Incominciai a correre fuori dalla scuola ininterrottamente, sperando di non dover tornare a casa per un po' di tempo. Non volevo che i miei rimanessero delusi di me. Mentre correvo con il vento nei capelli,passo dopo passo rallentavo sempre di più.
Con l'aumentare dei dubbi la mia velocita diminuiva. Ad un certo punto mi fermai. Abbassai il capo.
Stavo correndo senza una meta in preda alla rabbia. Volevo scappare,il più lontano possibile,da me stessa.
Mi sedetti su una panchina nel parco dove ero arrivata.
C'era una legera brezza nell'aria e l'inebriante profumo dei fiori placava la mia anima e mi faceva perdere nei miei pensieri.
Presi un pacchetto di sigarette dalla tasca del mio zaino.
Sapevo benissimo che quella roba non avrebbe potuto farmi che male,ma si sa,gli adolescenti fanno cose pazze a volte. Accesi una sigaretta e me la portai alle labbra. Non l'avrei finita. Non le finivo mai. A metá sigaretta i sensi di colpa mi invadevano e la gettavo per strada pestandola con i piedi come per farla scomparire. Quella volta probabilmente i sensi di colpa su quello che era successo a scuola superavano quelli che provavo per aver fumato una sigaretta. Passai tutte le ore scolastiche a passeggiare per quel parco perdendomi nei miei pensieri. Presi una seconda sigaretta. Non riuscivo a farne a meno.
Mentre stavo per portarmela alla bocca però qualcosa,o meglio,qualcuno,mi afferrò il polso e me lo strinse.
Alzai lo sguardo.
Fui travolta da due occhi verdi senza un inizio,senza una fine e dei capelli rossi che sembravano avere una vita propria per quanto ribelli.
quel ragazzo della mia classe....
pensai.
-Non dovresti fumare quella roba-
mi disse distogliendo il suo sguardo dal mio.
-Chi sei tu per vietarmelo?-
Gli risposi fredda anche se in quel momento provavo imbarazzo. Io avevo voti pessimi,carattere pessimo,e tutto ciò che facevo non mi riusciva bene. Lui sembrava quel tipo di persona che riesce in tutto quello che fa al primo tentativo. Troppo "perfetto" per i miei gusti. Trovarmi faccia a faccia con lui,mi faceva sentire inferiore.
Lo guardai dritto negli occhi.
Lui sbuffò.
-Ti rovinerá la vita. Non che mi preoccupi piú di tanto,lo dico per te....e comunque sono qui perché ho una cosa che ti appartiene.-
-Mi stai stringendo...-
risposi.
Rivolse per un attimo lo sguardo sulla sua mano,ancora stretta attorno al mio polso. La ritrasse velocemente.
-Scusami...comunque,in classe mi hai lanciato un quaderno. Ricordi?-
io lo guardai con un pizzico di ironia sul volto.
-Lo avrei rifatto-.
Lui sorrise. Non c'era malizia su quelle labbra quando si inarcavano per sorridermi. Solo sinceritá.
-Oh,ma grazie....beh,quel quaderno comunque era tuo...e tu hai il mio. -
Sgranai gli occhi. Presi di scatto il mio zaino e lo aprì bruscamente frugando nello zaino il mio blocco delle canzoni.
Lì scrivevo sottoforma di canzoni le mie frustrazioni,le mie gioie. La mia vita era racchiusa in quelle canzoni. A volte passavo giornate intere in compagnia della mia chitarra e di quelle parole. Era la cosa più intima che possedevo. Il solo pensiero che qualcuno avesse potuto leggerla mi metteva i brividi.
-Ridammelo-
Cercai di mantenere il tono della mia voce il piú calmo possibile anche se le parole uscivano tremanti dalle mie labbra socchiuse.
-Tranquilla...non l'ho letto.-
poi distolse lo sguardo.
-Cioé...vorrei dire che non l'ho letto ma non é proprio così....ho letto la prima pagina. Insomma,non sapevo che era tuo...-
Lo guardai con il viso rosso dall'imbarazzo. Le mie guance erano incandescenti. Avrei potuto benissimo friggerci un uovo!
-Ti prego dammi quel blocco!-
Lo implorai. A quel punto l'orgoglio non sarebbe servito a nulla.
-Beh,se tu mi ridai il mio io ti renderò il tuo-mi guardò sorridente.
-Hai accidentalmente scambiato i due blocchi ed io devo assolutamente riavere il mio.-
Si fece piú serio.
Frugai nello zaino trovandovi un blocco dalla copertina nera.
-Cosa potrá esserci di così importante?-
domandai incuriosita.
-Calcoli matematici o cose intellettuali,scommetto-
continuai.
Lui sbuffò.
-Ridammelo. In ogni caso,non ti riguarda.-
Inarcai le sopracciglia.
-Tu hai letto il mio. Io ho il diritto di sapere cosa c'é scritto nel tuo!-
Sgranò gli occhi.
-Non c'é scritto niente!-
Allungò la mano verso il quaderno che avevo in mano cercando di togliermelo prima che potessi aprirlo. Ma non ci riuscí in tempo.
Quello che vidi mi lasciò esterrefatta.Salve salvino ouo.
Che bello finire i capitoli con la suspance in modo da farvi leggere forzatamente il seguito owo.Tizio a caso: ma chi ti conosce !
D:
In ogni caso spero che la storia vi stia piacendo. Ci sto lavorando molto,quindi fate brillare quelle stelline e lasciate un commentuccio.
Arrivederci
Dalla vostra Lost di fiducia!P.S.
dovrei smetterla con queste conclusioni alla "youtuber fallita"....ma anche no.
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Beyond Apparences:ciò che è Invisibile agli Occhi
Romance✖-Sai Nate,fino ad oggi ti ho sempre visto nel modo sbagliato...- -É solo perché hai paura di aprire gli occhi-✖ ✖-Hai conservato quegli occhiali fino ad oggi...era la parte che odiavo di me... prima che cambiassi- -É l'unica cosa che mi rimane di t...