La vita degli artisti (ed in special modo quella dei musicisti) nei periodi di maggior intensità ed attività é spesso un turbine di ritmi ed orari irregolari, poche ore di sonno, vita privata che rasenta lo zero, viaggi continui e tutta una grande mole di oneri non sempre piacevoli, (i quali, va detto, si vanno mescolando molto frequentemente, arrivando sin quasi a sopprimerlo, in certi momenti, al gusto dolce e salvifico di produrre dell'arte e darsi da vivere facendo ció che piú si ama nella vita). Senza contare che tutto dipende quasi sempre dalle loro menti, dall'ingegno e dal genio di ognuno. "Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra in realtá sto lavorando?" si era chiesto Conrad anni fa, non trovando peró mai una risposta esaustiva al quesito di cui sopra. Come si fa a spiegare, d'altronde, la "croce" di dover rimuginare, scavando affondo nei ricordi, per riportare talvolta alla mente un sentimento o un ricordo amaro per potersi rivivere, ritornare con la mente a quei luoghi e sperimentare le sensazioni di un tempo che ora non é piú e, di conseguenza, emozionare a propria volta le persone che hanno scelto di intrecciare a doppio filo le loro vite a persone che sanno scuoterli dentro raccontando il proprio vissuto in maniera diretta? In che modo si puó rendere con efficacia l'idea di essere costretti a mandare giú a periodi alterni, ma sempre con una cadenza piuttosto regolare ed assidua, una quantità incredibile di madeleine di proustiana memoria, ma dal gusto decisamente piú amaro, pur di tornare con la memoria ad un tempo perduto col solo e preciso scopo di raccontare e raccontarsi, riscoprire parti di sé che si credeva finalmente fossero riuscite ad assopirsi, offrire in sacrificio le proprie esperienze, esporsi, esporre e trasporre pezzi della propria vita nei testi, mettere a disposizione delle persone momenti bui e drammi, rovistare fin dentro alle viscere di sé stessi per cercare di raccontare nel modo piú fedele possibile la veritá di quanto si é vissuto, visto e sentito con la speranza, l'augurio e l'auspicio di poter poi entrare in connessione, suscitare emozioni, sentimenti e smuovere le coscienze di quanti hanno scelto di rispecchiarsi in ció che gli hanno sentito raccontare. Ovviamente la vita del musicista ha anche i suoi lati positivi. Le persone scelgono e supportano con passione un artista, si identificano in lui, assurgendolo ad un eroe moderno ed arrivando a fare di questo in qualche caso addirittura una sorta di guida spirituale che ritempri l'anima e lo spirito attraverso le parole di chi si é sentito maggiormente affine a lui. Gli artisti hanno ed avranno poi sicuramente una vita contraddistinta e caratterizzata da soddisfazioni e gratificazioni personali e/o professionali di vario genere che derivano dall'arte che sono in grado di produrre e realizzare, dunque in larga parte da un pezzo di sé stessi e del loro proprio io. Sanacore, peró, per sua sfortuna, non ha ancora sperimentato l'altro lato della medaglia, quello delle cose belle e delle gratifiche, anzi.. si puó dire che, fatta eccezione (e che eccezione, per quanto la riguarda) per il rapporto cementato coi Co'Sang (di cui va assai fiera e sará sempre grata alla vita) ed i recenti sviluppi sulla sua vita sentimentale con l'amato-amico, da quando fa l'artista ed é diventata "famosa" per il momento so' aumentate sultanto 'e tarantelle, le rogne, ed i fastidi. Si prenda ad esempio la psicologa con cui Futura fa le sedute dopo gli episodi di violenza di cui si era resa protagonista in IPM (ve la ricorderete, no? Quella che si era detta favorevole a spedirla in una clinica psichiatrica in quanto per lei "la Di Salvo" era un soggetto pericoloso ed inadatto a stare in un ambiente di comunità con altre persone