Moby Dick

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Dopo aver riempito la cambusa della nave, Barbabianca aveva rimorchiato la Jelly Bean e tutti insieme erano salpati alla volta di Impel Down.

Candy era ancora un po' restìa a dare completa fiducia all'Imperatore.
E se fosse stata una trappola? Camminava sul ponte della Moby Dick davanti e dietro da più di venti minuti in preda al nervosismo. Sì, quella nave le metteva ansia. Si girava ogni due secondi per paura che qualcuno la potesse attaccare alle spalle. Anche suo fratello era rimasto in disparte, sulla polena, a osservare il profondo blu. Il punto era che se li avessero colpiti all'improvviso loro non avrebbero avuto la benché minima possibilità di fuga. Erano sott'acqua in fondo. A più di cento metri sotto il livello del mare. Quella situazione la stava tormentando, l'ansia le rodeva gli organi.

-Candy, vero?- Una voce profonda la fece scattare sul posto. -Oh, scusa. Non volevo spaventarti- disse un ragazzo dalla buffa capigliatura bionda. -Mi chiamo Marco, ma avrai già sentito il mio nome prima- sembrava imbarazzato.

-Cosa vuoi?- sputó l'altra in tono acido.

La fenice non sembró reagire bene, non aveva intenzione di irritarla più di quanto non lo fosse già. Aveva notato i suoi nervi a fior di pelle. -Niente, scusa. Mi era solo sembrato educato presentarmi ufficialmente. Però, se preferisci, me ne vado.

Candy notó una punta di sincerità in quello che aveva detto l'altro e fu colta da un improvviso senso di colpa per avergli risposto male. Forse aveva alzato troppo la guardia. -No,- replicó -ti prego, perdonami tu. Sono una maleducata. Comunque mi chiamo Candy, sì. Piacere- tese una mano, che Marco strinse volentieri.

-Ti ho vista piuttosto tesa- affermó la fenice.

La ragazza mosse il peso da un piede all'altro non sapendo se dirgli la verità o meno -Non mi sento sicura su questa nave, in fondo facciamo parte delle famiglie di due Imperatori diversi.

-So cosa intendi- replicó Marco. -Cracker mi fa lo stesso effetto- finì con un sorriso imbarazzato.

-Già...- Candy roteó gli occhi. -È sempre così.

L'altro rise. -Però tu sembri molto piú simpatica. Vieni!- la incitò a seguirlo. -Ti faccio conoscere il Babbo.

L'altra fu colta alla sprovvista. In verità non credeva di volerlo fare: era uno dei nemici principali di Mama. Però avrebbe potuto scoprire qualcosa di più sul suo conto -Ci sto!- rispose. -Fammi strada.

Il ragazzo sorrise solare e la guidò verso la poppa della nave, dove Barbabianca era seduto su un'enorme sedia. Teneva un boccale di sakè in mano. Intorno a lui, metà della ciurma che faceva casino.

Appena la vide, l'Imperatore gioí. -Oooh, è arrivata Candy! Forza, ragazzi! Datele un bel boccale stracolmo di alcol.

Qualcuno le passò il boccale richiesto, che lei prese al volo.
Be', se proprio devo bere... Beviamo.

Ne passarono uno anche a Marco e i due si misero a mandare giù il liquido -Alla salute!

Dopo qualche ora passata a bere, Barbabianca era ancora lucido e stava osservando divertito Candy e la sua ciurma, completamente ubriachi. Nel lasso di tempo trascorso avevano riso, scherzato, fatto a botte e ballato senza una musica precisa. Si era anche levato un coro di voci maschili, che narrava di battaglie e sangue, pirati e belle donne. Un putiferio.
Sakè sparso ovunque e vetri rotti per terra. La giovane stava ridendo a crepapelle per una stupida e orribile battuta di Marco. Era ubriaca, qualunque cosa le sarebbe sembrata divertente. Rise così tanto che cadde all'indietro e decise di rimanere sdraiata sul legno del ponte di poppa, in preda spasmi e lacrime agli occhi per le troppe risate.

Quando si fu calmata, si mise a osservare i fondali marini attraverso rivestimento della Moby Dick. la fenice la raggiunse poco dopo, stendendosi accanto a lei.

One Piece // Intrusione a Impel DownDove le storie prendono vita. Scoprilo ora