3. Non me ne frega niente

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Asciugo le lacrime dopo qualche minuto e mi dirigo ancora verso l'uscita, sperando che lui non ci sia. E infatti è così. Perché Placido? Perché? Perché cazzo non sei venuto ad abbracciarmi? Perché sei andato via?

-Deb, tutto bene?-
Mi chiede Monica, io annuisco.
Dopo ciò che è successo mi sono ammutolita a tavola. Non riesco ancora a crederci che sia tornato in Sony. Tutto questo è assurdo.
Cerco di cacciare via questi pensieri e torno a godermi la giornata, facendo ancora nuove conoscenze, ma la mia vista mi costringe a cercarlo fra la folla, ma di lui non c'è traccia, probabilmente sarà dall'altra parte dei tavoli e non riesco a vederlo da qui. Ho così tanta voglia di rivederlo...

Finisce così il pomeriggio, tutti torniamo a casa e io mi scambio i numeri con le ragazze conosciute.
Esco dal ristorante e mi dirigo al parcheggio, cercando le chiavi nella borsa che non riesco a trovare. Panico. Non trovo le chiavi.
-Cazzo...-
Impreco quasi in un sussurro.
-Cercavi queste?-
Mi volto verso l'auto e vedo lui appoggiato, con le mie chiavi in mano.
-Ma che cazzo fai? Perché hai le mie chiavi?-
-Ti sono cadute insieme al telefono prima-
Si giustifica lanciandomele. Io le prendo al volo ignorandolo e salendo in macchina.
-Mi dai un passaggio? Sai, sono appena arrivato e ho preso un taxi-
-Sali-
Dico fredda. Accendo l'auto e partiamo.
-Dove alloggi?-
Gli domando azzardatamente, durante il viaggio.
-In hotel, in centro-
-Sei matto?-
Ribatto istintivamente, senza pensare.
-Perché?-
Chiede lui.
-Umh... No nulla-
Ritorno alla realtà facendo finta di non aver detto niente, credo di star dando i numeri.
Arriviamo in hotel e parcheggio, accompagnandolo dentro.
Così chiede una stanza singola.

-E ora dove cazzo vado?-
Urla uscendo dall'hotel, dopo aver scoperto che era pieno per l'intera settimana.
-Hai visto altri hotel?-
-Certo, ma sono tutti pieni, quelli nelle vicinanze, finché non trovo casa qui vicino per andare in studio, devo pur alloggiare da qualche parte. Mi toccherà andare fuori Milano e prendere un taxi ogni volta-
Conclude. In quel momento mi sentivo di fare qualcosa, qualcosa di cui avrei potuto pentirmene amaramente.
-E va bene... Vieni da me-
Dico secca.
-Cosa...?-
-Vieni da me, non fare storie, su sali-
Lui tira fuori un sorrisone e sale in auto.
In poco tempo raggiungiamo casa mia.

-Perché sei qui?-
Gli chiedo, mentre l'osservo aggiustare la roba in valigia.
-Perché mi hanno ripreso in Sony. Torno a lavorare qui-
Annuisco continuando a fissarlo. Lui fa lo stesso e sospira.
-Senti Deb, so che ho sbagliato, è successo tutto così velocemente, io non ci ho capito nulla... Ma non voglio che tu pensi che io non abbia voluto rimanere qui a Milano, ci ho provato in tutti i modi ma non c'è stato verso, mi dispiace-
Spiega con un filo di amarezza in volto.
-Non mi interessa, sei stato uno stronzo. Non mi hai più chiamata e io sono stata di merda per colpa tua. Cazzo eravamo fidanzati, come hai potuto sparire così?-
-Mi dispiace, è stata una scelta lavorativa, ma sapevo che sarei tornato, ora sono qui. Sono tornato da te-
-Non me ne frega niente-
Chiudo il discorso andando in cucina.

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