"Hyung, credi nell'amore a prima vista?"
Yoongi scosse il capo. Il suo cuore era ricoperto di spine; eppure, qualcosa di buono doveva averlo fatto per aggiudicarsi la simpatia di Cupido. Ma no, un colpo di fulmine non lo accettava proprio: era la co...
"Quindi cosa? E non stare a guardarmi così quando la colpa è solo tua. Se non gli avessi dato il mio numero, forse l'avrei semplicemente ignorato invece di dirgli che sembra un fottuto stalker schizzato male."
La musica proveniente dal lettore cd dell'automobile in cui Yoongi ed Hoseok si trovavano venne messa in pausa, così da sentire chiaramente quello che il più grande dei due stava spiegando con un'espressione per niente pentita dipinta sul viso.
Il castano non sembrava gradire il comportamento dell'amico, tanto che si ritrovò ad abbassare il volume della radio per fingere di non aver sentito bene. "Anche se a volte é un po' imprevedibile, Taehyung non è un cattivo ragazzo...sono sicuro che ci sia rimasto male."
"Hobi, guardami." il corvino si indicò il volto seccato con l'indice di entrambe le mani, "Ti sembro disperato per aver spezzato il cuoricino di quel bimbo imprevedibile?"
L'altro levò gli occhi al cielo, incrociando le braccia al petto mentre andava a sistemarsi meglio sul sedile dell'auto, volgendo lo sguardo fuori dal finestrino. "Ma perché mi sto sforzando di farti uscire dalla tua sfera di asocialità."
"Io, invece, mi chiedo perché non ti abbia già buttato giù da quest'auto."
Hoseok sbuffò, schioccando poi la lingua contro il palato.
Dopo qualche minuto di silenzio interrotto solo dalla canzone passante per la radio, finalmente lo sportello posteriore del veicolo si aprì ed una testolina bionda prese posto sul sedile in mezzo, tutta sorridente e con uno zaino mezzo vuoto sulle spalle. "Ciao, hyung! Dove stiamo andando?"
"Ma questo entra così nelle macchine altr--"
"Jiminie!" Hoseok si sbrigò ad interrompere l'ennesima lamentela del ragazzo che se ne stava al volante, approfittandone per salutare calorosamente il nuovo arrivato. "Senti, oggi Yoongi è talmente insopportabile da avermi fatto passare la voglia di andare al cinema."
"Probabilmente passarebbe tutto il suo tempo a rovinarci il film con una serie di insulti verso i personaggi." ridacchiò il biondino, osservando il più grande di tutti alzare gli occhi al cielo dallo specchietto del retrovisore.
"Esatto." concordò il castano, "Allora hai idea di dove altro potremmo andare?"
Jimin sembrò pensarci un po' su, inclinando il capo verso destra mentre i suoi occhi seguivano la direzione opposta, dopodiché ebbe l'illuminazione tanto attesa e si rimise dritto con la testa. "Ah! Di solito a quest'ora la sala giochi non è tanto frequentata, potremmo andare lì?"
"Quindi rimaniamo sempre incollati al cinema, fantastico."
"Yoongi-hyung, di solito a te piacciono i film, perché oggi non ti vanno a genio?"
"Perché mi piace vederli sul divano, dove ho tutte le comodità di casa mia, non in un posto in cui andiamo sempre, pieno di persone alte e di rompico--"
"Ok, abbiamo capito, va bene. Andiamo alla sala giochi, cosí come ha proposto Jimin." Hoseok lo interruppe prima che iniziasse l'ennesima lamentela del giorno. Vedendo il corvino fissarlo male, invece di mettere in moto la macchina, il ballerino ricambiò l'occhiata con aria ironica e accenno un sorriso fastidioso. "Hyung, hai bisogno del navigatore o pensi di farcela anche da solo?"
Il maggiore trattenne uno sbuffo, ma non gli risparmiò una gomitata che lo spinse a spiaccicarsi contro il finestrino e a ridere rumorosamente della sua reazione, per poi girare la chiave nel blocchetto d'accensione e, finalmente, inziare a guidare verso la loro meta.
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Hoseok era sempre stato un tipo a posto. Forse un po' troppo rumoroso e vivace per i suoi gusti, ma a questo Yoongi era riuscito ad abituarsi abbastanza bene, con sua stessa grande sorpresa. Era facile essergli amico e godere della sua compagnia, anche per qualcuno abbastanza per le sue proprio come il corvino, che mai si sarebbe aspettato di stringere un forte legame d'amicizia con qualcuno di così alla mano.
Nonostante ciò, non appena i tre varcarono la soglia della sala giochi, Yoongi non sprecò nemmeno un passo per seguire il suo migliore amico mentre questi procedeva a passo spedito verso una zona ben conosciuta della struttura. Il più grande non aveva bisogno di chiedere, sapeva che l'altro si sarebbe cacciato in qualche gara di ballo al DDR.
"Hyung, tu non vai con lui?"
"Ti sembro il tipo da saltare su una pedana fino a quando non mi parte un polmone?" Yoongi nemmeno attese che la chioma bionda, persasi ad osservare le miriadi di luci colorate provenienti dagli schermi digitali delle tante postazioni da gioco sparse per la sala, rispondesse alla sua domanda, bensì si avviò con passo calmo e pacato verso l'unico bar del posto.
Qualche minuto più tardi anche Jimin lo raggiunse, ordinando una lattina di qualche bibita che aprì non appena ebbe trascinato il corvino verso uno dei tanti simulatori d'auto. "Dai, ti lascio in pace solo se inizi a divertirti anche tu. Non puoi startene tutto il tempo a bere seduto ad un tavolino, magari in un angolo e mentre fissi male tutti quanti."
"Era proprio quello che avevo intenzione di fare, in realtà." Yoongi lanciò un'occhiataccia alla macchina videoludica in cui lo stava cacciando dentro. "Ma perché giocare ad un simulatore di guida quando io so già guidare?"
"Non farti queste domande, hyung. E poi stiamo parlando di fare una gara, non una semplice guida!" Assicuratosi che l'altro fosse seduto al suo posto, gli passò un gettone e ne infilò uno nella propria postazione, pronto a posizionare per bene le mani sul volante e dare il via alla sfida. "Facciamo così: se mi batti, ti lascio in pace per tutto il pomeriggio."
"No. Se ti batto, tu ed Hoseok sparite dalla mia vita."
"Certo, certo..." Jimin accennò una piccola risata, premendo il via per dare inizio alla partita. Conosceva il maggiore da poco tempo, ma non gli era stato difficile capire sin da subito che la maggior parte delle sue parole erano pronunciate senza una reale cattiveria; bastava mettere da parte qualsiasi genere di permalosità e insistere un po' di più per fare breccia nel suo apparentemente invalicabile cuore.