e tutto 'o riesto appriesso) da quando ha saputo che la sua paziente é salita alla ribalta delle cronache per le proprie capacità artistiche, non solo non la chiama piú "Di Salvo" ed ha smesso di vederla con uno sguardo che non si sa se fosse piú connotato da pietá, schifo, sdegno, compassione, alienazione ed una leggera vena fastidio, al contrario, da qualche tempo, ha preso a rivolgersi a lei chiamandola "Futura cara" con un tono al quanto melenso, cominciando subito dopo ad osservarla con occhio benevolo, certe volte dando quasi l'impressione di pendere dalle sue labbra, a tratti; pare che brami e non aspetti altro che di sentirle dire una genialata solo per potersi poi vantare di come l'abbia condivisa con lei e di essere la terapeuta di una specie di genio moderno. Al termine di una delle sedute, le ha persino chiesto, senza farsi il minimo scrupolo, e contravvenendo alla piú basilare e semplice delle regole di etica professionale, di fare un post con lei da mettere sul suo account instagram professionale, al fine di mostrare a tutti quali personalità di spicco figurino nel novero dei suoi pazienti ed attrarre, in tal modo, nuovi potenziali clienti/pazienti ("Ma come? - le ha chiesto retorica Futura con una punta di sarcasmo - non ero una persona violenta, una che non era adatta a stare in società ed in un ambiente comune con gli altri? Credevo che mi considerasse una povera pazzoide, una miserabile, un soggetto da allontanare, da mettere in posti adatti a "quelli come me"? Ed ora vorrebbe indurmi a credere che mi stima ed ha considerazione di me? E da quando esattamente? Lei ci crederebbe al mio posto? Me lo dica, la prego..si metta nei miei panni, mi ha sempre trattata come l'ultimo degli esseri umani.." Come se non bastasse, poi, non c'é occasione, da un paio di sedute che, una volta conclusa la conversazione, non le chieda un video messaggio per i figli ed i nipoti oppure di farle recapitare per favore, se possibile, un video di questo o quell'altro artista. E aje voglie 'e le spiegá che quelle due volte alla settimana in cui le é concesso andare in studio dai Co'Sang per lavorare sulla propria musica sono preziose e non vanno sprecate perdendosi in cose futili, del fatto che le tocchi augurarsi e pregare tutte le volte affinché la dea dell'ispirazione le tocchi la testa e sia dalla sua (oppure di come sia praticamente costretta a sperare con tutta sé stessa di sentirsi toccare, avvolgere permeare dal vento caldo dell'ispirazione, per dirla con le parole con cui Luca, nel suo libro "Il Giorno Dopo", ha parlato della primissima volta in cui questa lo colse anni addietro) e se non le viene in aiuto da sola, allora tocca impegnarsi, stimolarla in qualche modo e cercare di farsela uscire a tutti i costi, in modo da poter essere performante e capitalizzare in tutto e per tutto quelle ore, da lei considerate un autentica manna dal cielo, in quanto le permettono di stare a stretto contatto con i propri idoli e maestri, avendo quindi l'opportunità di confrontarsi, scambiare idee, pensieri ed opinioni con loro per quanto riguarda la musica e la vita in generale. Le liriche per la "setta dei poeti crudi" (cosí come la nostra Sanacore ha genialmente ed in maniera del tutto autonoma ribattezzato il suo nuovo gruppo di lavoro), infatti, sono sempre aderenti alla realtá, narrando le gioie ed i dolori, i successi e le vicissitudini del vivere quotidiano di ognuno. Viene sempre prima l'ispirazione, é vero, é sempre "lei" a far partire tutto quanto, ad avviare il processo creativo, i due mc's di Marianella ne sono fermamente convinti ancora oggi e provano a spiegarlo alla loro giovane collega ogni volta che la vedono un po' in difficoltà, tanto da sembrare quasi sull'orlo di una crisi di nervi, e la