Piccoli raggi di sole

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Passó due giorni dalla recita, e la mia salute peggiorava, starnutivo di continuo.

Era mattina e fuori c'era un bel sole. I raggi del sole traspiravano dalla mia finestra. Andai a fare colazione e incontrai amdir.

"Buongiorno aisaka" mi disse lui

"Etciu, buongiorno. Oggi è proprio una bella giornata, penso che andrò ad allenarmi, etciu". Gli risposi starnutendo.

"Sei sicura di stare bene, è meglio se vai a riposarti? Mi guardò con un aria preoccupata.

"Tranquillo sto bene, solo gli stupidi si ammalano etciu." Lo rassicurai.

"Mah... Sarà.... Ascolta so che vuoi diventare forte, e battere neji ma... Stai esagerando si vede lontano un miglio che non stai affatto bene." Mi disse con aria preoccupata.

"sciocchezze, sto bene non ti devi preoccupare." Gli sorrisi.

Ero decisa di voler far cambiare atteggiamento a neji e fargli capire, che suo padre era morto, per scelta sua e non perche era costretto.

Andai in giardino e iniziai ad allenarmi. Nel tardo pomeriggio uscii di casa da sola e mi diressi verso il mio posto segreto che nessuno conosceva a parte me. Era una zona fuori dal villaggio, era una distesa di Prato circondata da alberi e in mezzo a quel prato c'era un grosso albero, e poco più in la verso destra, c,era un grosso masso, dove io mi distendevo sempre a guardare le nuvole o le stelle.

Mi sdraiai sul masso a riposare un po', tirava una dolce arietta fresca, e mi assopii.

A un certo punto sentii un rumore, saltai subito in piedi e mi nascosi dietro il masso.

Vidi una figura sbucare dagli alberi, lo riconobbi subito era neji.

"Ma come aveva fatto a trovare quel posto? Forse mi aveva seguita? No, impossibile" pensai

Lui iniziò ad allenarsi, e mi vide.

"Hey tu, perché mi spii sempre quando mi alleno? Pensavi che non me ne sarei accorto? I miei occhi possono vedere tutto."urlo nella mia direzione, dove ero nascosta.

Uscii fuori dal mio nascondiglio.

"Eticiu, mi piace molto la tua tecnica del pugno gentile, sembra una danza aggraziata è molto bella e mi piacerebbe molto impararla, anche se non sono "pura" del clan hyuga." Dissi titubante.

"Tze..non c'è proprio nulla da invidiare di questa tecnica e del clan, anzi sei molto fortunata." Mi guardo con aria scocciata.

"So di tuo padre e non è come pensi, devi esserne fiero di essere suo figlio e del tuo clan, etciu".

"Che cosa hai detto ragazzina? Questi non sono affari che ti riguardano" era furioso.

"invece si, neji.....io..." arrossii.

Mi avvicinai a lui per prendergli la mano, ma lui la ritrasse subito.

"Non toccarmi, tu non mi sei affatto simpatica e non voglio avere niente a che fare con te, io ti odio e ti detesto." Mi guardó con disprezzo.

In quel momento sentivo che le mie forze venivano meno, avevo caldo ero sudata e la vista si faceva sempre più scura, iniziai a barcollare e svenni, ma prima di svenire sentivo la sua voce ma non capivo cosa diceva .

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Rev. Neji

"Se questa è una messa in scena è di pessimo gusto." Gli dissi prima che aisaka stesse per svenire.

Non vedendola rialzare mi preoccupai. Mi avvicinai a lei e gli sentii il polso, il suo cuore batteva ancora.

"Hey, aisaka svegliati, aisaka, aisaka". La chiamai più volte, disperato, senza risultato.

Notai che aveva la faccia rossa ed era sudata, gli accarezzai la fronte, scottava. Allora la presi fra le mie braccia e la portai all'ospedale di konoha.

Arrivato lì, le infermiere si presero subito cura di lei e mi dissero di aspettare in sala d'attesa. Passo circa un ora, e ancora non avevo notizie di come stava. Ero in lotta con me stesso per averla trattata male fin dal primo giorno. Ma la verità è, che io la invidiavo. La invidiavo perché lei era libera, non come me. Per colpa del mio clan, io non ho scelta, il mio destino è legato alla casata principale e mi sento come un uccello in gabbia, che non potrà mai volare via. Forse era per questo che mi veniva da trattarla in quel modo.

Dopo ore di attesa arrivo l'infermiera.

"Ha la febbre molto alta, non so se passerà la notte."mi guardò con un aria dispiaciuta e triste.

Io rimasi paralizzato.

"Faremo tutto il possibile"disse lei rassicurandomi.

"Posso vederla e stargli accanto per questa notte ?"gli chiesi.

"Va bene"mi rispose.

Entrai nella camera dove si trovava aisaka. Non avevo avuto il tempo di avvisare sua sorella e il suo tutore.

Aisaka era distesa nel letto, sudava ed era molto calda, mi sedei accanto a lei e gli stetti vicino tutta la notte. Ogni tanto gli cambiavo il fazzoletto che aveva sulla fronte, per fargli scendere la febbre.

Mi maledii, doveva sapere che io gli volevo bene in realtà anche se odio ammetterlo. Ogni tanto nel sogno parlava,e faceva i nomi di sua sorella, amdir e anche del mio e dei suoi genitori e di tarik.

Gli presi la mano e la strinsi e gliela accarezzai dolcemente. Non so come e quando mi addormentai, con la testa appoggiata al letto.

I primi raggi del sole mi svegliarono, e illuminarono il viso di aisaka. 

Sembrava stesse meglio, gli sentii la fronte e non scottava più, però non si era ancora svegliata.

L'infermiera venne a vedere aisaka e io uscii fuori e andai a fare colazione.

Dopo un po l'infermiera mi chiamò e mi disse che si era svegliata. Tirai un sospiro di sollievo, e la pregai che non dicesse niente, che era rimasto tutto il tempo accanto a lei. È lei acconsentì.

Mi affacciai alla porta della camera di aisaka vidii che stava facendo colazione, e che stava bene. Non entrai, tornai a casa ero felice che stesse bene, ma non volevo causargli altro male.

A casa avvisai amdir e sua sorella, che si diressero subito all'ospedale.

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Rev. Aisaka

Mi svegliai e mi trovai in un letto che non era il mio, e la stanza non assomigliava affatto alla mia camera. Feci mente locale, non ricordavo cosa era successo.

Mi ricordai che stavo parlando con neji e poi si fece tutto buio. I raggi che filtravano dalla finestra mi accarezzavano il viso con il loro calore, che mi riscaldarono il cuore.

Entro una donna nella stanza e mi spiego tutto, avevo trascurato troppo il mio raffreddore. Feci colazione, ero affamata, mangiai tutto con voracità. Non so quanto tempo passo, mi fecero visita mia sorella e amdir che mi sgridó, si era preoccupato molto per me.

Dopo una settimana fui dimessa, ero in piene forze, carica è pronta per allenarmi duramente.

AisakaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora