É il momento di farlo sapere al mondo lá fuori, é giunta l'ora che anche gli altri pezzi della sua famiglia sappiano, é giusto comunicare la lieta novella pure a loro, é doveroso metterli al corrente di una cosí bella notizia. Ed allora, Si va, come si conviene di solito in queste occasioni, partendo dai legami piú stretti, quindi i parenti e qualche amico o magari va bene pure un po' piú in ordine sparso, nu poco cchiú a ccomme vene, poiché ogni parente, amico e familiare le é stato vicino il piú possibile per quanto e per come ha potuto, ciascuno secondo i propri tempi e modalità. Che poi, a pensarci bene, per lei legami stretti, parenti (nel cui novero non rientrano peró quelli tecnicamente da definire come "di sangue", provenienti dalla famiglia del proprio padre, i quali sono considerati dal frutto dell'unico ramo buono dall'albero genealogico dei Di Salvo, praticamente alla stregua di due sconosciuti e mezzo, poco piú di due estranei, avendoli, tranne per quanto riguarda Wanda, e seppur solo in tenerissima età, visti molto poco - solo mezza volta - e vissuti men che meno) e familiari sono pressoché la stessa cosa. (Avete presente quelle grosse crew hip hop in cui ci sono gli artisti principali, poi magari quelli secondari e l'entourage - ca po' a ffinale so' ssempe quase tutte quante frate carnale, zzie, frate ccuggine o cumpagne une cu n'ate - di quelle che quando sono sul palco insieme, al gran completo, magari sono trenta/quaranta persone in tutto e si muovono come fossero un grande corpo unico, una specie di tribù unita dallo stesso obbiettivo? Ecco, è così che Futura vede la sua famiglia, come una Poesia Cruda, ma con ancora più membri) Concetti e perifrasi quali ''amici di famiglia'', ''homies'', ''dawgz'' ''proches'', ''potes'' ''poto''' e 'cousin'' sono parecchio inusuali per quanto la tange, dacché personalmente, per Futura Di Salvo, esistono solo ed esclusivamente zii. (oppure, tuttalpiù, vi sono persone, tra quelle a lei note, catalogabili ugualmente come famiglia, in questa sezione, rientrano, ad esempio, persone come Beppe, nonno materno del suo fidanzato e suocero vita natural durante del maggior zio tra tutti i suoi zii, il quale, a sua volta, è diventato suo suocero, oppure Silvia, amica di lungo corso della propria madre sin dai tempi dell'Ipm nonchè attuale compagna di uno dei suoi artisti ed mc's preferiti di sempre, mentori, idoli ed amici, ultimamente divenuto collega di lavoro, per metà executive producer, beatmaker, all'occorrenza regista o aiuto regista, ed alla bisogna altresì confidente e fine psicologo) ed un fratello più piccolo proteggere e difendere a qualunque costo ed in ogni occasione, diventato in seguito il fidanzato, le petit ami, el novio, su media naranja. Non è una casualità, dunque, la scelta di chiamare a sé, per primi, tra tutti, proprio il fidanzato e lo zio, i due uomini con i quali, assieme al padre, più ha vissuto e convissuto, affrontando e superando molte brutte avventure, ma pure belle e buone esperienze di qualsiasi tipo da quand'é sopraggiunta l'età della ragione. Alle tre e mezza del pomeriggio d'un caldo giorno di (quasi) fine estate, dopo venti e rotti giorni trascorsi in uno strano limbo, una scomoda, impervia, sconosciuta ed inabitabile terra di mezzo nel quale hanno convissuto, negli stessi momenti, tensione e speranza, Futura riabbraccia (idealmente, sperando di poterlo fare poi al più presto, e forse già in giornata, di persona, tempi di ognuno dei suoi zii e permessi speciali per Mike permettendo) un grosso pezzo della sua famiglia e la sua famiglia, partendo dai membri colossali dopo i suoi genitori, riabbraccia Futura. Sanacore si riappropria della sua famiglia e del mondo intorno a lei e la sua famiglia (finalmente! santo Dio, era ora!) ed il mondo attorno a lei si riappropria di Sanacore. Sulle prime persone ad essere allertate, avvertite, alleviate ed allietate con la piú bella delle comunicazioni, come detto, non ci sono grossi dubbi. ''Chiammate a Mikey e a zio Pino, e avvisatencello, ddicitencello cche sto ccà, dicitencello cche m'aggia scetato, dicitencello cch'aggia araputo ll'uocchie, e cche so' vviva ancora, cch'aggio turnato a rrispirà, avvisatencello ve prego, voglio cche anne essere 'e primme a ll'o ssapé, voglio cche anne essere 'e primme a ll'a sapé sta nutizia, 'e primme anne essere lloro.. chiammate a Mikey voglio cche Mikey adda essere 'o primmo cch'adda avé sta nutizia, chiammatele chiammatele e ppo' ffacitele 'o venì lloco, facitele 'e vvení lloco, dicitencello a zio Pino cche ssi vene lloco, quanne vene lloco, s'o porte cu isso, dicitele cche 'o porte cu isso mo' cche vvene, cche tengo ggenio d'o verê, l'aggia veré, aggio bbisogno d'o veré, lloro anne essere 'e primme a ll'o ssapé, anne essere 'e primme a vvení, so' dd'a famiglia, ci aggia crisciuto nzieme, aggia crisciuto cu lloro, anne essere 'e primme cche ll'anne sapé, anne essere 'e primme, io l'aggia veré, subbete anne vení, anne vení subbete, anne correre lloco, cche accussí po' quanne vene 'o zio, m'aggia fa a ddicere bbuono comme ha jute 'o fatto d'appicceca cche ss'anne fatte isso e Co'Sang cu cchilli ggiurnaliste, me l'aggia fa spiegá, me l'aggia fa a ddicere bbuono, me l'aggia fa cuntá bbuono, aggia sapé bbuono comme ha jute 'o fatto, voglio sapé bbuono comme anne jute 'e ccose, m'aggia fa spiegá bbuono ccome ha jute tutte 'o fatte, chiammatele, chiammate a Mikey, facitele vení lloco, facitele 'o vení lloco, facitele 'o vení lloco, facitele 'o vení, facite 'o vení lloco, jatele a ppigliá, jate a ll'o pigliá pecché 'o voglio veré, aggio bbisogno d'o veré, aggio bbisogno 'e l'o veré, voglio cche Mikey 'o ssape pe pprimmo cche sto' ccá, dicitele cche m'aggia scetato, e cche aggia araputo ll'uocchie n'ata vota, dicitencello cche so' vviva e cche rrispiro ancora, dicitencello subbete, jatencello a ddicere facitece 'o ssapé, facitencello 'o ssapé e purtatemillo lloco, purtate 'o lloco, purtatele lloco, cche 'o voglio veré, io l'aggia veré, tengo ggenio d'o veré addesirio d'o veré.." Ed i genitori allora accussí ffanne, senza aggiungere, replicare o eccepire alcunché alle parole proferite dell'erede. Qui va fatta una precisazione riguardo ad alcune usanze praticate durante questo spaccato di vita complesso in cui, i suoi familiari, hanno dovuto forzatamente rinunciare alla presenza "viva" di Futura. Nei giorni in cui per sua sfortuna Mike non é riuscito ad autoinfortunarsi, in modo da avere una scusa plausibile al fine di potersi recare a far visita alla sua fidanzata presso l'ospedale, il procedimento per fargli avere in ogni caso notizie della sua metá, é stato il seguente. Rosa - che nel frattempo ha delegato, in sua assenza, la gestione di oneri, obblighi e doveri istituzionali inerenti all'Ipm, a turno, dapprima a Sofia (nel breve periodo - una settimana e rotti giorni, all'incirca - in cui l'ex direttrice, saputo dell'incidente occorso alla figlia dell'amata sorellina minore e neocollega, oltre a supportarla dal punto di vista morale e starle accanto fisicamente, si è offerta sua sponte di darle una mano per alleggerirla da incombenze e grattacapi ai quali non avrebbe avuto né la testa né il tempo di pensare in una situazione così complicata come quella con il quale si è trovata ad avere a che fare da un giorno all'altro, del tutto inaspettatamente) ed in seguito a Massimo e Beppe, richiamando tutti e due "alle armi" seppur a giorni alterni, e con compiti sempre differenti l'uno dall'altro, risvegliandoli in tal modo dal ''torpore'' (pur essendo quest'ultimo ampiamente meritato, sudato e guadagnato dopo anni di duro lavoro, nel caso specifico riguardante due dei piú grandi e riconosciuti pilastri dello storico personale dell'Istituto Penitenziario Minorile di Napoli) del prepensionamento, affiancando peró loro un paio di valide figure professionali scelti da lei stessa (in maniera da evitare ed impedire sul nascere un nuovo ipotetico ''caso Riccardo'') - tutti i giorni, - eccezion fatta per le volte nelle quali invece Mike è riuscito nell'impresa di autodanneggiarsi, provocandosi da sé danni o ferite di un entità tale che richiedessero o consigliassero espressamente il consulto medico -, alle quattro del pomeriggio, quando i ragazzi vengono solitamente riaccompagnati nelle loro celle dopo essersi rifocillati a dovere, ha fatto scattare la chiamata al comandante o all'educatore emerito (nel caso di Beppe, nella doppia veste di nonno impegnato a tranquillizzare e calmare il nipote, nella sua versione più fragile emotivamente ed al contempo irascibile del quale quel sant'uomo del suo ''abuelo'' abbia memoria) dando loro una ed una sola indicazione. ''Pigliete a Mike e ppuortele addo' saje tu'' (''Addò saje tu'' è il nome in codice scelto per il suo ufficio, un luogo sicuro, al riparo da eventuali curiosi ed occhi indiscreti, in maniera tale da poter riuscire a ragguagliare come si deve l'erede di Pino e Kubra, nipote di Carmine, e genero di tutti e due, sulle condizioni di salute della fidanzata. Le telefonate (di cui si segnalano anche gli autentici siparietti dal carattere tragicomico nel pre e post chiamate tra nonno e nipote, con Mike che ha tentato di anticipare o far durare di più le chiamate, ed il nonno, che di contro ha cercato, spesso invano, di dissuaderlo e distoglierlo dai suoi intenti vietati, provando a spiegargli, pur senza essere per la verità troppo ascoltato dal suo nieto, come si stesse andando ben oltre il lecito e molto più al di là del consentito, accingendosi a far partire telefonate forse non troppo regolari) a cui assieme a Rosa e Mike ha partecipato sovente pure Carmine, nelle vesti di zio/suocero, sono andate più o meno sempre così. Una volta trovatosi a distanza di sicurezza da possibili maluocchie, Mikey ha brandito il telefono cordless dell'ufficio della direttrice e cominciato le solite chiacchierate (le quali sono state, per questo preciso spaccato di tempo, i suoi momenti preferiti della giornata, quelli nei quali poter avere nuove in merito alla condizione dell'anima complementare alla sua) dell'ultimo periodo coi suoceri, di cui uno è suo zio di sangue scelto, per poter avere notizie in merito allo stato di salute dell'altra metà di sé, la sua Futura, ch'è sempre stato il suo personalissimo centro di gravità permanente, il baricentro dell'universo, la bussola per orientarsi, i passi da seguire lungo i sentieri e le strade da percorrere, la mano da stringere in caso di bisogno, la spalla su cui poggiare le membra durante le difficoltà, le braccia nelle quali rifugiarsi quando le cose andavano male, gli occhi a cui guardare per calmarsi in ogni situazione, con la promessa cche ppo' dimane 'e ccose avessene jute meglie. E ''Mikey'' ha sempe sapute cche ffosse state accussì, pecchè ssi nunn'avessene jute meglie a ppe lloro, lei avrebbe fatto in modo che accadesse lo stesso, in ogni caso, 'e na manera o n'ata, pure quaccheccosa s'avesse fatte ascì. Ha dovuto fare a meno della presenza di Futura un paio di volte e mezzo negli ultimi tempi (lo screzio avuto dopo la prima stupenda improvvisa ed inaspettata notte d'amore, quello in grado di tenerli