Il giorno trascorse lentamente. Quando Alyssa tornò a casa da scuola, trovò Luthien ad aspettarla con le mani premute contro il bordo di una sedia.
-Ciao- la salutò, lasciandosi scivolare lo zaino lungo la spalla e appoggiandolo al pavimento. -Tutto bene?-
-Oh, sì- Luthien sorrise e, per fortuna, non dovette fingere troppo a lungo quel sorriso perché Alyssa sparì in bagno a lavarsi le mani, e lei poté contrarre le labbra in una smorfia amara. Si costrinse a pensare che, se voleva apparire naturale e non destare troppi sospetti, doveva assumere il solito atteggiamento gentile.
È piuttosto dura fingere che tutto vada bene quando un esercito di creature oscure sta dando la caccia a mia sorella.
Quando Alyssa si sedette a tavola, lei le mise davanti un piatto di spaghetti conditi con una salsa pronta.
-Mi dispiace, Ally, ma sono stata troppo impegnata per cucinare qualcosa di decente.-
-Mi accontento- sorrise lei, mescolando la salsa alla pasta.
Mentre mangiava, Luthien la osservava con le braccia incrociate sul petto. La sua mente lavorava sempre di più. Doveva assolutamente trovare qualcosa in grado di nascondere sua sorella dal pericolo, ma non aveva idea di cosa. Senza rendersene conto cominciò a stringere con forza il bordo della sedia, al punto che le nocche delle sue dita sbiancarono, e a mordersi nervosamente il labbro inferiore.
Il movimento indusse Alyssa a sollevare la testa.
-Che ti prende?-
-Nulla- Luthien staccò le mani dalla sedia e le sedette accanto, -sono solo un po' nervosa.-
-Questo lo vedo- disse Alyssa, mandando giù un boccone, -posso sapere il motivo?-
Luthien assunse un'espressione contorta, ma la tensione iniziò a scemare subito dopo. L'aveva detto con tono ironico, per fortuna.
Alyssa ridacchiò, pulendosi la bocca con un tovagliolo.
-Oggi è venuta a trovarmi... trovarti Amber- spiegò Luthien, -ma le ho detto che eri a scuola e se n'è andata.-
-Uhm- mugolò lei, sorseggiando dell'acqua. -Strano, l'ho incontrata stamattina presto in spiaggia, perché mai sarebbe dovuta passare a casa?-
Luthien scrollò le spalle, mentre si dava della stupida per aver tirato in ballo proprio quell'argomento.
-Comunque, visto che siamo in tema- proseguì Alyssa, tirando fuori le ginocchia da sotto il tavolo e accavallando le gambe, -mi è sembrato strano il suo comportamento di stamattina. Sai, era agitata, molto, faceva discorsi strani. A un certo punto ha anche detto che avrei dovuto parlare con te di una cosa, che tu mi avresti capito... Ma in fondo non è niente, quindi non preoccuparti.-
-Be', è Amber- ironizzò Luthien, mentre cercava di domare senza successo il battito tumultuoso del proprio cuore, -magari aveva bevuto, è possibile!-
Entrambe scoppiarono a ridere, ma la risata di Luthien risultò talmente finta che rischiò quasi di essere scoperta.
-Vado di sopra a riposarmi- disse, prima che lei potesse fare domande. -Qui puoi pensarci tu?
-Certo- rispose Alyssa, abbracciandola.
Poi Luthien corse in camera da letto, chiudendosi la porta alle spalle e stringendo la maniglia, mentre lottava contro il desiderio di gridare.
***
-Signora?- la voce dell'angelo parve sovrastare ogni altro suono ci fosse intorno, in modo da indurre la donna a voltarsi. -Mi scusi, sto cercando una ragazza.-
La donna attese qualche attimo prima di voltarsi. Era la prima anima viva che Rydian incontrava da quando aveva lasciato Alaësia, una settimana prima.
-Chi stai cercando, ragazzo?-
Rydian si infilò le mani nelle tasche dei pantaloni e aguzzò lo sguardo. -Alyssa, Alyssa Jefferson. La conosce, per caso?-
Sul volto della donna, dal collo taurino e l'espressione più ebete che avesse mai avuto occasione di trovare in qualcuno, passò un'ombra. Lui ipotizzò che si stesse domandando perché mai qualcuno che non aveva mai visto prima se ne andasse in giro a cercare una ragazzina di sedici anni.
-Come mai cerchi?- replicò la donna, in tono quasi stizzito. -Cosa vuoi da lei?-
-Per favore- la interruppe lui, gentilmente, -è di vitale importanza che io trovi quella ragazza al più presto. Se la conosce, la prego, mi dica dove abita e mi fornisca le indicazioni per raggiungerla.-
Lei lo scrutò all'ombra dei suoi grossi occhiali squadrati, poi sospirò.
-Non la conosco.-
Strinse le dita intorno alla busta della spesa che le si era appiattita contro il petto prosperoso. -E anche se la conoscessi, sicuramente non verrei a dirlo a uno sconosciuto.-
Il tono ostile con cui pronunciò quelle parole indusse Rydian a serrare le labbra per rifilarle una risposta adeguata. Ma poi si ricordò dei suoi principi morali, dell'educazione che aveva ricevuto alla Corte di Alaësia, e tacque.
-Buona giornata, ragazzo- concluse la donna, allontandosi.
Lui si abbandonò a un sospiro sconsolato.
Se la gente di quel posto si fosse rivelata indisposta aiutarlo, come quella donna, avrebbe fatto meglio a rinunciare, prima ancora di averci provato.
Dove poteva trovare Alyssa Jefferson, se non c'era l'ombra di una casa, da quelle parti, e se le persone si comportavano in modo tanto scortese?
Poi rifletté.
Se la donna era appena stata a fare compere, di sicuro stava tornando a casa. E accanto a quella casa, in un quartiere, ce ne sarebbero state altre.
Sperò che quella ragazza si trovasse lì, che non abitasse in qualche altro assurdo posto sperduto nel nulla.
Negli occhi di Rydian balenò un lampo di speranza.
Si chinò per aggiustare i lacci degli stivali e decise di seguire la donna a distanza, per evitare che, nel caso si fosse voltata per controllare che nessuno la stesse pedinando, lo picchiasse con la sua insulsa borsetta.
Ci aveva visto giusto.
Quando svoltò l'ennesimo angolo, lasciandosi alla spalle quella immensa strada tortuosa che aveva pensato non avesse più una fine, si ritrovò in un viale costeggiato da decine di ville a schiera. Il quartiere era piuttosto popolato, a giudicare dal discreto baccano che sentiva provenire dall'interno delle abitazioni.
Aveva visto la donna entrare in una villa elaborata e poi chiudersi la porta alle spalle, prima di lanciargli un'occhiata ammonitrice. Non ci aveva prestato troppa attenzione.
Si avviò nella direzione di un ragazzo dalla pelle scura che stava portando al guinzaglio il suo cane, percorrendo il marciapiede che sperava la strada principale dai giardini delle ville.
-Perdonami- lo fermò, sollevando una mano, -sto cercando una ragazza- spiegò cordialmente, -potresti per caso dirmi se la conosci e, nel caso, dove posso...
-E chi non la cerca?- replicò il ragazzo con aria sognante, -purtroppo non tutti sono così fortunati da trovarla.-
-No... Non mi sono spiegato bene- ribatté Rydian, confuso, -Io sto..
-Si dà il caso che anch'io ne stia cercando una, sai sono stato solo troppo a lungo. Ne vorrei una con delle belle forme, due palloni gonfiati al posto delle tette e un culo sodo e tondo, ma la fortuna non gira dalla mia parte. Quindi non vedo perché dovresti trovarla tu, prima di me.-
Scrollò le spalle e si allontanò, trascinandosi dietro il cane e rifilandogli un "ci si vede" che lui a malapena comprese.
Ma dove sono capitato?
Prese un lungo sospiro e ricominciò a camminare, ignorando gli sguardi sospettosi della gente che lo fissava per la strada. Rydian decise che sarebbe stato meglio mostrare indifferenza. In fondo aveva saputo fin dall'inizio che recarsi sulla terra con le sue vesti angeliche e privato solo delle ali, non sarebbe stato facile, sapeva che avrebbe dovuto sorbirsi gli sguardi di chi avrebbe giudicato senza sapere.
Nonostante si sentisse terribilmente osservato, continuò ad avanzare, passi misurati e rapidi al tempo stesso.
Fu allora, nel momento in cui sollevò lo sguardo da terra, per la prima volta da quando lo aveva abbassato, che percepì quell'odore. Il vento leggero ne attutiva la sostanza, ma alle sue narici giunse perfettamente intatto. Era l'odore che gli era stato insegnato a riconoscere da bambino, un odore misto di dolce e salato, sensazioni che di norma non si percepivano attraverso l'olfatto, ma tramite il gusto.
Per Angeli e Diavoli era diverso. Erano in grado di gustare qualcosa semplicemente annusandolo.
Rydian si guardò intorno alla ricerca dell'origine di quell'odore. La strada era occupata perlopiù anziani, perciò era improbabile che provenisse da loro. Le fonti avevano riportato a Yaska che si trattava espressamente di una ragazza, ma in quella folla l'angelo con ne riusciva a scorgere nemmeno una.
Si rese conto, camminando, che più si allontanava più l'odore si affievoliva, e quando arrivò alla fine della strada, costantemente sorvegliato dagli occhi indiscreti dei paesani, era svanito del tutto. Determinato, si voltò e percorse il tragitto a ritroso. L'odore ricominciò a intensificarsi sempre di più, fino a quando, guardandosi continuamente intorno e non davanti a sé, non urtò qualcosa. O, meglio, qualcuno.
Aguzzò lo sguardo immediatamente, mentre l'odore gli invadeva violentemente le narici, facendole fremere. Quel qualcuno era alto poco meno di lui e indossava una semplice camicia a quadri, annodata sul davanti, sopra un paio di jeans scuri. Era una ragazza. Quella ragazza.
-Ti ho trovata.-
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Fireglass
Fantasía"Kiss me, then kill me." Il diavolo ha bisogno di una consorte. Lei, data in adozione dopo pochi giorni di vita, è la prescelta, nata per dargli un figlio e poi sparire per sempre. Ma qualcosa, lungo il viaggio verso la corte del demonio, va stort...
