Quando torniamo all'istituto Anne ci raggiunge con la bocca aperta in un sorriso.
-Allora, com'è andata la visita? – chiede tutta allegra.
Come cazzo fanno tutti a fingere così bene?
Alzo gli occhi al cielo e senza risponderle vado verso la mia sezione.
Andreas mormora qualcosa ad Anne e poi mi segue di fretta.
-Cate, scusami – ripete mentre apre la serratura della mia cella.
-Mi ci pulisco il culo con le tue scuse – rispondo sbattendogli in faccia il cancello della stanza prima di chiudermi in bagno.
Resto chiusa lì dentro passando dalla doccia al phon e poi di nuovo alla doccia fino alle 18, quando Andreas ha il cambio.
Allora esco e mi butto sul letto.
Che palle.
Odio stare così, stare qui.
-Ehi Cate – sussurra Nicole dalla sua cella.
-Ehi – le rispondo.
-Che hai fatto? Da quando sei tornata non ti ho sentita per niente, che è successo? –
-Niente, sono solo un po' stanca –
-Usciamo a farci un giro? – mi chiede.
Aspetto un po' prima di risponderle.
-Va bene –
Camminiamo un po' nel cortile restando in silenzio fino a quando la nostra guardia si allontana per parlare con un collega.
-Allora, com'è andata questa visita? – mi chiede Nicole.
-Bene, sì, il solito – rispondo restando sul vago.
-Come il solito? Sbaglio o ti ha accompagnata Andreas? – sorride maliziosa.
-No Nicole, davvero – inizio ma ad un certo punto capisco di star sbagliando. Ho bisogno di parlarne, ho bisogno di un consiglio. Devo smetterla di tenere sempre tutto per me.
-Non avevo nessuna visita – confesso – il certificato medico era solo una scusa di Andreas per passare del tempo con me fuori da qui. O, almeno, speravo fosse questo –
Le racconto tutto. Dal viaggio in moto, al tramonto, all'alba (omettendo ovviamente la storia su mia sorella), da Londra al ristorante di sushi, alla notte in albergo, a questa mattina e alla chiamata con Anne.
Lei mi ascolta attentamente senza interrompermi e, se all'inizio del racconto non smetteva di sorridere e fare commenti del tipo "adoro", "sapevo che sarebbe successo", "oddio che belli che siete", in seguito i suoi occhi smettono di brillare e assume un'espressione seria.
-Aspetta ma, in tutto questo tu non gli hai chiesto spiegazioni? –
Scuoto la testa e faccio spallucce.
-Beh ma Cate è giusto che tu le riceva. Perché non gli parli? –
-Non è così semplice – mi limito a rispondere.
-Ma lui voleva spiegarti Cate, magari hai davvero capito male e lui ha detto quelle cose con Anne per proteggerti –
-No, Nicole. Il semplice fatto che lui mi abbia portato lì per accontentare Anne e non perché ci tenesse veramente a passare del tempo con me mi fa imbestialire. Cazzo, mi ha definita una pazza su cui non si può far affidamento Nicole –
-Cate – inizia.
-No, ascoltami – la interrompo – negli anni ho preso tanti di quei calci in faccia che non ne hai idea, ho sempre cercato di sistemare le cose ricevendo più delusioni che altro. Ho sempre combattuto per mantenere un rapporto con una persona, ci ho sempre messo l'anima anche quando dall'altra parte ricevevo solo indifferenza. Ho sempre fatto affidamento su persone per cui io non contavo nulla. Adesso basta. Sono stufa di lottare, di essere presente, di far vedere che ci tengo. Io ad Andreas ci tengo e mi sembra di averglielo dimostrato fin troppo, adesso tocca a lui consumarsi l'anima per tenermi –
-Vorrei avere la metà del tuo carattere – confessa Nicole meravigliandomi.
-La vita ti cambia Nicole, fin troppo – sussurro.
Si accorge del mio bisogno di sentire qualcuno vicino e apre le braccia sorridendomi.
La abbraccio mentre una lacrima mi riga il volto.
-Sei forte Cate, sei forte – mi sussurra lei continuandomi a stringere e per un attimo mi sembra di sentire la voce di Andreas anziché la sua.
-Allora – dice quando ci allontaniamo – non ti dico di andare lì e inginocchiarti pregandolo di restare, però la prossima volta che vorrà parlarti ascolta quello che ha da dirti. Non mandarlo via –
-Ormai non so neanche se avrà più voglia di parlarmi –
-Ehi, lo hai detto tu, se ci tiene veramente non si arrende così, puoi starne certa. E una come te, a meno che non sia stupido, non se la fa scappare facilmente – mi sorride.
-Grazie Nicole –
Ho bisogno di un'amica al mio fianco e non posso negarlo.
Non si può affrontare sempre tutto da soli e lo sto capendo solo adesso.
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Keep me close #Wattys2019
RomantikDicono che l'amore sappia riparare dove il mondo ferisce. Cate questo non può saperlo perché la sua famiglia non è mai stata capace di amarla veramente, ed una volta finita in un ospedale psichiatrico è sicura che non potrà mai provare questo sentim...
