Say something, I'm giving up on you
I'll be the one, if you want me to
Say Something – A Great Big World, Christina Aguilera
24 maggio 1988
La stazione di polizia è silenziosa, come sempre.
Arthur Greene è seduto alla sua scrivania, le dita tamburellano sul fascicolo di un tamponamento stradale. Sono ormai le dieci di sera e la cena è un'idea remota.
Wilkinson è chiuso nel suo ufficio. Lo sente borbottare. Forse sta parlando con qualcuno al telefono, ma non capisce nulla di ciò che dice.
Sullivan e Romero sono di pattuglia e lui è l'unico di guardia al forte.
Come se davvero possa succedere qualcosa in questo buco di città, pensa.
La sua prima settimana a Redwood non era ancora terminata e lui la vede già come una punizione. Eppure, il mese precedente non gli era parsa una cattiva idea fare richiesta per un piccolo centro.
Meno lavoro, meno scartoffie: ecco il suo lampo di genio.
Invece, le scartoffie ci sono. E anche il lavoro, solo che è di una noia mortale.
Vicini molesti, feste liceali improvvisate nella boscaglia, vecchie signore convinte che qualcuno si sia intrufolato nel capanno degli attrezzi per rubare un secchio di vernice. Non esattamente il tipo di azione che aveva immaginato durante l'addestramento in accademia.
Dà un colpo secco e fa per alzarsi e prendere un caffè, quando il telefono squilla.
Per un attimo i suoi muscoli si paralizzano. È la linea interna, quella che smista le chiamate di emergenza.
Prima che possa prendere la chiamata, la porta dell'ufficio di Wilkinson si apre.
«Rispondi.»
Nessun saluto, nessuna richiesta. È solo l'ennesimo ordine del capo della polizia di Redwood.
Arthur lo squadra, contrariato. Ha una gran voglia di dirgli che è stufo del suo tono, ma per sua fortuna è quel tipo di persona che ci pensa due volte prima di dare fiato alla bocca.
Wilkinson lo fissa a braccia conserte. Alto, massiccio, i capelli rasati ai lati e quello stupido cappello sempre sulla testa, come se servisse a coprire la sua calvizie.
«Allora? Ti sei innamorato del suono, ragazzo?»
Arthur solleva la cornetta, appuntandosi mentalmente di sputare nel prossimo panino che il capo gli chiederà di portargli.
Anzi, ordinerà.
«Polizia di Redwood, qui l'agente Greene. Qual è l'emergenza?»
Nessuna risposta, ma Arthur riconosce qualcuno respirare all'altro capo.
«Sono l'agente Greene», ripete. «Ha bisogno di aiuto?»
La voce di un uomo balbetta. Non sta piangendo, ma sembra molto scosso.
«So-sono il pastore Bates.»
Il pastore?
È sorpreso. Lo ha incontrato soltanto una volta, ma lo ricorda bene. La voce sicura, calda, i sermoni appassionati e le parole che tutti lì a Redwood sembrano condividere come una verità indiscutibile.
Ora, però, gli sembra di parlare con un'altra persona. Una senza un briciolo di sicurezza in corpo.
«È ancora lì?»
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Missing Autumn
Romance[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
