Salí di corsa le scale che portavano all'interno dell'ospedale, ma di Dylan non c'era nessuna traccia.
"Dov'è finito?"
Chiese a vari infermieri ma neanche uno seppe dirle nulla a riguardo.
In lontananza vide la figura di Scott, ma, non appena fece per avvicinarsi ci ripensò; aveva una faccia di assoluto dolore e Hanna decise di non imprimergli ulteriori preoccupazioni.
Uscì dal cupo edificio ormai sconfortata.
Avrebbe voluto stare accanto a Dylan in quel momento, nonostante le cattiverie che lui, poche ore prima, le aveva rivelato.
Non fece in tempo a scendere l'ultimo gradino che si fermó.
"Forse so dove trovarlo"
《Grazie mille. Tenga il resto》
Pagò il tassista, che, con estrema gentilezza l'aveva portata al posto desiderato.
Ed ecco. Davanti a lei si ergevano maestosi gli alberi, cosi alti che sembravano voler sfiorare il cielo.
Avevano perso il loro colorito estivo; adesso, numerose foglie si stavano staccando dai rami cadendo silenziose al suolo.
"L'inverno è ormai vicino"
Si avviò su per il familare pendio, quel posto dove Dylan l'aveva portata alla loro prima "uscita".
Quel giorno dove tutto cominciò.
Il suo primo filone...
Scosse la testa, ripensare al passato le provocava una profonda fitta allo stomaco.
"Lui ha sempre e solo giocato con me, e io stupida vengo anche a consolarlo"
Perché?
"Ha bisogno di aiuto. Stai facendo la cosa giusta. Spera solo di trovarlo qui"
I suoi pensieri continuavano a divorarle la mente finché finalmente non giunse al grande laghetto, ormai sporco e pieno di foglie in superficie.
Seduto sulla riva c'era un ragazzo,la testa nascosta tra le braccia, le gambe attaccate al petto. Respirava affannosamente,ma Hanna sapeva che quello era solo il suo modo di mantenere la calma.
Si avvicinò sedendogli accanto ma lui non si voltò.
Non sapeva bene cosa dire ne tanto meno cosa fare.
Dylan non avrebbe gradito abbracci eppure...ognuno di noi ne ha bisogno ogni tanto.
Dopo attimi di assoluto silenzio finalmente Dylan alzò il capo e la guardó. Nei suoi occhi si leggeva chiara tristezza, ma c'era anche dell'altro.
Paura forse?
Hanna gli posò una mano sulla spalla incitandolo,senza fiatare, a lasciarsi andare. Lui dapprima trasalì a quel loro strano contatto, ma infine si appoggiò alla sua spalla e pianse.
La ragazza lo abbracciava, tenendolo stretto a se, quello era solo un piccolo gesto, ma ricco di sentimento. Non sapeva spiegarlo era un emozione mai provata prima.
Desiderava solo farlo star bene.
《So come ti senti Dyl》 disse Hanna dopo un po', la sua voce era titubante e calde lacrime cominciavano a scendere anche sulle sue guance, ma non si fermò: 《So cosa vuol dire perdere qualcuno che ami. Ma dopotutto...il dolore è il prezzo da pagare per vivere》
A quel punto Dylan si staccò da lei ricomponendosi al suo posto.
《Se questo è il prezzo da pagare per vivere allora sarebbe meglio non farlo... non vivere.》
《Sei sconvolto e posso capirlo ma...》
《Che senso ha Hanna? Continuare una vita vuota, senza nessuno al tuo fianco? Prima avevo Allison, adesso chi mi rimane?》
《Hai Scott...e hai me》concluse la frase a stento per le lacrime che ormai non riusciva più a trattenere.
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Wherever you will go ||DOB [I PARTE COMPLETA]
RomanceLei: tutta libri e scuola. Lui: casino e pericolo. Dal testo: 《...Davanti ai tuoi occhi la mia maschera cade, e mi sento nudo, con l'anima esposta, perché hai l'assurda capacità di leggermi dentro, e questa è una cosa che mi ha sempre fatto paura.》 ...
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