Invited

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Ciao a tutte, questo è il mio primo racconto su wattpad. Sono Tempesta piacere di conoscervi. Spero vi piaccia la storia :3

<< Ti prego Lily, viene  con me alla festa in maschera! Mio fratello ha detto che potevo invitare chi voglio, perché dei suoi amici non conosco quasi nessuno >> tentò di convincermi Isabelle, la mia migliore amica. Una bellissima e alta brunetta dal fisico perfetto e magra con le forme nei punti giusti.
Scossi la testa. Non volevo andare alla festa di Harry, sarebbe stata sicuramente piena di gente ricca, viziata e crudele, non me la sentivo.
<< Non vorrai lasciarmi da sola con tutti quegli adulti, sconosciuti e finti amici. Mi annoierò a morte senza di te. >> Mi guardò come un cucciolo bastonato. I suoi occhi grigio azzurri mi facevano tenerezza.
<< Tuo fratello ha detto che puoi invitare chi vuoi, no? E il tuo ragazzo, Ashton? >>
<< Ok, ma tu sei la mia unica vera amica... Ti prego. Ashton non può venire... >> Mi prese le mani e continuò a implorarmi.
<< Eh, va bene >> sospirai.
Continuammo il nostro pranzo nel cortile della scuola completamente sole. Odiavo così tanto attirare l'attenzione che evitano sempre di frequentare posti affollati, ma mi ero appena fatta convincere a partecipare ad un grandissima festa. Accidenti. Almeno era in maschera nessuno mi avrebbe riconosciuta.
<< La festa è questo venerdì sera >> disse Isabelle velocemente.
<< Cosa?! >> esclamai. << Come faccio in così poco tempo a trovare un abito, la maschera, il passaggio per casa e chiedere il permesso a mia mamma? >>
<< Fortunatamente hai me. Ho detto hai tuoi che venivi a dormire da me, il vestito e la maschera il ho comprati io... Un piccolo regalo. >>
<< Non posso di accettare... >>
Isa mi pizzicò le labbra. << Non rifiutare. >>
Un po' riluttante annuii, e mi lasciò le labbra. Tanto non si sarebbe mai arresa, insistere era inutile.
<< Grazie mille. >> Le diedi un bacio sulla guancia.
Finito il pranzo, ritornammo dentro sarebbe suonata di lì a poco la campanella e avevo l'ora di arte.

Prima di andare in classe mi ripassai il rossetto rosso scuro, controllai se c'erano sbavature del trucco nero attorno agli occhi azzurri e mi sistemai i capelli. Erano tutti scompigliati dal vento d'autunno. Mi avviai verso la classe nervosa, il professor Tomlinson, mi metteva sempre a disagio, ero sempre il bersaglio delle sue battute. Mi precipitai in fondo all'aula il più lontano possibile da lui in modo che non mi notasse nessuno. Per un po' la lezione proseguì tranquillamente, ma riconsegnando i dipinti col voto il professore mi stuzzicò prendendomi in giro.
<< Piuttosto tetro, non credi? Ma almeno si addice al tuo abbigliamento e all'atteggiamento da emo depressa. >> Si stampò in faccia un sorriso di scherno.
Mi strinse nelle spalle facendomi piccola piccola mentre la classe scoppiava a ridere, non capivo perché mi avesse presa di mira. Però mi aveva dato una A. Con un mezzo sorriso osservai la mia opera, alberi senza foglie vicino a un cimitero, di notte. Tomlinson non aveva tutti i torti. Non feci in tempo a godermi il bel voto che mi chiamò.
<< Che ne dici di venire qui a parlarci del tuo dipinto signorina Morgans? >>
<< Posso farne a meno? >> bisbigliai, pianissimo.
<< No, alla lavagna. >> Rispose secco. Mi sorprese che fosse riuscito a sentirmi.
Mi avvia lentamente verso di lui temporeggiando, l'aula non era tanto grande, ma eravamo almeno in venti li dentro.
<< Prego. >> Mi guardò in modo così inquietante che mi vennero i brividi.
Deglutii, con gli occhi di tutti puntati addosso. Pensai a cosa dire, ma non mi venne in mente niente. A braccia conserte spostai il peso da una gamba all'altra.
<< Allora? >>
<< Ehm... Il paesaggio... >> Mi schiarii la voce. << Mi sono inspirata al... >>
Prima di proseguire la campana suonò. Con un enorme sospiro, presi le mie cose ed uscii di corsa.

