La caduta le sembrò non avere fine e la sensazione di vuoto le tolse il fiato in modo prepotente. Continuava a domandarsi perché avesse deciso di buttarsi... Sarebbe sicuramente stato meglio trovare le scale.
Venti secondi di volo in tutto. Non esattamente una passeggiata senza poteri su cui appoggiarsi.
Quando vide la luce, fece appena in tempo a creare un morbido cuscino gelatinoso per non frantumarsi tutte le ossa che aveva in corpo sul pavimento. Perché mettere un buco per permettere ai prigionieri del primo livello di poter passare al secondo e poi farlo così alto?
Va bene che devono soffrire, ma la morte mi sembra eccessiva. Bisogna essere di gomma per buttarsi di sotto.
Poi si ricordò di essere fatta di un materiale di ricomponibile e che comunque non si sarebbe fatta male. Si sarebbe solo spiaccicata per terra. A volte se lo dimenticava. Quando ebbe messo i piedi per terra, si diede un'occhiata intorno. Si trovava nel bel mezzo di un incrocio e tutte le vie sparivano lontano, nel buio.
Ma la luce qui è un optional?
Ne imboccò uno a caso e si mise a correre, sempre stando attenta alle lumacamere. Non credeva che anche la sala controllo del secondo livello fosse stata distrutta. Le sembrava impossibile.
Vagò qualche minuto, sempre con occhio vigile. Ricordava bene il nome di quel livello: l'Inferno delle bestie. Però nei vari libri e articoli che aveva consultato, non c'era scritto cosa esattamente ci fosse lì. Assorta nei suoi pensieri e con lo sguardo perso a guardare le celle, urtò qualcosa in mezzo al corridoio e cadde all'indietro, sbattendo il fondoschiena sul duro e freddo pavimento.
-Ma che cazz...- esclamó, massaggiandosi il punto dolente.
-Mutandine- una voce le rispose.
-Eh?- alzò la testa, confusa, e fissò la creatura di fronte a lei, che si era girata a osservarla con fare annoiato.
Una bestia con corpo da leone e una testa dalle fattezze umane le aveva appena detto l'ultima parola che si sarebbe aspettata di sentire.
M-mutandine?
-Reggiseno- un'altra di quelle creature spuntò da dietro la prima.
Candy fissò con la bocca aperta il gruppo di strani animali e si chiese come mai dicessero proprio quelle cose. Probabilmente le avevano sentite dai prigionieri. Sembrava plausibile. Lo strano leone si mosse nella sua direzione e le mise una zampa sul ginocchio, piegato verso di lei. Dopo qualche secondo la bestia volò a una velocità assurda verso il muro più vicino.
-NON OSARE TOCCARMI!- gridò la ragazza. Il piede con cui aveva dato il calcio ancora a mezz'aria. Poi osservò il resto del gruppo con fare minaccioso. -Qualcun altro?
Gli animali la fissarono con occhi spalancati e se la diedero a "gambe" levate subito dopo. Candy sorride soddisfatta e continuò la ricerca delle scale come se niente fosse. Durante il tragitto incontrò anche una mantide religiosa troppo cresciuta e un basilisco: niente che non riuscì a eliminare in qualche secondo. Dopo vari minuti si ritrovò in una stanza più grande delle altre.
Un'enorme apertura nel pavimento segnava il passaggio della stessa persona che aveva distrutto la sala controllo del primo livello. Non riusciva proprio immaginare chi potesse essere, però la stava aiutando tantissimo. Non aveva nemmeno più bisogno di trovare le scale. Uno sguardo di sotto e capì immediatamente che la distesa di sabbia apparteneva all'Inferno rovente. E stavolta si sarebbe lasciata cadere, tanto si sarebbe scomposta e ricostituita nel giro di qualche minuto. Però quel salto non era mica da nulla. Prese un grosso respiro, esattamente come aveva fatto per il primo buco, e saltò. L'impatto fu migliore di quanto pensasse. Peccato che il caldo le difficilitò la ricostruzione del proprio corpo e continuò a starci male. Quella calura influiva pesantemente sul suo frutto del Diavolo. Potè quasi dire di stare peggio dei prigionieri. Doveva andarsene da lì e in fretta.
Si girò per dare un'occhiata e si ritrovò una di quelle bestie dal corpo di leone. Perse un battito. Questa era molto più grande delle altre e sembrava soffrire il caldo, esattamente come lei. Sotto il suo corpo, una grossa rete squarciata in vari punti.
-Ramen- disse con voce distrutta.
-Ramen...?
-Ramen...
-Ci rinuncio- la ragazza alzò le mani in segno di resa e si voltò, correndo lontano da lí, in cerca delle prossime scale o di un altro probabile buco del suo aiutante misterioso.
