Eravamo pazzi.
Sai,no?
Niente ci andava per il verso giusto .
Urlavamo alla città intera canzoni in inglese,pur non sapendo le parole.
Pur essendo stonati.
Anche sotto le nuvole più tetre ed il caldo più afoso.
Anche senza fiato.
Anche se ricoperti di sudore.
Vestiti dai nostri sogni più belli e svuotati dalle paure più incomprensibili.
Con gli occhi scavati dal sonno e i capelli spettinati dal vento.
Mentre con passo spedito verso la città urlavamo al mondo che un qualche modo lo avremmo riparato.
In qualche modo lo avremmo fatto.
A fare mille promesse,che poi sono sempre le stesse.
E mentre camminavamo la gente si girava a guardarci .
E tutti a salutare,con nostalgia sugli occhi e ricordi sul cuore,di quando,anche loro,giovani reclute,affrontavano la vita a spada tratta .
Ma noi eravamo diversi.
Non facevamo la guerra.
Ci limitavamo a urlare in piazza ciò che di diritto ci aspettava.
Ci scambiavamo le scarpe per ripercorrere la strada che l altra persona aveva fatto.
Che dire?
Meglio sporcare i muri di colore che ricoprire il terreno di sangue .
Che di cazzate ne abbiamo fatte.
Ma quanto era bello?
Farci considerare peggiori,ma,allo stesso tempo,essere quasi quasi superiori?
Cantare anche senza esserne capaci.
Urlare anche senza voce.
Ma quanto era bello?
Sorridere per la gioia di farlo.
Essere felici anche senza un motivo apparente?
Eravamo pazzi,
Pazzi d amore.
Tuo Angelo
STAI LEGGENDO
Una lettera per te
ChickLitNell'alfabeto ci sono ventisei lettere,che elevate alla ventiseiesima danno la possibilità di creare molte parole . Eppure c'è gente che usa quelle sbagliate. Tu amavi parlare. Parlavi di tuo nonno e delle sue mani sporche di terra. Parlavi di tua m...
