Prima che Nicholas finisse in carcere, era come un fratello per noi. Era sempre con Jacob e me, e Jasmine lo adorava, anche se faceva finta di odiarlo. Sembrava quasi che tra loro potesse nascere qualcosa, anche se non lo avrebbero mai ammesso apertamente. Nicholas era una costante nelle nostre vite, fino a quella notte maledetta.
Ricordo ogni dettaglio come se fosse ieri. Jacob ed io eravamo al piano di sopra, Jasmine nella sua stanza, e nostro padre era tornato a casa ubriaco. Era una situazione che conoscevamo fin troppo bene: grida, bottiglie che cadevano, e quel rumore di passi pesanti che non prometteva nulla di buono. Ma quella notte non finì come tutte le altre. Nicholas era con noi. Eravamo nel garage quando sentimmo il primo tonfo. Jacob ed io ci guardammo, pronti a intervenire come sempre, ma Nicholas ci fermò. «Restate qui,» disse, con uno sguardo che non avevo mai visto prima. Un misto di rabbia e determinazione glaciale. Lo seguimmo comunque, perché non ci fidavamo a lasciarlo da solo. Arrivammo in tempo per vedere nostro padre che urlava contro Jasmine. Lei era rannicchiata in un angolo, con le braccia alzate per proteggersi. Nicholas a si scagliò contro di lui senza pensarci due volte. La scena successiva è confusa, il mio cervello ha deciso di eliminare qualsiasi ricordo in cui si trovava mia sorella sofferente. Quello che sappiamo, e che lui non ci dirà mai, è che lo fece per lei. Nostro padre... non era l'uomo che cercavamo di far credere al mondo. Nicholas lo sapeva. Lui aveva visto più di quanto noi potessimo immaginare. Quella notte non fu un raptus, ma una decisione. Una decisione presa per proteggere Jasmine da un uomo che non avrebbe mai smesso di farle del male.

RITORNO AL PRESENTE

Nicholas si ferma davanti a Cameron. Lo fissa per un momento, e il sorriso di Cameron si spegne. Jasmine lo nota subito.
«Nicholas, cosa vuoi?» chiede, incrociando le braccia. Lui non risponde. Guarda Cameron, come se volesse perforarlo con gli occhi.
«Chi sei?» chiede, finalmente.
«Uno che non ha bisogno di presentazioni. E tu?»
Cameron sorride, rilassato. Nicholas si avvicina di un passo.
«Io sono quello che non devi far incazzare.»Jasmine interviene subito, spingendo Nicholas indietro.
«Nicholas, basta!» Lui la guarda, per un attimo, e sembra quasi ferito. Poi, senza dire una parola, si gira e torna dal suo gruppo. La serata prosegue, ma la tensione è palpabile. Jasmine si siede accanto a me, visibilmente scossa. Cameron prova a calmarla, ma io vedo che lei non è più a suo agio.  Quando decidiamo di tornare a casa, Blake, insieme a Tyla, mi afferra per un braccio.
«Dobbiamo stare attenti. Nicholas è fuori controllo.» Annuisco. Lo sappiamo entrambi, ma non sappiamo ancora quanto pericoloso possa diventare. Jacob è ubriaco, e dobbiamo praticamente trascinarlo fuori dal locale. Tyler ride, ma io vedo la preoccupazione nei suoi occhi. Blake e io ci carichiamo Jacob sulle spalle, mentre Jasmine cammina accanto a noi, silenziosa. Quando finalmente arriviamo a casa, lo mettiamo a letto. Io mi siedo sul divano, per poi raccontare l'accaduto a Blake.
«Non possiamo continuare così,» dice. Non rispondo. So che ha ragione, ma non ho idea di come sistemare tutto questo casino. E Jasmine? Lei si chiude nella sua stanza senza dire una parola. Ma so che anche lei non riesce a dormire. Nessuno di noi lo farà.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 17 ⏰

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