Dopo mezz'ora passata tra macerie, celle con scheletri o gente quasi morta, Candy si fermò, appoggiandosi a un muro e ritirando subito la mano a causa dell'alta temperatura. Poi si accasciò per terra, cercando di respirare normalmente e di riprendersi un attimo. L'alta temperatura la stava distruggendo, le seccava la gola e le faceva male ai polmoni. Ogni volta che ispirava, sentiva fitte al petto. Ma non sarebbe morta lì, in quel postaccio dimenticato dal mondo, non ora che era appena riuscita a entrarci ed era cosí vicina a Jinbe. E cosa avrebbe detto Cracker se lei si fosse arresa cosí? Non l'avrebbe piú guardata in faccia e lei non sarebbe piú riuscita a guardarsi allo specchio. Si sarebbe sicuramente sentita inutile, oltre che tremendamente in colpa.
Cosí, colta da un improvviso senso del dovere, si rialzò e ricominciò a correre. Arrivò in uno spiazzo in mezzo a resti di vecchie mura e celle vuote, ma fu costretta a fermarsi. Davanti a lei, una cinquantina di guardie e Bullgori, creature demoniache dalla forza di cento uomini, guidati da un piccolo comandante piuttosto imbronciato. La fissò dall'alto della sua bassezza.
-E tu chi saresti?- le chiese, alzando un sopracciglio.
Candy non seppe come rispondere. Non si aspettava di ritrovarseli davanti. Credeva che fossero tutti impegnati con l'altro intruso. -Ecco... Io...
-Non dirmi che anche tu ti sei intrufolata qui! Non me ne capita una giusta oggi. Cos'è, vi siete messi d'accordo?- poi la osservò meglio, cercando di inquadrarla. -Aspetta un secondo...
La ragazza non aspettò il risultato del suo ragionamento. Si girò verso sinistra e corse piú veloce che potè. Non poteva affrontarli, non con quel caldo: la sua amata gelatina sarebbe servita a poco. Forse avrebbe potuto affogarli al suo interno o cercare di guadagnare tempo, però preferí risparmiare le energie per andarsene da lí.
Il capo dei Bullgori rimase un attimo senza parole.
-Signore...?- chiese una guardia.
L'altro si risvegliò dalla trance in cui era caduto. -IDIOTI! COSA STATE ASPETTANDO? PRENDETELA!
Tutti si mossero nella sua direzione.
Candy si guardò alle spalle e li vide poco lontani da lei. Purtroppo in quel momento era distrutta per via del caldo atroce, che la stava sciogliendo e non le permetteva di ragionare come avrebbe dovuto. Se non ci fosse stata quella temperatura assurda, li avrebbe messi fuori gioco con qualche colpo. Era riuscita a depistare Kaido, quelli non erano niente in confronto. Peccato che avessero il clima a loro favore.
E dire che il calore derivava dal livello successivo. Sarebbe morta sul serio, se lo sentiva.
Dannazione!
A un certo punto crollò per terra e cercò di rimettersi in piedi. Tutto inutile. Il caldo la teneva incollata al terreno. Si voltò nella direzione dei suoi inseguitori e si arrese mentalmente, chiudendo gli occhi. Ormai era troppo tardi. E dire che era praticamente a metà strada.
Ma ciò che più le ferì l'orgoglio, fu l'imbarazzo di essere un Generale dei Dolci di Big Mom e non essere in grado di reagire.
Colpì a terra con un pugno.
Attese che qualcuno la tirasse su e le mettesse le manette di agalmatolite, ma non ci fu niente del genere. Sentí dei tonfi e riaprí gli occhi per capire cosa stesse succedendo. Vide qualche bullgori crollare accanto a lei, privo di sensi.
Ma cosa...?
Qualcuno le si avvicinò e la tirò su. -Ohi... Tutto bene, cara?- le chiese la stessa persona.
La testa girava vorticosamente e la vista si era annebbiata a causa della temperatura, inoltre si sentì impotente, inutile e debole, di certo "bene" non era la parola giusta per definire il suo stato fisico e mentale.
Quando mise a fuoco il tizio di fronte a lei, credette di aver visto una donna, ma le braccia muscolose che la stavano sorreggendo erano chiaramente di un uomo. Il suo volto era truccato pesantemente e le stava donando un sorriso a trentadue denti.
Lei rispose con un mugugno, incapace di mettere in fila parole sensate che potessero esprimere al meglio il suo status.
-Non ti preoccupare- continuò l'altro. -Adesso ci siamo noi.
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One Piece // Intrusione a Impel Down
Hayran KurguImpel Down: Prigione di massima sicurezza del Governo Mondiale. Vi sono rinchiusi i criminali peggiori del mondo. Impossibile entrare. Impossibile uscire. Eppure... Qualcuno ce l'ha fatta. *contiene spoiler* Tratto dalla storia: "L'eco dei suoi pa...
