<<Alain?>>
<<Sì?>>
<<Ti amo.>> Alain sorrise dolcemente.
<<Anche io ti amo.>> Rimasero in silenzio per qualche istante.
<<Ieri... ho ucciso quei soldati per Jean, Nicolas e Gabrielle.>>confessò Evelyn. Alain non ne era stupito. Conosceva bene il suocoraggio, e anche la sua ostinazione.
<<Lo so bene.>> confermò. Evelyn lo fissò per alcuni momenti epoi si sciolse in un pianto appassionato. Si accasciò sulle gambe diAlain, singhiozzando. Alain non sapeva per quale motivo la sua Evelynpiangesse. Si limitò ad accarezzarle teneramente i capelli, senzaparlare, fino a che la ragazza non si calmò.
<<Scusami...>> sussurrò. Alain le sollevò il mento e la baciò.Rimasero legati in quel bacio, e sarebbero rimasti così per sempre,se delle urla dalla strada non li avessero costretti a staccarsi.
<<La Bastiglia! La Bastiglia!>>
Alaine Evelyn si guardarono confusi, poi si rivestirono e si precipitaronosul lungofiume. Alain fermò un uomo e gli domandò dove stesseroandando tutti.
<<Alla Bastiglia.>>
Alaintornò nell'appartamento per recuperare i fucili e ne porse una aEvelyn.
<<Arriva la vera battaglia.>> Evelyn lo guardò decisa e afferròl'arma.
LaBastiglia era un edificio medievale in pietra, ormai adibito aprigione, simbolo del potere monarchico.
Alaine Evelyn marchiavano fianco a fianco con il popolo. Avrebberocombattuto fino alla fine se necessario. Avevano tanti progetti peril futuro. Contavano di trasferirsi in un appartamento più grandenon appena avessero avuto i soldi, e desideravano avere molti figli.
Giunseroalla Bastiglia intorno a mezzogiorno. C'erano migliaia di personearmate di fucili e moschetti, e dieci cannoni erano puntati sullaprigione. Altrettanti, o forse molti di più, situati dietro i merlidell'edificio e dietro le finestre più larghe, puntavano sullacittà. Puntavano sui cittadini.
Evelynnotò Pierre che imbracciava il suo fucile un po' più a ovestrispetto a loro. La sua espressione era determinata, determinata diconquistare la sua libertà. Evelyn sorrise.
C'eraun silenzio di morte. Poi qualcuno nella folla cominciò a sparare e le Guardie svizzere risposero alle loro fucilate con altri colpi.Erano più avvantaggiati poiché si trovavano in alto ed avevanosolide mura di pietra a difenderli. Prima di cominciare a sparare,Evelyn e Alain si guardarono negli occhi e annuirono. Sapevano perchi lottavano. Poi puntarono i fucili verso la Bastiglia e aprironoil fuoco.
Alainnotò con la coda dell'occhio che i cannoni erano immobili, e gliaddetti a bombardare si guardavano confusi. Poi un uomo in divisa siavvicinò a loro. Era il colonello della Gurdia Francese:Pierre-Augustin Hulin. Alain non pensava che sarebbe venuto. Inveceera proprio lì che incitava il popolo a combattere e dirigeva ilfuoco. L'uomo urlò:<<Come mai non fate funzionare questibestioni? Siete buoni cittadini o no? Sì che lo siete! Allora apriteil fuoco!>>
<<Eccovedete... noi non sappiamo usarli...>> balbettava uno,intimorito dalla personalità di Hulin.
<<Com'è possibile? Soldati della Guardia, avanti! Caricate i cannonie...- Gli uomini in divisa blu corsero alle loro postazioni. Unaventina era sufficienti, ed Alain non dovette allontanarsi da Evelyn.-... FUOCO!>>
Legrandi palle di cannone si abbatterono sulla Bastiglia con un tonfoassordante e riuscirono a sfondarne i muri. La Guardia svizzera,impreparata ad un attacco simile, rimase sbalordita. Poi caricarono iloro cannoni e cominciarono a bombardare Parigi. I tetti di moltecase vennero sfondati e nubi di fumo si levavano per tutta la città.Ciò alimentò la furia dei parigini, che ripresero a sparare contutto l'odio che avevano in corpo. Ora dovevano salvare la loroParigi.
Alainsi svoltò verso Evelyn.
<<Ora abbiamo più possibilità di vincere.>> Le sorrise. Era unsorriso stanco. Voleva riposare ma non poteva. Evelyn si asciugò ilsudore con un gesto del braccio ed annuì. La ragazza non smetteva disparare, e appena le munizioni si esaurivano, le ricaricavavelocemente e riprendeva la sua battaglia. Perché quella non erasolo la battaglia di una popolazione in rivolta, ma anche la suapersonale. Cercò la mano di Alain per stringergliela e rassicurarlo.Ma prima che potesse afferrarla, un dolore improvviso le bruciò ilpetto e poi il ventre e le spalle. Non si rese conto di nulla, soloche faticava a respirare. Sentì l'urlo di Alain e le sue braccia chela sollevavano. L'adagiò sul pavimento umido, dove il cielo azzurroera limitato dai profili dei tetti delle abitazioni. Le lacrime diAlain le bagnavano il viso. Vide i suoi occhi, quelli aveva amato findal primo momento che l'aveva visto. Quegli occhi che l'avevanorassicurata tante volte, che sapevano ridere e piangere. Non avevanosegreti per lei. Avrebbe mantenuto la sua promessa.
<<Perché piangi Alain?>> domandò Evelyn flebilmente. Sentiva lavita scivolare via dal suo corpo.
<<Non lasciarmi...>>
<<Combatti Alain, fallo per me. E per Jean.>>
Poitutto diventò nero e le detonazioni dei fucili e dei cannoni, leurla e le parole che Alain le sussurrava svanirono.
Alainchiamò Evelyn più e più volte, ma ormai era morta. Non volevaabbandonare il suo cadavere, ma doveva combattere, come lei avevadesiderato.
Nonseppe mai dove trovò la forza di alzarsi, ma lo fece e si avviòverso la folla per lottare.
Sparò,e anche quando non ebbe più le forze continuò a sparare. Nella suamente delle immagini prendevano forma. Evelyn. Il giorno in cui laconobbe, il matrimonio, la prima volta insieme, la sua voce, i suoiocchi blu profondo...Jean. Jean che si buttava sul su di lui perproteggerlo e che incassava tutti i colpi, quella volta sullacollina, le cene insieme... Poi sentì un colpo al cuore e vide ilsangue. Un colpo al petto. Il suo ultimo pensiero corse agli occhiblu profondo di Evelyn che lo accoglievano in un mondo dove liavrebbe potuti vedere per sempre.
Un'oradopo la Bastiglia era caduta.
Ilsole splendeva alto nel cielo.
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1789
RomantikEvelyn e Alain sono due giovani sposi vissuti durante gli anni della Rivoluzione Francese. Lui arruolato nella Guardia francese, lei casalinga, entrambi accesi dal fuoco della Rivoluzione. Desiderano ardentemente cambiare quel Paese dilaniato da fam...
