CAPITOLO V: SE DIMENTICAR SI PUÒ

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La pioggia è sinonimo di malinconia. La tristezza che porta con sé è immensa, è uno stato d'animo di abbandono, di vuoto apparente, di perdita totale di ogni cosa, di ogni dove, perdita della cognizione temporale, ti immergi sotto l'acqua o ti proteggi sotto un portone, oppure la guardi cadere dalla finestra della tua camera.
Sono poche le scelte, ma sicuramente l'ultima è la più bella per Brian, che ama il grigiore delle giornate piovose. E questa è una di quelle.

«Finalmente la pioggia!» pensa tra sé e sé guardando verso la finestra mentre si lava i denti nel bagno, apprestandosi ad affrontare un'altra giornata di scuola.

Sembra strano ma è così: lui ama la pioggia, ama bagnarsi sotto di essa, ama calpestare le pozzanghere con i suoi stivaloni e toccare con mano le gocce di pioggia mentre cadono insistenti dal cielo. Ama proteggersi dall'acqua, sebbene adora osservarla sempre dalla sua camera, mentre s'infrange e cola sugli specchi, prima umidi e poi bagnati. Il primo giorno di scuola bagnato dalla pioggia, anche se da poco è cominciata.

«Ci voleva solo la pioggia stamattina» si esaspera Kurt all'ingresso dell'istituto, mentre insieme a Brian e David entra tutto fradicio nella parte bassa del pantalone.

«Ma fai qualche risvolto a quel pantalone che oramai è una pezza» lo deride Brian cercando approvazione dalle parti di David che prosegue nel prenderlo in giro:

«è vero quel che dice Brian, e poi le scarpe basse con quei pantaloni lunghi fino ai piedi sono passate di moda da un secolo!»

Kurt ha una moda tutta sua e non la cambia per nessuna ragione al mondo. Non gli piace, però, quando viene deriso, soprattutto dagli amici. In effetti non sa stare al gioco. È come il fatto che lui può scherzare sugli altri mentre gli altri non possono farlo su di lui. Non gli piace essere indicato come fuori moda. Infatti, il suo tocco vintage fa di lui una persona originale, anche se l'abbinamento col tempo terribile di oggi si poteva evitare.

«Non datemi fastidio, io mi vesto come voglio e poi questi pantaloni sapete che sono i miei preferiti così come le mie Converse usurate e stropicciate. Si tratta di affetto, di legami» capitalizza Kurt, cercando di far tacere i suoi amici.

Nel frattempo, Iris e Laura si aggiungono al gruppo, salutando i tre amici.

«Hey Laura, come stai?» esordisce Brian, memore della bellissima notte passata ieri.

«Sto benissimo, e tu?» risponde Laura con un bel sorriso.

«Beh, anche io sto bene...» tentenna un attimo Brian.

«Ne sei sicuro?» ribatte Laura, che nota un disagio interiore in lui.

«Si tranquilla, ho solo un po' di sonno arretrato»

Brian sa il perché è turbato ma ovviamente con Laura deve fingere, non può svelare il segreto della foto col bigliettino ricevuta a casa ormai da qualche settimana e che li mette in apparente pericolo per l'ennesimo Halloween di sangue. Per ora, meglio star zitti e fingere.
Ecco che arrivano anche Dwayne e la sorellina di 15 anni, Lilian.

«Ciao ragazzi, sono passato a farvi un saluto prima di salire per andare a lezione»

«Io intanto aspetto Kyle, va bene?» dice Lilian al fratello.

Lilian frequenta la stessa classe di Kyle, il fratello di Brian, avendo anche lui 15 anni. Ed eccolo spuntare insieme ad altri compagni di classe e Lilian che si accoda a loro.

«Dai andate ragazzi che le lezioni stanno per cominciare!» sprona Iris.

«Non ci serve che ce lo ricordi tu, Miss Memoria!» scherza Kyle.

Tales of Goodwind - SecretsDove le storie prendono vita. Scoprilo ora