Capitolo 3

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《Lo so che per voi è un sacrificio Chris. Però, Dinah è veramente l'unica che possa difendere Normani al meglio contro tu sai chi.》

'Dinah? Quindi è il detenuto. '
L'idea di una donna la tranquillizzò un po' di più, ma non troppo.

《Ne va della nostra reputazione Derrick. Non abbiamo mai violato il regolamento.》 Waterman si stava torturando le mani fino a farsi male.

Non doveva essere certo una persona ubbidiente questa Dinah, e sicuramente una volta rilasciata, avrebbe fatto quello che voleva.

《Lo so. E scommetto anche che andrebbe subito a cercare DomKing, però con un compito come Normani non si avventerebbe subito sul suo obiettivo principale.》
Normani notò come suo padre dissuadere in tutti i modi Waterman per fargli cambiare idea.

《E io come posso essere sicuro che Dinah accetterà di proteggere un'altra ragazza?》 Waterman poggiò il capo sulle mani e iniziò a rimuginare a lungo tenendo gli occhi chiusi.

《È vero. Jack mi avrebbe mandato subito via. E so che quello che ha fatto Dinah non potrà mai passare in osservato. Ma fino a prova contraria è la vostra migliore agente dell'FBI in caso di protezione... non dico testimoni, ma di persone. E questo lo sai anche tu.》Derrick stava perdendo la speranza di potercela fare.

'Agente? Protezione? Miglior donna? Quello che ha fatto? '

Normani stava cercando di mettere i pezzi del puzzle al suo posto, ma con scarsi risultati.
Una cosa però, la turbava.
Cosa ci faceva un agente dell'FBI in un carcere? Per di più un detenuto? Però una cosa era certa: Sapeva della situazione del padre, come fosse diventata delicata e quanto avesse bisogno di una persona che la proteggesse.
Avrebbe anche potuto provare con quella tipa.

《E se non dovesse accettare? O meglio, se dovesse accettare per poi piantare tua figlia a casa di qualcuno per poi andare a cercare DomKing?》Waterman e suo padre erano esasperati.

《Non so nemmeno se accetterà Derrick. Lo sai cosa successe con Alexis.》Normani iniziò ad incuriosirsi ancora di più.

La sua curiosità, a volte la porta dove non doveva.

《Chris... te lo chiedo come amico. Non voglio perdere un'altra persona a me carissima.》

《Mi metti in difficoltà Derrick. Sai anche che non possiamo entrare nella su cella.》

《Per quale motivo?》Azzardò Normani.

《Non ama la gente. Odia parlare. È testarda da morire e non si smuove dai suoi obbiettivi.》

'Un po' come me ' Disse tra sé e sé Normani.

《Le parlo io.》Si alzò in piedi decisa la ragazza.

Waterman alzò la testa, dopo tanti pensieri.
《Hmm. ..si potrebbe anche provare.》Si girò verso Derrick.

《Tu cosa ne pensi?》

《Se a Normani va bene io starò dalla sua parte.》Waterman si alzò dalla sua sedia e indicò la porta d'uscita.

《Bene. Prego Normani, ti accompagnerò alla cella di Dinah.》Usciti dal piccolo edificio, si incamminarono verso una piccola cassetta, non era nemmeno una cassetta.
Era un edificio ancora più piccolo dell'ufficio del tenente. A passo felpato e piuttosto veloce arrivarono davanti alla porta. 327 era il numero.
La porta, era un portone blindato, spesso e alto.
Il tenente si fermò e si girò verso Normani.

《Ah dimenticavo. Non pronunciate le parole : padre, madre, fratello, sorella.....insomma qualsiasi parola che abbia che fare con il nucleo familiare.》

《Come mai?》Chiese Normani senza pensarci due volte.

《Meglio che tu non lo sappia》. E si rigirò per aprire il portone.

Si aprì con un rumore assordante.
Entrarono e la prima cosa che invase i tre fu l'odore impregnato di umidità e muffa.
Era davvero nauseante.
La cella era buia e la poca luce che entrava da una piccola finestra sbarrata, illuminava una piccola scrivania appena sotto di essa.
Il resto era avvolto dall'oscurità. Un letto in acciaio con un materasso vecchio e pieno di polvere erano appoggiati alla parete in fondo alla stanza.
In un angolo isolato il gabinetto con un lavandino.

《Dinah.》Chiamò appena Waterman.

Normani ritornò in sé dopo il suono di quel nome.
Non vedeva niente e il tenente sembrava parlare al vento.

《Ma che sorpresa Christopher.》
Al suono di quella voce, Normani ne rimase incantata.
Era la voce di un usignolo trasferitarsi nelle corde vocali di un umano. Era la voce degli dei.

《Dinah abbiamo un caso per te.》Una piccola risata si espanse per la stanza.

《Devo uccidere qualcun altro? Portare un riscatto a qualcuno? Andare a salvare ostaggi in una rapina?》Sembrava divertita da come parlava.

《No. È un caso che non ricevi più ormai da almeno 3 anni.》 Poi, Normani vide un movimento sul letto.

Una figura snella e con le curve perfette si mise in piedi e apri gli occhi.
Due occhi castani brillarono a quella poca luce.
Normani perse due colpi.
Quello sguardo penetrava nei gusci più duri.
Era un vortice talmente sensuale ed intenso, che Normani riuscì a perdersi subito, facendo fatica ad uscirne.

《Mi rifiuto. E ora fuori da qui.》 Rimasero spiazzati da quelle parole.

《Devi accettare. È il tuo lavoro.》Finalmente si aggiunse anche Derrick.

《 Ma guarda guarda. Il vecchio Derrick. È da almeno quindici anni che non ci vediamo.》

'COSA? QUELLA LÌ E PAPÀ CONOSCEVANO?' Normani iniziò a preoccuparsi.

《Papà. Questa ragazza dovrebbe proteggermi e in più la conosci?》Dinah si voltò verso Normani.

《È lei che dovrei proteggere?》

《Esatto》rispose Waterman preoccupato.

《Tz..... fatica sprecata ragazzi. Sapete che non proteggo più la gente ormai da tanto. Non è più un mio lavoro .》Normani a quelle parole si innervosì e tirò fuori la sua sfacciataggine.

《Non è per il tuo lavoro. Te lo chiedo è ordino io.》

The Moon Is My Shadow-The Sun Is You're Light (Norminah)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora