If I lay here, if I just lay here
Would you lie with me and just forget the world?
Chasing Cars – Tommee Profitt, Fleurie
20 marzo 1988
«Non vedo l'ora di essere alla tua prima mostra», esclama Autumn.
Riley si stacca dall'obiettivo e le rivolge una linguaccia.
«Certo, una mostra su carte d'identità e patenti. Aspetta, fammi pensare più in grande...»
Allarga le braccia sopra la sua testa, mimando il titolo di un film.
«... passaporti. Dall'ufficio municipale al mondo intero: non perdetevi le fotografie di Riley Gilbert.»
Scoppia a ridere, divertita dalla propria battuta.
Autumn non si unisce a lei. Se ne sta seduta ai piedi del solito albero, a pochi passi dalla riva del Crystal Lake. Ha uno dei suoi libri aperto tra le gambe, mentre il vento le solleva appena i capelli.
E la guarda.
La guarda come se già vedesse le fotografie che esporrà nelle più importanti mostre del Paese.
«Smettila», dice piano. «Sei brava, Ry. E so che un giorno te ne renderai conto.»
Riley ricambia la sua occhiataccia per qualche secondo, prima di nascondersi di nuovo dietro la macchina fotografica.
La luce rosata del tramonto le scalda il viso.
Sorride.
È sempre così con Autumn. Non riesce a vincere nessuna conversazione, ma le sta bene.
Perché sa che quei sorrisi, con lei, sono veri.
Quando sono insieme non deve fingere che le battutine non la feriscano. Può ridere, arrossire, piangere. Può essere fragile.
Ha scoperto che può anche concedersi di sognare.
E tutto per merito suo.
«Non penso ci siano molte possibilità qui», mormora ammirando il lago.
Autumn sbuffa. «Questa città è il buco nero dove le possibilità muoiono. Ma noi non resteremo qui.»
Riley si volta verso di lei.
Ha una certezza che le invidia. Come se non avessero fatto quel gioco già un milione di volte.
«Davvero? E dove vorresti andare stavolta?»
Autumn si illumina.
Sa già cosa rispondere. Lo sa sempre.
«San Francisco.»
«Non male. L'ultima volta era Cincinnati. E quella prima Philadelphia.»
«No, stavolta ho deciso. Andremo a San Francisco.»
«Insieme?»
Gli occhi di Autumn si piantano su di lei. La guardano come se fosse la cosa più semplice del mondo.
Come se quella fosse l'unica risposta possibile.
«Chi credi scriverà del nuovo astro nascente della fotografia?»
Riley sorride. «Ti ci vedo a San Francisco, con il tuo quaderno pieno di storie e il caffè lungo che io odierei.»
«Tu lo prenderesti con il latte, come sempre.»
«Mi conosci troppo bene.»
«Hai dei gusti orrendi, Ry.»
Riley si morde l'interno della guancia.
«E io?» chiede.
«Tu cosa?»
«Come mi vedresti a San Francisco?»
Le iridi verdi di Autumn si perdono nelle sue. E, di nuovo, non sembra avere dubbi.
«Felice», risponde. «È così che ti vedrei.»
Qualcosa vibra nel suo cuore, una domanda che non ha il coraggio di farle, proprio come non aveva avuto il coraggio di chiederle di restare nel laboratorio di biologia.
Tu lo saresti con me?
Resta lì, tra i suoi pensieri. Tra i sentimenti che non riesce più a ignorare e la paura di rovinare tutto.
«Cosa stai leggendo stavolta?» chiede invece.
Autumn abbassa lo sguardo sul libro. Le sue dita scorrono tra le pagine come se ne fosse innamorata.
«L'Odissea di Omero. È una storia bellissima.»
Riley si siede accanto a lei. «Di cosa parla?»
«Di un uomo che cerca la sua casa. E anche quando è lontano, anche quando tutto gli crolla addosso... lui sa sempre in che direzione guardare. Sa sempre dov'è la sua Itaca.»
«E tu sai dov'è la tua... Itaca?»
Autumn poggia la testa sulla sua spalla. Il suo calore è come un abbraccio da cui non vorrebbe staccarsi.
«Credo di sì.»
Solleva gli occhi su di lei. «Ry, vuoi leggerlo anche tu?»
«L'Odissea?»
«Sì.»
Riley ha l'impressione che quella richiesta sia importante. Molto più di quanto sembri.
«Perché proprio questo?»
«Perché certe storie sono più facili da comprendere quando le leggono due persone insieme.»
Riley non capisce. Non ancora.
Ma lo farà.
«Va bene», mormora. «La leggerò.»
Sulla sua spalla, è come se Autumn stesse tirando un sospiro di sollievo. Si stringe a lei e per un secondo pensa che sì, quelle due ragazzine cariche di sogni potrebbero essere felici insieme.
A San Francisco.
Solleva la macchina fotografica.
«C'è una cosa che dobbiamo fare, prima di andare.»
Per una volta, è Autumn a sembrare sorpresa. «Cosa?»
«Una foto. Servirà per la quarta di copertina dei tuoi romanzi.»
Lei arrossisce, nasconde il viso dietro le mani. «Dai, sono inguardabile.»
«Non potresti esserlo neanche volendo.»
Si accovaccia davanti a lei.
Il mondo si restringe al suo obiettivo. Ci sono solo loro.
C'è solo Autumn.
«Sorridi, grande scrittrice.»
«Ai tuoi ordini, grande fotografa.»
Gli occhi verdi di Autumn si agganciano ai suoi, e restano lì per sempre.
Click.
Quello scatto è un battito di cuore inciso sulla pellicola.
Riley abbassa la macchina fotografica, soddisfatta.
Autumn si stende per terra, il viso rivolto verso il lago. Nel suo sguardo ci sono pensieri che non riesce a raggiungere e ombre che non racconta. Eppure, la sua delicatezza la stordisce.
«Ry?»
«Sì?»
«Restiamo ancora un po'?»
Per sempre, vorrebbe risponderle.
Ma non lo fa.
Si stende accanto a lei e affida i suoi sentimenti al silenzio.
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Missing Autumn
Romance[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
