8. Stuck with me

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SUMMER

Limbo.

Mi trovo in un limbo.

Tutto sta succedendo troppo velocemente, troppo all'improvviso, tutto fuori dal mio controllo. Immersa in un caos che non mi da tregua. Tutto questo da quando Derek ha messo piede nella mia vita, solo da qualche settimana e me l'ha sconvolta, non solo lui , ma misteri e segreti mi stringono il petto. Delle persone vogliono la mia testa. Non ne so il motivo, se lo sapessi saprei come muovermi, saprei cosa fare. E invece mi ritrovo qui, in camera mia a fissare il soffitto e affogare nei miei pensieri. Non sono solita a saltare le lezioni per fissare il soffitto e chiedermi cosa stia succedendo, ma eccomi qui.

In momenti come questi...vorrei solo una persona che mi stringa la mano e che mi accarezzi i capelli.

Mamma.

Ammiro la foto sopra al comodino, siamo io e mia madre, avevo appena vinto un concorso di musica, il mio pezzo suonato al violino aveva stracciato tutti, amava cosi tanto che io suonassi il violino...d'altro canto era un suo sogno che non ha potuto realizzare.

Ricordo il giorno in cui le ho detto che volevo mollare, che non ne potevo più del violino, non mi è mai piaciuto, suonavo solo per il suo piacere, solo perché mi volesse più bene, per dimostrarle che nonostante la mia perdita di memoria mai recuperata ero sempre la stessa, sua figlia. Mi ha sempre riservato sguardi contrastanti, a volte mi sentivo amata, brava, altre volte invece...con lo sguardo giudicante e sprezzante mi sentivo difettosa, sbagliata.

Teneva più a come ero prima di perdere la memoria, al mio incidente.
Un incidente d'auto mi aveva raccontato, una macchina mi aveva investita ed era scappato. Sono rimasta sdraiata sul suolo incosciente e tenevo stretta una lettera e una piccola palla di vetro con all'interno una rosa rossa. La stessa palla di vetro che hanno distrutto in mille pezzi i miei genitori in una delle loro solite liti.

Mi alzo lentamente, apro l'ultimo cassetto e afferro la lettera, rilegata con un nastro rosso ormai rovinata, la apro e la rileggo per l'ennesima volta, ogni volta con la speranza che qualcosa dentro di me si smuovi, che mi faccia ricordare.

🎀

23 luglio 2016

È il tuo compleanno ed è anche un anno che siamo amici per la pelle. L'unico regalo che ti posso fare oltre alla palla di vetro sono le mie parole e le mie promesse. La prima promessa e la più importante, ESSERCI SEMPRE.
  Ci sarò sempre per te.
Sei l'unica persona che ho, l'unica che non mi da del mostro e del maledetto come gli altri.

L'unica luce della mia vita così buia e sola.

Anche se non sarò con te visto che qui all'orfanotrofio è il periodo delle visite nella speranza che qualcuno venga adottato...
ci vedremo il primo giorno di scuola, hai promesso di stare al mio fianco, di superare insieme la paura. Ti stringerò la mano.

Ci vediamo a settembre,
piccola rosa rossa.

🎀

Un senso di vuoto mi comprime il petto, delle lacrime involontarie bagnano le mie guance. Mi scombussola sempre così tanto questa lettera.
Vorrei così tanto ricordare, vorrei così tanto non sentirmi difettosa. Sento che una parte di me manca. Non mi sento completa. Riposiziono la lettera a posto.

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