Il giorno seguente, decisi che ero "guarita", perciò alle 7 in punto mi presentai all'entrata del locale. Salutai Lisa calorosamente (okay, forse ci insultammo un po' a vicenda, ma non è questo il punto). Sorridevo, come se niente fosse, non volevo permettere alle mie emozioni di distogliermi dal mio obbiettivo.
Chaeyoung entrò nella stanza, con lo sguardo si assicurò che tutto fosse in ordine e sembrava abbastanza soddisfatta, quando notò me.
"Ah, è arrivata la signorina!" esclamò ironicamente.
"Te l'ho detto, ero malata."
Si sentì un colpo di tosse, decisamente poco convincente.
Il capo si voltò verso Lisa, con fare interrogativo.
"Cosa? Ho solo tossito." esclamò la bionda divertita.
Tirai un sospiro di sollievo quando Chaeyoung decise di ignorare la cosa e riprendere l'apertura del locale.
Verso tarda mattinata, cominciai a mettere in atto il mio piano. Chiesi a Lisa di lavorare anche al posto mio per qualche minuto e mi diressi spedita verso l'ufficio del capo. Tutto quell'entusiasmo svanì appena quegli occhi scuri e profondi si misero a osservarmi.
"Non dovresti essere al bancone, scusa?"
"Sì, ma...volevo parlarti..."
Chiusi la porta e raggiunsi la sedia davanti alla scrivania.
"...volevo parlarti di Lisa."
Roteò gli occhi sospirando e si alzò, raggiungendo uno dei grandi scaffali, per poi iniziare a stuzzicare una piccola piantina.
"Perché le fai questo?" domandai, alzandomi anch'io per avvicinarmi a lei.
"Ti ha chiesto lei di venire a parlarmi?" disse con voce leggermente strozzata.
"No. Sono venuta io, potresti rispondere alla domanda?" non ero io nel torto, quindi mi permisi di alzare il tono di voce, anche se impaurita della possibile reazione di Chaeyoung.
"Come mai una donna sposata, spezzerebbe il cuore a un'amica? Come mai, Chaeyoung?"
Forse fu frutto della mia immaginazione, ma credetti di vedere una lacrima scendere sul suo viso.
"Lei ha bisogno di una spiegazione."
"Ciò che provo per Lisa...è reale. Ma...mio marito è un bastardo."
Si voltò verso di me, guardandomi negli occhi, percepivo la paura, la tristezza. Ancora non mi aveva raccontato nulla ma i suoi occhi, quelle pupille penetranti, che come coltelli, ti solcano il viso, parlavano già da sé. Chiedevano aiuto, più di quanto non lo facesse Chaeyoung in persona. I suoi occhi erano unici, inimitabili, inevitabili, incredibili...impossibili.
Finalmente cominciò a parlare.
"Ho conosciuto David su una metropolitana, ci siamo parlati e, scesa dalla metro, ero inspiegabilmente triste. Il giorno seguente, ci incotrammo nuovamente e scoprimmo che frequentavamo due università vicine e che quindi ci saremmo visti ogni mattina. Ci innamorammo o almeno era quello che credevo. Ci sposammo dopo un anno, io mi trasferii nel suo appartamento, ero felice. Disse che mi avrebbe aiutato a pagare l'università offrendomi un lavoro...nel suo locale." indicò la scrivania.
"Quindi questo bar...è suo?" domandai sorpresa.
Lei annuì.
"Mi chiese di badare al locale, come un proprietario, in cambio mi avrebbe stipendiato mensilmente. Non ricevevo molto, ma mi bastava e non volevo mettergli pressione. Scoprii poi che era omofobo, cosa che mi fece piuttosto schifo, ma decisi di non dirgli della mia bisessualità, dal momento che ero sposata.
Una sera lo sorpresi..." sospirò per calmarsi "...a fare sesso con una ragazza. Erano in casa, lei era di certo più piccola. Volevo andarmene di casa, ero davvero arrabbiata e delusa; lui mi convinse a restare, che sarebbe cambiato. Ma la cosa si ripeté, la stessa ragazza. Un amico me lo disse e non ci vidi più dalla rabbia.
Volevo andarmene, tornai a casa per parlare con David ma non c'era, allora pensai di mettere da parte dei soldi per andarmene. Non avevo contanti, controllai il mio conto in banca ma era praticamente prosciugato! Da parecchi mesi erano spartite le entrate del lavoro al locale, che mi mandava David. Non potevo andarmene, non avevo amici da cui andare, il divorzio lui non lo avrebbe accettato in ogni caso e non avevo abbastanza denaro per pagare un avvocato. Dovevo restare in quella sporca casa di mio marito, nonostante mi avesse usata, fin dall'inizio." stava piangendo.
"Potevi dircelo! Ti avremmo prestato i soldi, oh Chaeyoung!" la abbracciai, anche se sapevo che non me lo avrebbe mai permesso ne sentii il bisogno, e forse anche lei, perché non si oppose più di tanto.
"Non potevo chiedervi una cosa del genere! Sono al verde, capisci?" esclamò.
Mi staccai dall'abbraccio e andai ad aprire qualche cassetto in cerca di un fazzoletto; lo trovai dopo poco e glielo porsi.
"Devi dirglielo. Devi dirlo a Lisa, lo sai, vero?"
Lei annuì, asciugandosi l'ultima lacrima, poi lasciò la stanza e io rimasi sola, ancora scioccata da quella storia.
Spazio autore
Salveee!
Manca veramente poco alla fine uau.
Come la prenderà Lisa? Scrivete nei commenti cosa succederà secondo voi⬇
STAI LEGGENDO
Io sono questa || Jensoo
FanfictionJennie è una ragazza piena di cose per la testa, ma ciò che affolla i suoi pensieri è il suo amore non ricambiato per la sua migliore amica, Jisoo. Grazie a un'altra relazione, Jennie sembra averlo superato, ma qualcosa accade e lei comincia a non e...
