capitolo 10: dubbi

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DRINN DRINN DRINN, aprii gli occhi, allungai il braccio e spensi la sveglia, mi sentivo frastornata, avevo dormito si e no 4 ore e mezza e la giornata di ieri non aveva di certo aiutato, mi alzai, andai in bagno e mi feci una doccia, mi sciquai il viso, scesi in cucina:
"Buongiorno ma"
"Buongiorno pamy, ieri hai fatto tardi, come mai?" Mi chiese mia madre
"Perché, da quando ti interessa a che ora torno, se esco, se vado bene o male a scuola? Vuoi iniziare ora a fare la buona mamma, non ti sembra un po' tardi?"
Mia madre stette in silenzio, abbassò lo sguardo.
"Bene, ti ho lasciato un croissant sul tavolo e del succo all'arancia in frigo, a pranzo io e tuo padre non ci siamo regolati tu come meglio credi, buona giornata"
Annuii, non avevo voglia di parlare con mia madre, ne ora ne mai, mangiai il croissant e bevvi un sorso di succo, poi salii in camera, sentii la porta di casa sbattere, i miei erano appena usciti; oggi non ho per niente voglia di andare a scuola, mi cambiai, indossai un paio di jeans e una camicetta, lasciai i capelli sciolti anche perché erano mossi e molto carini, mi inconrniciavano bene il viso, misi un filo di matita e scesi giù.
Presi le chiavi di casa e lo zaino, uscii di casa e mi diressi verso scuola, arrivai allo svincolo, non avevo voglia di vedere nessuno, ne la prof di latino, ne Bernadette, ne Tom e con mia sorpresa neanche Mark, così cambiai direzione e andai verso il porto, camminai per 10 minuti e arrivai lì davanti, si sentiva l'odore del mare e del pesce fresco, il rumore delle barche che attraccavano, non andavo al porto da molto tempo a questa parte e mi mancava quella pace. Stetti seduta su un piccolo molo per molto tempo, forse più di un'ora, pensai un po' a tutto, alla mia vita, a Mark, ai miei, pensai persino a Tom; forse avevo davvero lasciato una strada sicura per una incerta e difficile, forse avevo sbagliato con Tom e mi ero lasciata travolgere dalla passione di Mark, in fondo ho solo 17 anni, ma non sono pochi tutto sommato, beh forse ho sbagliato a marinare la scuola oggi, ma ho davvero bisogno di momenti come questi, momenti a tu per tu con i pensieri, svuotare un po' la mente, a volte si ha bisogno solo di questo, ma non si trova mai il tempo, è per questo che facciamo cose drastiche come marinare la scuola o prendere giorni di malattia a lavoro, ma a volte serve staccare, è davvero necessario.
Mi sono lasciata trasportare dai pensieri, prendo il cellulare dalla tasca lo accendo, trovo 10 chiamate perse di Mark e un paio di messaggi di Bernadette che mi domanda dove sono, che fine ho fatto e mi dice che Mark è molto preoccupato. Ho portato davvero così tanto scompiglio per un giorno che ho marinato la scuola? Rimetto il cellulare in tasca, mi alzo e mi incammino verso casa. Per strada mi fermo al tabacchino per prendere le sigarette, sono le 12.30 e ho ancora abbastanza tempo per tornare a casa, mettermi nelle coperte e aspettare che Mark e Bernadette escano da scuola così da dirgli che non mi sono svegliata in tempo; "Merit da 20" chiedo, il tabaccaio mi guarda un po' stranito poi me le porge "4,80" gli do i soldi e mi avvio verso casa. Arrivo al portone di casa e chi ci trovo sotto? MARK!
"Che ci fai tu qui?" Gli domando
"Sono uscito un'ora prima, mi ero preoccupato, si può sapere che fine hai fatto? Non puoi scomparire così senza avvisare, capisci che è pericoloso?
"Pericoloso? Ma perché non mi lasci un po' in pace tu e le tue minchiate, non posso marinare la scuola perché è contro le regole dell'essere una brava schiava? Sai una cosa, te ne cerchi un'altra, io non voglio essere la tua schiava schifosa, tu mi devi rispettare e io non starò mai sotto di te!" ripresi fiato, tutto ciò che avevo detto l'avevo urlando e ora avevo bisogno di riprendere fiato. Mark mi scrutó, vide come mi fossi vestita, mi guardò un attimo poi parló:
"Capisco Pam, allora ti auguro una buona vita, addio Pam" detto ciò si girò e se ne andò.
Rimasi lì, immobile, impietrita, mi aveva mollato così, vabbé in fondo gli avevo urlato contro, cosa mi potevo aspettare? Cazzo basta pensarci, Mark non era il ragazzo giusto per me, dovevo cacciarmelo dalla testa.

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