Tempo passato

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Natsume era stato irremovibile. Nonostante Mikan si sentisse bene, l'avevano portata nell'ospedale per accertarsi che non avesse nulla che non andava. Mikan aveva provato a protestare, ma lo sguardo fermo e preoccupato di Natsume l'avevano convinta ad andare. La paura gli si leggeva ancora in faccia così come la rabbia verso se stesso per non esserle stata accanto in quel momento.

L'ospedale aveva lo stesso odore di tutti gli altri ospedali, Disinfettante e medicine. Il bianco era il colore predominante, interrotto in alcuni corridoi da disegni fatti per i bambini per creare L'ambiente più confortevole. Maggior parte della struttura era dedicata al settore pediatrico dato che dentro l'accademia era l'unico luogo in cui si poteva essere curati. Nonostante la grandezza della struttura ,la sala d'aspetto era piccola e con poche sedie appoggiate al muro opposto alla porta. La stanza era completamente vuota e si riuscivano a sentire  i rumori del personale che passava nei vari reparti. C'era molta gente che passava da una parte all'altra , ma in pochi lavoravano lì a tempo pieno poiché erano accettati nel personale solamente coloro che avevano, o almeno avevano avuto, un Alice in passato. Mikan e Natsume non dovettero attendere allungo prima che un infermiere sorridente li conducesse in una stanza molto più piccola in cui in un angolo era sistemato un piccolo lettino.

L'infermiere, che sembrava essere poco più grande di loro, gli disse di cominciare a stendersi e che un dottore sarebbe arrivato quanto prima, mentre rivolse a Natsume uno sguardo penetrante " sei suo fratello?" Chiese. Natsume rimase un attimo fermo, gli occhi fissi in quelli del ragazzo "no" disse alla fine. " allora non puoi restare qui". Natsume fece per protestare,ma Mikan lo blocco prima che potesse incenerirlo, letteralmente,con lo sguardo " vai Natsume, ci vediamo fuori di qui" disse invece. Lui rimane un lungo istante immobile, ma alla fine uscì dalla porta sbattendola dietro di se. Con un sorrise di scuse anche l'infermiere la lasciò sola. Mikan si stese nel lettino bianco aspettando, ma si sentiva ridicola stesa lì a fissare il soffitto in cui stava cominciando a crescere la muffa.

Dopo un tempo che parve infinito, Mikan era stufa di aspettare. Scese dal lettino e socchiuse la porta. La confusione che aveva visto prima sembrava essersi calmata e per i corridori non passava quasi nessuno. Dopo aver guardato da entrambe le parti Mikan uscì velocemente dalla stanza senza far rumore e imboccò il primo corridoio che si trovò davanti cominciando a vagare per l'edificio. Questo era molto grande e ricco di corridoi che si intrecciavano tra loro ed in poco tempo Mikan non sapeva più dov'era finita.

Ad un certo punto Mikan si rese conto di essere in una parte della struttura in cui conservava un vago ricordo. Doveva essere la sezione riservata ai ragazzi che possedevano delle gravi malattie che li obbligavano entrare e uscire continuamente dall'ospedale. Subito Mikan penso che, mentre era lì, poteva andare a trovare Kaname. Sicuramente non era stato avvisato del suo ritorno, ma gli avrebbe fatto piacere come avevano vissuto gli ultimi anni insieme lei è il signor orso.

 Sicuramente non era stato avvisato del suo ritorno, ma gli avrebbe fatto piacere come avevano vissuto gli ultimi anni insieme lei è il signor orso

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Pensandoci, non vedeva il signor orso da un po'. Una volta arrivata all'accademia non aveva fatto caso a lui. Era così abituata al fatto che la seguisse ovunque, che aveva che aveva supposto ancora una volta che fosse con lei. In verità pensava che gli fosse mancata la sua casetta in mezzo al bosco e che si trovasse proprio lì in quel momento o Magari l'aveva preceduta di qualche ora ed era andato subito da Kaname. Sarebbe rimasto nell'ombra per giorni per assicurarsi che fosse tutto apposto. Del resto il signor orso mostrava affetto per pochissime persone e il suo modo per espimerlo era del tutto singolare.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 03, 2017 ⏰

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