21• capitolo

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"Non gioco con le carte sporche,come le altre volte,le bugie c'hanno le gambe corte."-Briga

Sento qualcosa spezzarsi dentro di me,ma non gli do tanto peso.

-Ah-riesco a dire,quando,invece,vorrei urlarle contro e aggiornargli quanto puttana possa essere.-Beh...e quindi?Perchè mi guardate in questo modo?-la mia voce strozzata ma cerco di rimediare sforzando un sorriso.

Irene,ma perchè ti comporti in questo modo?Sei fidanzata con Austin Mahone e fra te e Antonio non c'è mai stato un cazzo.Riprenditi.

Tutti tirano un sospiro di sollievo,tranne Austin e me,e riprendono a parlare fra di loro dicendo: wow,che fortuna,non me l'aspettavo.

-Quindi non fa niente?-si rivolge a me,Imma.

-No,ma che dici?-ridacchio,anche se dentro di me sto lentamente morendo.

-Uh,bene-si avvicina sorridendo e mi stringe forte.
Non ricambio.
In questo momento mi fa tanto schifo.Si,lo so che sono parole bruttissime e che non dovrei reagire in questo modo ma,insomma,come avreste reagito voi?

Si stacca e mi sorride,di nuovo.
-Amore...mi accompagni in stanza per posare le valigie?-Dice Austin.Mi ero completamente dimenticata di lui.
-certo-Sussurro e incomincio a salire le scale mentre Austin mi segue.

Apro la porta ed entriamo.Spero non ricacci in mezzo l'argomento di prima.

-Cos'è questa storia?-dice afferrandomi per il polso.
-Austin...-cerco di difendermi.
-Rispondimi-
-Non so perchè si siano comportate in questo modo,a me non interessa più di tanto se mia sorella sia incinta o no,certo, m'interessa,da una parte,perchè non  vedo l'ora di stringere mio nipote fra le mie...-mi blocca.
-Non intendevo questo,e lo sai.Perchè si aspettavano una reazione diversa da quella che hai avuto?Chi cazzo è questo 'Antonio'?-alza la voce.

E ora che cazzo gli dico?
No,sai, è il ragazzo del ristorante e provavo qualcosa per lui.

Provi.

Provavo.

Provi.

Provavo.

Provi.

Provo.

-Allora?!-mi riprende.

-È un ragazzo che ha fatto tanto soffrire a mia sorella ed io lo odio.Insomma è un completo stronzo,ma questo e altro per mia 'sorella'.-Tiro fuori la prima balla che mi viene in mente.

-Aspetti che io ti creda?-Mi uccide con lo sguardo.

Sto zitta.

-Bene-borbotta ed esce dalla stanza.

Ne approfitto per lanciare qualcosa contro la porta e scoppiare in un pianto isterico.

Insomma,che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?

**********************

Sto a cena e stanno tutti in silenzio. È imbarazzante.

Rivolgo lo sguardo a Austin che,invece,sta fissando il piatto ancora pieno.

Si morde il labbro ed io cerco di non saltargli addosso.Ok,si,lo so,sono una bipolare del cazzo.

-Allora Austin,come vi siete conosciuti tu e mia figlia?-sorride mia madre.

-In palestra,signora.Stava  correndo sul tappeto quando prende una brutta caduta.Io ho cercato di aiutarla ma lei iniziava a blaterare cose incomprensibili ed era davvero dolce.-sorride Austin.

Sì,è vero,ci siamo conosciuti così.

Ma il modo in cui lo racconta mi fa capire che ho ancora qualche speranza per ritornare con lui.

-Sei davvero perfetto per mia figlia-sorride contenta mamma,mentre papà non fa altro che guardarlo.

Austin si limita a sorridere ma,quando incrocia il mio sguardo,assume un'espressione del tutto incazzata.

Finito di mangiare mia madre,mia sorella e mio padre escono di casa e rimaniamo solo io ed Austin.

-Austin...-ne  approfitto .
-Hai pensato bene ad una scusa credibile?No,sai,perchè non vedo l'ora.-È incazzato,ma mi ispira tanto sesso in questo momento.

-No,è la verità.-sbuffa.
-Antonio è il ragazzo di cui avevo una stupida cotta...perciò si  aspettavano una reazione diversa da quella che ho avuto.-

-Ah...-riesce a dire.-Bene...-dice ironicamente.

-Hey stiamo parlando di quasi 4 anni fa,io ora ho la testa solo per te-mi guarda storto.-Ed il cuore,ovviamente-sorrido.

Abbassa lo sguardo.
-Austin,io ti amo-sussurro avvicinandomi e poggiando le braccia attorno al suo collo.

Non si muove ed io ne approfitto per poggiare le mie labbra sulle sue.

Approfondisce il bacio e mi sbatte contro il muro.

Ahi.

Mi alza la maglia e intrufola la mano destra nel mio reggiseno e con quell'altra mi strizza il culo,facendomi aggrappare le mie gambe attorno al suo bacino.

Spingo la mia intimità contro la sua e gli levo la maglia.
Quando sento spostare la sua mano che era appoggiata sul mio sedere,andando ad accarezzare la mia parte intima, sussulto e infilzo le unghia dietro la sua schiena.

-Ne avevo realmente bisogno,sei una droga per me,Irene.-mi sussurra con voce roca.

Cazzo.

Che perfetto stronzo!Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora