Corse

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Deimos 🏍️

Seguiamo i corridoi della scuola fino all'ufficio della preside, i nostri passi che rimbombano nel silenzio.

Kalem cammina al mio fianco con le mani infilate nelle tasche della giacca della squadra, il viso impassibile.

Theo si sistema i capelli con un'aria nervosa, mentre Nadia gli sta accanto con un'espressione curiosa, come se non vedesse l'ora di sapere di cosa si tratta.

Chloe è accanto ad Anastasia, che ha lo sguardo fisso davanti a sé, le mani strette al tessuto del suo vestito rosa.

Io, invece, cerco di non pensarci.

Non pensare al fatto che mi abbia chiamato "fidanzato" davanti a tutti.
Non pensare al modo in cui il suo viso è arrossito quando l'ho toccata.

Come le sue gambe hanno iniziato a tremare con un solo bacio.

Non pensare a quanto mi ha fatto male sentirla cantare con quell'altro ragazzo.

Soprattutto, non pensare a quello che significa per me.

«Qualcuno ha idea di che cazzo vogliono stavolta?» sbuffa Chloe incrociando le braccia.

«Magari vogliono farci i complimenti per la partita» dice Nadia, cercando di essere ottimista.

Kalem ridacchia. «Sì, certo, perché la preside è famosa per i suoi elogi, vero?»

«Magari ci espellono» aggiunge Theo, il tono sarcastico, ma negli occhi una scintilla di preoccupazione.

Anastasia non dice niente.

La porta si apre all'improvviso, e ci troviamo davanti la segretaria, una donna magra e severa che ci guarda con aria di rimprovero.

«Entrate» dice semplicemente.

Ci scambiamo un'occhiata, poi varchiamo la soglia.

La preside è seduta dietro la sua scrivania, con le mani intrecciate sotto il mento e uno sguardo indecifrabile.

Accanto a lei, un uomo che non ho mai visto prima: alto, con un abito elegante e un'espressione calcolatrice.

Mi basta un'occhiata per capire che non mi piace.

«Prego, accomodatevi» dice la preside, indicando le sedie davanti a lei.

Ci sediamo, anche se nessuno di noi sembra a proprio agio.

«Sapete perché siete qui?»

Ci scambiamo occhiate confuse.

Nessuno risponde.

L'uomo accanto a lei sorride leggermente. «Lasciate che mi presenti» dice, la voce bassa e controllata. «Il mio nome è Victor Laurent. Sono un investitore e uno scout sportivo. E sono qui perché ho un'offerta per voi.»

Ci guardiamo l'un l'altro, ancora più confusi.

«Un'offerta?» ripete Kalem, incrociando le braccia.

Victor Laurent annuisce. «Ho visto la vostra partita. Siete talentuosi, determinati. Ma ciò che mi ha colpito di più è stato l'entusiasmo del pubblico, il modo in cui siete riusciti a creare uno spettacolo. Voi sei avete qualcosa di speciale.»

«Aspetti, noi sei?» chiede Chloe.

Victor le lancia un'occhiata divertita. «Non sto parlando solo della squadra di hockey. Sto parlando del gruppo. Di voi come insieme.»

Inspiro piano, senza distogliere lo sguardo da lui.

«E quindi?» chiedo.

Lui sorride. «Ho intenzione di organizzare un evento. Un torneo sportivo con una competizione musicale e artistica annessa. Una sorta di festival. E voglio che voi ne facciate parte.»

UNDER THEIR SCARSDove le storie prendono vita. Scoprilo ora