( quattro )

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CAPITOLO QUATTRO!

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stavi guidando verso il tuo hotel e io non riuscivo a smettere di sorridere. eri un ragazzo davvero divertente.

«e così mi ruppi il naso, di nuovo.»

risi e potei sentire il tuo sguardo su di me. non sapevo se sentirmi in soggezione o amata da te.

«come si può cadere in quel modo?»

«non lo so.»

ridemmo e poco dopo raggiungemmo la nostra destinazione. scendemmo dalla macchina e tu ti mettesti il cappuccio sulla testa, lasciandomi perplessa, ma non chiesi nulla.

che stupida, avrei dovuto chiedertelo.

«la chiave della stanza 456.»

la ragazza al banco dei ricevimenti sorrise e ci diede le chiavi. poi, prendemmo l'ascensore per il quarto piano.

«ci siamo quasi.»

dicesti e mi fissasti, sorridendo. abbassai lo sguardo sul pavimento, sentendomi messa in soggezione dal tuo sguardo.

«e benvenuta nella mia dimora temporanea!»

esclamasti e io risi. corresti nella camera da letto e ti mettesti a saltare sul letto, facendomi ridacchiare.

«sei proprio un bambino.»

«lo so.»

mi sedetti sul tuo letto e portai le gambe al petto, guardando il panorama all'esterno dato che le tende della finestra davanti a me erano aperte. la visuale era piuttosto impressionante.

tutto tacque per un momento.

«sei bellissima.»

dicesti, e io rabbrividii. non sapevo come reagire, tu avevi detto che ero bellissima e le farfalle avevano ripreso a turbinare.

ti guardai e tu mi fissavi, i tuoi occhi non si staccavano dai miei. iniziai ad arrossire e odiai quel momento, perché mi fece risultare vulnerabile.

e fu un punto per te.

quello fu il momento più doloroso e odioso mai avuto in vita mia.

il modo in cui mi sentii fragile con te mi fa vomitare. ero così stupida e così distratta da non accorgermi quale terribile persona tu fossi.

ancora oggi,

odio il modo in cui mi fissi.

10 cose che odio di teLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora