XXXIII -why?

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Erano ancora le sei del mattino, fuori il sole era ormai quasi sorto

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Erano ancora le sei del mattino, fuori il sole era ormai quasi sorto.
La dimora Lee era avvolta da un pacifico silenzio.
A quell'ora la piccola cittadina rimandava ai ricordi che il biondo aveva di essa nel periodo adolescenziale.

Il padrone di casa era disteso su un fianco, nudo, ma coperto dal piumone pesante del suo letto, mentre osservava la schiena pallida e tonica del moro.

Non si erano ancora parlati o dati il buongiorno.
Comportamento assolutamente atipico, ma egli dentro di sé sentiva dell'ansia che lo portava a tacere.
E l'altro pareva essere decisamente troppo pensieroso.

Lo studente del secondo anno, dopo aver indossato dei boxer, si era infatti diretto verso la finestra della camera di Felix ad ammirare la quotidianità cittadina che gradualmente si metteva in moto.

C'era una leggera tensione malinconica nell'aria.
Ed il silenzio sempre più assordante fu rotto dopo abbondanti dieci minuti.

"É bello qui, non capisco come faccia a non piacerti"

Nonostante la frase totalmente innocente, il giovane con le lentiggini aveva intuito che quello fosse il suo modo di iniziare il fatidico discorso.

"Perché non c'è speranza di futuro Jinnie, é una città morta dentro... tipo il natio borgo selvaggio, tomba dei vivi di Leopardi"

"Beh, sicuramente lui era morto interiormente, un po' come me..." rise appena "però almeno ci sei tu"

Ingoiò a vuoto.

"Perché ti sei alzato dal letto? Volevo abbracciarti ancora un po' "

"Avevo bisogno di meditare un attimo e il paesaggio che si vede da camera tua mi aiuta... é così tranquillo e ordinario, sembra che nulla possa turbare la quotidianità di questo posto"

"Lo fai troppo romantico, é così semplicemente perché non c'è nulla in generale. É identica a quando sono nato, mai cambiata di una virgola"
"E tu seriamente sei fuggito da qui?"
"Ma perché ti piace così tanto sto posto, sembra che tu ci voglia comprare casa" lo prese in giro il biondo, sbuffando appena.
In realtà stava cercando di rimandare il più possibile il loro confronto.
Lo temeva.

"Perché la mia vita non é mai stata come la tua; sono sempre stato travolto da un susseguirsi di eventi e nuove emozioni... non ho avuto mai effettivamente modo di riposare... un posto come questo sarebbe perfetto per me"

"Se vuoi possiamo venirci più spesso, tanto ai miei credo tu sia piaciuto"
Gli angoli alla bocca del maggiore si sollevarono appena, ma tanto il ragazzo con le lentiggini non poteva vederlo, essendo ancora di spalle.

"Potremmo, sì"

"Oggi sei strano e malinconico"

"É che non so come dirtelo..." ammise voltandosi per poter finalmente far incontrare i loro occhi

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