Preparazione

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Passarono diversi mesi, mancava un giorno alla fine della scuola. Ero in ansia per neji ed ero molto triste, non lo avrei più rivisto a scuola, quest'anno diventerà un genin, se supererà l'esame finale.

Quel giorno neji e la sua classe diventarono dei genin.

I Genin, sono i ninja del più basso livello di gerarchia dei ninja. Dopo la promozione all'accademia, tutti gli studenti diventano Genin, e vengono inviati a compiere missioni di basso livello D (il più basso), praticamente del tutto prive di rischi, o, più raramente, di livello C, in cui c'è tuttavia una possibilità molto bassa di incontrare ninja nemici. I Genin sono inseriti in gruppi di quattro persone, composti da tre di loro e un maestro Jonin, allo scopo di fargli fare esperienza e di accrescere le loro abilità. La formazione dei team si basa sulle abilità individuale dei ninja, in modo da bilanciare le forze delle varie squadre.

Quando seppi la notizia che neji era passato a pieni voti, tirai un sospiro di sollievo, ma c'era qualcosa che mi turbava,non lo avrei più rivisto a scuola e soprattuto mi mancheranno i dispetti di amdir, anche lui fu promosso a pieni voti.

Pensai che Forse, mi stavo preoccupando di cose inutili.

Nel pomeriggio iniziai ad allenarmi in giardino.

"Ora manco solo io! Mi impegnerò molto di più nello studio e nella pratica. Mancano ancora due anni, ma ce la metterò tutta. Mi preparerò al meglio, e un giorno ti catturerò, neji hyuga. " pensai ad alta voce e non mi accorsi che c'era qualcuno che mi spiava.

"Chi vorresti catturare?" Neji si avvicinò verso di me e ghigno.

"Preparati, perché un giorno ti sconfiggerò. Un giorno diventerò una kunoichi molto forte, e se non presterai attenzione, sii preparato ad essere colpito dalle mie dita, sono piccola, ma ti schiaccerò, per me sei solo una pulce." Lo minacciai.

Lui si mise a ridere e io rimasi stupita dalla sua reazione .

"Sì certo come no. Pretendi di essere forte in ogni cosa e di competere contro di me." Ghigno

"Si è vero, ma per essere onesta sono così stimolata, che mi sento stordita. Se perfezionò me stessa, riuscirò a batterti, non esistono limiti, anche se sono piccola, c'è qualcosa che non posso perdere contro nessuno, per questo diventerò una kunoichi molto forte." Affermai con fermezza.

"Ammiro la tua determinazione, ma non ti servirà a niente."disse lui.

Me ne andai in casa, salii le scale che portavano verso la mia camera e lui mi segui.

"Che fai ora scappi?" Ghigno lui

"Niente affatto" riscesi le scale per andare verso di lui e dirgli che lo odiavo tanto e che non capiva che suo padre era morto per scelta sua, glielo stavo per rinfacciare, ma misi male il piede su uno scalino, della scala e stavo per cadere. Neji cercò di prendermi, scendendo anche lui dalle scale e si buttò verso di me. Io ero sopra di lui e lui aveva un espressione strana che non riuscii a capire, e a un certo punto lui si girò di schiena e cadde sul pavimento e io caddi sopra la sua testa. Portavo ancora la divisa scolastica quel giorno.

Io mi rialzai subito di scatto. Avevo il viso che andava in fiamme ero rossa.

"Scusa io non ho visto le tue mutande con gli orsi." Mi disse lui rialzandosi. Io mi girai verso di lui con aria minacciosa.

"Che cosa hai visto? Tu.... Io ti detesto e ti odio". Ero talmente furiosa che lo presi per il collo della maglietta, e lo feci volare, da destra a sinistra più volte e me ne andai in camera mia furiosa.

Il giorno seguente, stavo andando a fare colazione e vidi neji nel corridoio. Aveva l'aria di aspettare qualcuno forse me. Io non avevo tanta voglia di parlarci, sopratutto dopo quello che era successo, così decisi di ignorarlo. Camminai a passo svelto, lui era appoggiato al muro con le braccia incrociate, lo sorpassai. Ma a un certo punto sentii la sua mano afferrarmi il polso. Io ritrassi subito la mano.

"Aspetta ti devo parlare, riguardo a ieri."mi disse lui, io non mi girai nemmeno.

"Io non ho niente da dirti" gli dissi.

" ascolta mi dispiace per ieri, ma se non mi fossi girato di schiena, per non farti cadere, avrei inavvertitamente appoggiato la mano sul tuo seno, per questo mi sono girato. Ma però è andata come è andata, io non volevo è stato un malinteso, mi dispiace".

Sembrava davvero dispiaciuto, non avevo mai visto neji così.

"Accetto le tue scuse, ma in cambio, per quello che hai fatto voglio che ci alleniamo insieme e voglio imparare il combattimento degli hyuga, "il pugno gentile",se non accetterai dirò a tutti che, il grandissimo neji hyuga è un pervertito". Mi girai verso di lui, e lo guardai dritto negli occhi, con aria di sfida.

Lui mi guardò pensieroso, ma alla fine accetto.

Fu così che ogni giorno ci allenammo insieme e mi insegnò molte cose, della sua abilità innata e del clan hyuga.

AisakaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora