E mi sembra ancora di non dare valore alle cose.
Mentre, a volte,faccio il contrario.
"Cosa immagini quando sei con me?" Mi chiesi un giorno per messaggio.
Sorrisi davanti allo schermo del cellulare.
Perché quella domanda?
Tu ormai ti sarai già dimenticato di avermela fatta,sta' domanda.
Tu ormai ti sarai già dimenticato di me.
"Penso al mare" risposi.
La presi male. Ti parve una risposta scontata.
Una di poco conto.
"Fai la seria" ribattevi.
Ma io non scherzavo.
E se penso al mare penso ad un mucchio di cose.
Penso a chi lo fissa aspettando risposte.
Anche se penso che sia il mare a fissarci e a porsi domande.
Guardando il mare ho capito che le persone descrivono 'infinito' ciò che agli occhi non sembra avere una fine.
Ho capito che il mare è fottutamente piccolo se si pensa al resto.
Lo descriviamo al contrario ma non è lui quello grande.
Ma noi quelli piccoli.
Eppure siamo stati capaci di fare grandi cose,noi due.
Insieme.
Ed era bello questo.
Era bello sapere di essere una minuscola parte di universo e l 'intera vita di una persona.
Non contare niente ma valere tutto.
Allo stesso tempo.
Era bello come due persone normali sembravano essersi scelte in uno spazio così immenso.
Il bello era vedere come l'acqua scivolasse sugli ostacoli con facilità.
Il bello per vedere noi due che sembravamo due sconosciuti nella stessa stanza.
Era vedere come due vite fossero in perenne scontro.
Era bello come due colori diversi formassero un bellissimo quadro.
Ed noi eravamo così.
Un quadro troppo difficile da capire.
Uno di quei quadri che guardi e ti chiedi:"cosa vuole dire?".
Uno di quei quadri che compri perché ti colpisce ma non appendi in salotto perché è troppo diverso dal resto.
Ed allora lo metti in cantina.
O in soffitta .
Siamo quel quadro che prende muffa.
Che prende polvere.
Che prende freddo.
Siamo il quadro del:"so di averlo ma non so dove lo ho messo".
Ma il bello di noi era anche questo:era aspettare che qualcuno si ricordasse di noi,lì,in quella cantina.
Il bello eravamo Noi
Tuo Angelo
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Una lettera per te
ChickLitNell'alfabeto ci sono ventisei lettere,che elevate alla ventiseiesima danno la possibilità di creare molte parole . Eppure c'è gente che usa quelle sbagliate. Tu amavi parlare. Parlavi di tuo nonno e delle sue mani sporche di terra. Parlavi di tua m...