Le lezioni erano finite finalmente, mi stavo dirigendo verso la Camaro nera di Isabelle. Si era offerta di darmi un passaggio, quella ragazza era una vera benedizione. Prima di arrivare al parcheggio, Ashley, Lucy e Shay mi interruppero.
<< Lily >> mi chiamò con finta gentilezza Lucy. Le altre si tennero a distanza. << Voglio che tu convinca Isabelle ad invitarci alla festa di suo fratello. >>
La guardai accigliata. Era dalle elementari che mi tormentava, per colpa sua, avevo sofferto di disturbi alimentari, autolesionismo e ho avuto una bassissima autostima. Avevo superato quasi tutto grazie ad Isa e la mia famiglia, ma le cicatrici rimangono. Non volevo parlarle infatti la ignorai, continuando a camminare. Mi prese per i capelli facendo cadere la mia cuffia.
<< Ok, forse non ci siamo capite, fallo o ti renderò la vita impossibile. >> Scandì bene l'ultima parola. Ma rendeva già la mia vita un inferno.
Le altre si unirono alla chiacchierata.
<< Ti ostini a parlare a questa sfigata? È pazza non capisce un cazzo. >> disse Shay.
<< Andiamocene non ci può tornare utile >> aggiunse Ashley.
<<Lasciala andare>> tuonò Shay. <<Isabelle arriverà tra poco. Se ci vede trattarla male niente festa, niente festa, niente Harry, ti sei scordata che è la sua migliore amica?>>
Lucy mollò la presa e fece un passo indietro. Respirando a fondo per trattenere la rabbia.
<< Hey ragazze! Vi va di venire alla festa di mio fratello? >> chiese Isabelle arrivando finalmente sui tacchi vertiginosi. Era proprio il mio giorno fortunato.
Le ragazze voltarono faccia e misero le loro maschere da false simpatiche come sempre, e accettarono l'invito gentilmente. << Certamente! >> Isa diede l'invito alle ragazze che emozionate andarono via. Odiavo le ragazze false, loro in particolare. Scossi la cuffia me la rimisi.
<< Ecco il tuo anche se non ce ne sarà bisogno, sarai già a casa quando i bodyguard controlleranno l'entrata.>> Fece una pausa. <<Però magari lo vuoi come ricordo.>> Mi sorrise.
Lo presi e insieme ci avviammo verso casa. Nonostante tutti il tempo passato, dall'asilo, eravamo sempre rimaste amiche, anche quando al liceo, era diventata bellissima e ammirata non era cambiata. Prima di uscire ed andare a casa la abbracciai. <<Grazie di tutto, ti voglio bene>> dissi prima di uscire.
<<No, tu mi ami.>> Mimmò un bacio, mi sorrise e andò via.
Salutai i miei genitori e corsi al piano di sopra in camera mia. Dalla biblioteca presi un libro e mi immersi nella lettura. Non riuscii a concentrarmi continuavo a pensare alla festa. Avevo una cotta per Harry da molto tempo, però mi ero sempre accontenatata di vederlo ogni tanto a casa di Isa senza scambiarsi più  di un ciao. Sospirai e chiusi il libro. Mi guardai allo specchio, ero gracile, pallida e piena di lentiggini, era ovvio che non mi avrebbe mai notata. Sarebbe stato tutto platonico. Sempre.

Ed eccoci alla fine di questo capitolo introduttivo, se avete notato errori fatemi sapere (sono piuttosto distratta ^^') e se vi è piaciuto lasciate una stella⭐e un commento. ❤



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