Incominciammo a vederci ogni giorno.
Il tempo passava e tu continuavi ad indossare la felpa legata in vita e il berretto al contrario.
Venni anche a casa tua,dopo scuola. Spesso dormivo da te.
Presto venni a vivere da te.
A vivere per te.
A vivere di te.
Ci appropriammo entrarmi delle nostre vite in breve tempo.
Ti raccontai la mia storia il 21 settembre. Fu il primo giorno in cui presi 2 in diritto. Non riuscii a dormire e la voglia di studiare non c'era.
Eravamo a casa mia,davanti il divano,mentre,con sguardo attento,analizzavi ogni foto dell'album fotografico della mia infanzia.
Lo avevi trovato in mezzo alle robe vecchie.
Sai,no?
Quell'angolo del cuore dove si mette la roba che per te ha un valore.
Dici sempre:"La tengo per ricordo".
Poi la tieni lì per anni e anni.
La tieni lì e l'unica cosa che cambia è lo strato di polvere che si forma in cima.
Rimangono lì fino agli sgoccioli della tua vita,quei ricordi.
Rimangono lì a fare la muffa.
Poi ti ritrovi alla fine a guardarli uno per uno.
A rigirarteli fra le mani ,immaginando la loro storia.
Che poi sarebbe la tua vita
Avevi preso quell'album tra una di quelle fessure e lo ammiravi con meraviglia.
Te lo passavi tra le mani,analizzando ogni decoro.
Poi guardasti me.
Mi sentii vulnerabile.
Te ne accorsi.
Mi avvicinai.
Allungasti la mano.
Indietreggiai intimorita.
Sorrisi e mi presi sotto braccio.
"Tremi" mi dissi. Cercai di tranquillizzarmi e mi misi a mio agio.
"Hai tra le mani un pezzo della mia storia"
"Vuol dire che per tranquillizzarti,ti racconterò prima la mia...ok?".
Rimasi zitta ma spalancai gli occhi. "Se entravi dentro casa mia,ti mancava sempre il respiro. Di solito c'era buio e l'unica cosa che sentivi era puzza di chiuso. Il buio nasconde,sai? E dentro quella casa molte cose dovevano rimanere nascoste." Ti sentii tirare un sospiro profondo. Qualcosa ti bloccava le parole e cominciarono a tremarti le mani.
Te le strinsi.
"La vita cambia strada ogni giorno. Pensi di averla in pugno e poi ti ri sfugge di mano,causando solo danni. A me è successo questo. Ma cosa può sapere un ragazzo? L'unico problema che dovrebbe avere è il rientro a casa.
Io,a contrario degli altri,da casa non dovevo andarmene. Dovevo accertarmi che i litigi dei miei genitori finissero per spegnersi senza qualche schiaffo. Che non prendessero di mira mia sorella minore. Li sentivo discutere fin camera mia. Mi tappavo le orecchie. Ad un certo punto,però,silenzio. Mai madre divorziò da mio padre e cambiammo casa. Persi tutta la stabilità sociale che avevo. Ma mio padre non aveva finito con noi. Cominciò a perseguitarci e a traslocarsi poco distante dalla nostra casa. Incominciò così una serie di traslochi da parte di mia mamma per allontanarsi da quell'uomo. Non era mio padre. O almeno per me." Girasti lo sguardo fuori dalla finestra per non farti vedere in viso.
Feci una piccola pausa e ripresi fiato. "Ho visto mia madre scappare da qualcosa che prima amava. Ho sentito mia sorella piangere sotto le coperte mentre parlava a voce alta a sé stessa . Si ripeteva di non mollare. Che tutto sarebbe passato in fretta. Io mi ritrovai a fargli da padre. Crescemmo senza fondamenta,senza una base sotto i nostri piedi. Crescemmo senza 'una nostra compagnia'. Senza 'il nostro quartiere'. Crescemmo osservando il mondo dalla finestra,mentre,ogni mese,inscatolavamo i nostri ricordi per portarli altrove. Questo fino alla morte di mio padre. Mia madre,quel giorno,in lacrime,mi disse:"non so se essere felice o disperata" sospirasti.
"io ero felice" continuasti.
Tuo Angelo
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Una lettera per te
ChickLitNell'alfabeto ci sono ventisei lettere,che elevate alla ventiseiesima danno la possibilità di creare molte parole . Eppure c'è gente che usa quelle sbagliate. Tu amavi parlare. Parlavi di tuo nonno e delle sue mani sporche di terra. Parlavi di tua m...
