Due bambini emarginati che diventano migliori amici.
alla base del loro rapporto una promessa
"Esserci sempre"
una promessa che viene spezzata dalla morte di lei lasciando il suo migliore amico Derek distrutto, un trauma talmente grande che offusc...
Ed eccoci qua dopo un po' di tempo. Pronti a scoprire di più sui misteri che circondano Summer? 👀
(Una semplice stellina e un commento aiuterebbe la storia.🫶 )
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SUMMER
La testa mi pulsa forte, il fianco mi brucia.
Dannato proiettile.
Ogni movimento mi fa male, ma è il pensiero che mi fa star peggio.
Sono ancora qui. A casa di Derek.
Stanno tutti dormendo eccetto lui. È concentrato a digitare velocemente i tasti del computer, ogni tanto lancia lo sguardo su di me.
Mi alzo lentamente, dovrei prendere qualche medicina per il dolore, perché è insopportabile.
Derek segue tutti i miei movimenti, mi scruta da capo a piedi. Mimo un 'smettila di guardarmi', alza gli occhi al cielo e torna a smanettare con il computer.
Gli passo vicino e non posso far a meno di notare lo schermo del mio cellulare acceso, una chiamata. Lo guarda, il suo volto si fa serio.
«È Belle» dice, senza neanche alzare lo sguardo.
Lo so, sono sicura che quella chiamata significa che qualcosa sta per succedere, e so che non è qualcosa di buono. So che quella chiamata non è per parlare con me ma per parlare con Derek. Dimentico che lui un cellulare non c'è l'ha.
Aspetta un mio cenno, dopo avergli dato il consenso, Derek prende il mio telefono in mano e lo avvicina all'orecchio.
«Cosa sta dicendo?» Non riesco a nascondere quanto mi fa alterare l'idea di dover essere coinvolta in tutto questo, voglio solo starmene tranquilla ma non posso, qualcuno vuole uccidermi.
«È andata a casa di un suo amico, una casa isolata nel bosco, e ha visto qualcuno aggirarsi fuori dalla finestra. L'ha seguita, ne sono sicuro.»
La piccola casa di Aidan. sono sicura che è quella.
Ai tempi del liceo andavamo sempre lì dopo scuola, nei weekend, era diventato il nostro rifugio. La nostra zona sicura, circondata da alberi, isolati dal mondo. Eravamo solo noi quattro.
Guardo l'orologio appeso alla parete, ma non so leggere l'ora e come se mi avesse letto nella mente, Derek lo legge.
«Sono le nove. Sveglia gli altri. Dobbiamo comportarci come se fosse un giorno qualsiasi. Andiamo al college. Poi metterò a punto un piano.» Mi spiega con voce calma, come se tutto fosse normale.
E io?
Io sono completamente confusa. Mi sembra di vivere dentro un film e la sceneggiatura..beh è assurda. Pretende che faccia finta di nulla?