Jeanrientrò in caserma. I suoi compagni giocavano a dadi e a carte, malui cercava Alain. Scrutò l'intera camerata e lo trovò distesosulla sua brandina.
<<Alain...>> Alain si voltò e gli sorrise. Ma appena vide latristezza che velava il volto dell'amico si preoccupò.
<<Cosa c'è Jean?>>
<<Io ho...- Strinse i pugni e prese un respiro profondo. - Io hobaciato Evelyn.>> disse tutto d'un fiato.
Alainlo fissò a lungo. Per eterni attimi non disse nulla, limitandosi adosservarlo. Poi si prese la testa tra le mani e sussurrò: <<Avrei dovuto prevederlo.>> alzò lo sguardo. La sua voce eraglaciale. << Tranquillo, non alzerò le mani su di te. Milimiterò a negarti la mia amicizia, e se vorrà anche Evelyn lofarà. Ti toglierò il saluto e la parola. Ora vattene.>>
Jeanuscì sotto la pioggia che da poco aveva cominciato a battere suParigi.
Evelynera rimasta con la schiena appoggiata alla porta e si sfiorava lelabbra con i polpastrelli. Era sbigottita. Non pensava che Jeanpotesse baciarla, e ancora non riusciva a concepirlo. Il latopositivo era che finalmente sapeva di non amarlo. Non aveva provatonulla. Il suo cuore apparteneva ad Alain.
"Ricordi?Avevamo dieci anni." Sì, se lo ricordava e ricordava anche che perlei era stato solamente un gioco. Un gioco da bambini. Finalmente siscosse dai pensieri e andò al lavoro. Non poteva permettersi unaltro ritardo o l'avrebbero licenziata. Tagliò la stoffadistrattamente per tutto il giorno.
Acasa si versò un bicchiere di vino, poi un altro e un altro ancora,fino ad ubriacarsi. Voleva solamente dimenticare.
QuandoAlain rientrò e la trovò in pessime condizioni accasciata sultavolo, la prese tra le braccia e notò le guance e la punta del nasodi un rosse vivo. Il suo respiro puzzava di alcol.
<<Evelyn che... hai bevuto?>> Evelyn mormorò frasi sconnesse. Labottiglia sul tavolo era quasi vuota.
<<Oh santo cielo!>> La sollevò e la trasportò fino alla camera,dove l'adagiò sul letto. Poi la spogliò e le rimboccò le coperte.<< Oh Evelyn, Evelyn... e tutto per quel bacio.>>Sospirò. Chiuse gli occhi e si addormentò al suo fianco.
Lamattina seguente, Evelyn fu sorpresa nel vedere Alain che dormivaaccanto a lei. Poi si ricordò ciò che era successo il giorno primae decise di strapparlo dai suoi sogni. Doveva assolutamenteraccontarglielo.
<<Alain, Alain!>> chiamò scuotendogli il braccio. Alain si destòcon un gemito e uno sbadiglio.
<<E' già mattina?>>
<<Sì Alain, ma vedi... devo dirti...>>
<<Loso già.>>
Jeandi nuovo.
<<Sei in collera con me?>> domandò Evelyn mestamente.
<<No>> sorrise Alain. Evelyn si sentì più sollevata.
<<Ho negato la mia amicizia a Jean.>>
Evelynrimase sbalordita.
<<Ma Alain, non puoi! Siete grandi...>>
<<Amici?>> concluse lui. Scosse la testa. << Non piùEvelyn, non più.>>
Sialzò e indossò la divisa. La lasciò da sola, ancora sbalordita perquell'annuncio. Non sapeva cosa provare. Dopotutto Alain e Jean eranostati come fratelli, sebbene lei conoscesse quest'ultimo da molto piùtempo, ed una cosa simile era inconcepibile.