tranquillizzano ricordandole come, in un percorso artistico, che va inevitabilmente a legarsi a doppio filo con la vita diventando spesso un tutt'uno, é naturale che ci siano dei periodi in cui questa pare fermarsi, sfuggire via, abbandonare la mente ed il corpo, é comprensibile, le suggeriscono dunque di non farsene un cruccio, sicuri del fatto che tornerà, come accade a loro da anni, quando meno se l'aspetta, proprio nel momento esatto in cui pare non pensarci e/o sperarci piú. Le cose da dire non le mancano di certo, anzi, ma ci sono giornate in cui le sembra di aver la capacità di chiudere un disco nello spazio di quelle sette/otto ore che trascorre nello studio di Poesia Cruda (uguale a quanto, ad esempio, fece Antonio qualche anno fa, quando scrisse all'incirca quindici strofe per il terzo disco poi mai uscito, il quale si scoprí in seguito essere stato il pomo della discordia che li portó alla separazione) che si alternano altre in cui le strumentali paiono non comunicarle nulla, le parole non sembrano essere mai quelle adatte e le barre, alla fine, non le escono come le aveva create, pensate ed immaginate all'inizio nella sua testa, e questo per ció che la riguarda é terribile, poiché vorrebbe essere ancor piú produttiva e prolifica di quanto giá non sia. Il blocco della scrittrice per Futura difatti é qualcosa di letteralmente devastante, un fastidioso inconveniente del mestiere con cui le duole enormemente dover aver a che fare di tanto in tanto. "Proprie mo' cche tengo 'a possibilità 'e fa chello cche addesirie cchiú assaje int'a vita - si domanda retorica in questi momenti di down, dividendosi tra panico ed una leggera sensazione di rabbia rivolta verso di sé - proprie mo' m'aggia nzieriá, juste mo' m'aggia bloccà.. tengo na 'rraggia..ma comm'é possibbele? Chesta é l'occasione d'a vita pe tte, Futú, nun t'a puo' ffa sfuí..nun te l'he'a fa sfuí..nun t'o ppuo' ppermettere, chesto é cchello cch'he'a sempe sunnate, chello cch'he'a sempe vulute, nun te puo' fermà, nunn'o ppuo' ffa mó, nunn'o ppuó ffa mó." In quei frangenti tocca soprattutto a Luca (che con lei condivide il problema periodico del blocco dello scrittore) provare a calmarla, facendole quasi da psicoterapeuta (lui si..) e cercare di farle capire che se anche un giorno non riesce a scrivere neppure una strofa da appena otto barre, non succede nulla, che le cose arriveranno quando sará il loro tempo, senza che lei debba neppure affannarsi a cercarle ossessivamente. "Chella che ne sape, 'a dottoressa - ha osservato giustamente Sanacore in una di queste occasioni - essa sente ddoje chiacchiere chella scrive ddoje cusarelle ngoppe 'o blocknotes, me dice chello cche tengo sicondo essa e ppo' ha fatto 'o ssuojo, aroppe songhe io cche me l'aggia chiagnere cu mme stessa.." É da qualche settimana, inoltre, che, suo malgrado, le tocca dover sopportare la presenza 'e ddoje serve 'e Ddio il cui unico obiettivo parrebbe essere quello di farla uscire dal posto in cui si trova attualmente, ma in orizzontale e con indosso un bel cappotto di legno, mogano preferibilmente. L'erede della "signora" nzieme 'a cumpagna soja (con la collaborazione sporadica della rossa e d'a schiavetta ca lle va appriesso, che dopo un periodo in cui si sono tenute lontane dalla loro perché invischiate in liti con altre detenute, ora sono tornate all'attacco, sentendosi e credendosi di nuovo in netta maggioranza) la prendono in giro e la scherniscono credendo di poterla ferire, non avendo peró ancora ben chiaro con chi hanno a che fare.
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FutuRosa
FanfictionCosa accadrebbe se le vite di Rosa e Futura, tornassero ad intrecciarsi a causa di evento traumatico, facendole finire nello stesso posto in cui si erano viste la prima volta?