lontani ventuno giorni forse è da inserire nel conteggio soltanto in maniera parziale in quanto, seppur distanti, sapevano d'esserci comunque l'uno per l'altra e potevano consolarsi con la reciproca presenza fisica e visiva, nonostante avessero interrotto le comunicazioni per qualche giorno) e non ci è abituato. Loro due, per lui, sono, con le dovute proporzioni e gli opportuni distinguo del caso, un po' come le protagoniste di quel capolavoro letterario ambientato sempre da queste parti - siamo certi, ne avrete letto o, quantomeno, ne avrete senz'altro sentito parlare - amiche da tutta la vita che s'incoraggiano, si stimolano e s'amano d'un grande amore tra loro, alcune volte senza neppure aver bisogno di dirselo così tanto esplicitamente, ma sanno di potersi fidare ed affidare ciecamente all'altra senza alcuna remora o paura di sorta. Sanno fungere da continuo stimolo ed incoraggiare l'altra quando avvertono insita la necessità che ciò si verifichi, e dunque capita, d'un tratto, che magari l'una dica all'altra, sentendola un po' incerta e scoraggiata sul dipanarsi lento, confuso ed incerto della propria vita sentimentale ed il suo destino professionale ''..Chi songo io ssi tu nun si bbrava?'' e l'altra capisca, comprenda, capti immediatamente, subito. E ppure pe tutt'e dduje lloro é accussí, d'a tutta 'a vita. Futura ha un continuo bisogno di avere vicino a sè Mike, vuole averlo accanto in ogni circostanza la riguardi. Mike vuole e deve avere Futura davanti a sé in qualsiasi occasione, necessita di poterla guardare occhi negli occhi, ha bisogno di scrutarne le movenze ed osservarne la mimica facciale per capire se stia prendendo la decisione giusta, per comprendere se sta facendo la scelta corretta, quella piú adatta per lui, se abbia imboccato la strada migliore per la sua stessa persona. Non é abituato a farsi mancare Futura davanti agli occhi, in sua assenza, si sente mancare la terra sotto ai piedi, come in mancanza di un bene necessario, del quale è perfettamente conscio di non voler né poter mai fare a meno, per nessuna ragione. Stenta a riconoscersi e pare persino perdere i tratti somatici che pure lo caratterizzano e lo contraddistinguono quando lei non è lì con lui, non si trova nel suo raggio d'azione o non appare nel suo campo visivo, come se in qualche modo non concepisse, né fosse mai disposto a farlo, la sua vita senza di lei, In certi istanti arriva a chiedersi ''Chi songo io ssi tu nun ce staje? E cche sienze tene a tené nu nomme (oppure, a pensarci bene, anche nu strangianomme, nel suo caso) ssi po' nun me chiamme tu?'' Non contempla né pare propenso a farlo, finanche la più remota possibilità che lei non sia nel suo universo, come se Futura fosse la sua unica e sola condizione indispensabile per poter vivere, lasciando da parte, in un angolo dove stipa tutte le cose non indispensabili della sua persona, polmoni, sangue, ossigeno ed altre cose di cui necessitano tutti quegli altri esseri umani normali per il regolare svolgimento delle funzioni vitali. Mike ha bisogno di Futura per poter imparare a saper vivere bene, in maniera corretta ed adeguata, ha bisogno di averla intorno affinché il mondo riprenda a muoversi, la terra a girare ed il sangue a scorrere nella direzione giusta, ma fintanto che non ce l'ha avuta, ha messo sé stesso da parte, ed ha chiesto, domandato, voluto sapere e pensato innanzitutto a lei, prima di tutto a lei, pecchè ''Chi songo io ssi tu nun ce staje?''
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FutuRosa
FanfictionCosa accadrebbe se le vite di Rosa e Futura, tornassero ad intrecciarsi a causa di evento traumatico, facendole finire nello stesso posto in cui si erano viste la prima volta?