Illunedì era il suo giorno libero, e perciò decise di rimanere a casaa pulire per bene l'appartamento. Sistemò la bottiglia di vino quasivuota nella piccola credenza e arieggiò l'ambiente. Quella era lacasa in cui lei e Alain si amavano profondamente e doveva prendersenecura. Non l'avrebbe lasciata alla mercé delle puzze di Parigi edegli insetti che popolavano le altre case e divoravano la pelledegli inquilini. Faceva il possibile per renderla sempre accogliente.
Lavòil bucato e rifece il letto di ferra che sua madre le aveva regalatoin occasione delle nozze. Era un letto semplice ma scomodo, madopotutto i Dubois non erano persone ricche. Arrivavano a stento allafine del mese. Nonostante tutto, Evelyn fu molto grata alla madre perquel dono, difatti lei e e Alain si sarebbero accontentati di ungiaciglio di stracci sul pavimento perché appena sposati non avevanoneanche un soldo.
Deipassi veloci sulle scale la scossero dai pensieri. Qualcuno bussavainsistentemente alla porta. Sembrava una cosa urgente. Evelyn sitrovò sulla soglia François, un compagno d'armi di Alain.
<<Evelyn, Evelyn! Alain è stato ferito!>>
ilmondò le franò sotto i piedi. Alain ferito e magari in fin di vita!Il suo pensiero corse subito a Jean. No non poteva essere stato lui.Difatti trovò subito conferma ai suoi dubbi.
<<Un pazzo rivoluzionario ha cominciato a sparare in Place de Grève eha colpito Alain mentre tentava di fermarlo.>> spiegò ilragazzo. Faticava parlare a causa del fiatone. Evelyn afferrò lamantella. Pioveva da ore.
<<Portami da lui.>> Lacrime di rabbia le scorrevano sul viso.
Françoisla portò all'Hopital Sanit-Louis dove chiesero di Alain. Il ragazzosi trovava su un letto (che era più una brandina) in un lungacamerata insieme ad altre dieci persone. Un lezzo di morte e malattiafluttuava nella stanza. Evelyn corse da lui. Era vivo, ma stavadormendo.
<<E' stato fortunato Madame. La ferita è molto superficiale, domanisarà di nuovo in forze.- le stava dicendo il dottore. - Ma è meglioche domani riposi.>> Il medico si congedò.
Evelynvegliò Alain fino a quando, verso sera, non si svegliò.
<<Evelyn...>> gemette Alain.
<<Oh Alain! No, non ti alzare, devi rimanere steso a riposare...>>
<<Devo andare da Jean.>>
<<Jean?>> Evelyn non capiva.
<<Mi ha salvato.>> Jean. Jean lo aveva salvato.
<<Cosa...?>>
<<E' morte Evelyn.>> Tutta la gioia che le aveva portato ilrisveglio da Alain, si era dissolta in un istante. Non riusciva aparlare.
<<Quando quel pazzo ha cominciato a sparare e mi ha colpito, Jean si ègettato su di me facendomi da scudo con il suo corpo, incassandotutti gli altri colpi.>> Alain non riuscì a continuare. Lelacrime cominciavano a bagnargli il viso, inarrestabili.
<<Evelyn io gli avevo negato l'amicizia, ma lui non mi ha mai negato lasua.>> I due si abbracciarono, pensando che così avrebberoretto i pezzi dei loro cuori infranti. Come aveva potuto Evelyndubitare di Jean? Lui si era sacrificato per Alain! Sebbene Alain gliavesse tolto la parola, Jean non aveva mai smesso di amarlo. Forse loamava più di Evelyn.
Unpazzo rivoluzionario, pensò Evelyn. Il primo segnale che laRivoluzione aveva iniziato a divorare i suoi stessi figli.
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1789
عاطفيةEvelyn e Alain sono due giovani sposi vissuti durante gli anni della Rivoluzione Francese. Lui arruolato nella Guardia francese, lei casalinga, entrambi accesi dal fuoco della Rivoluzione. Desiderano ardentemente cambiare quel Paese dilaniato da fam...
