Capitolo 5

324 28 77
                                    

"Principe Nicholas? Svegliatevi, siamo quasi arrivati"

Nico si svegliò di soprassalto, non si ricordava di essersi addormentato.
Si sistemò meglio sul sedile. Gli faceva male il collo, sicuramente per la posizione scomoda che aveva assunto mentre dormiva. Una delle cuffiette gli era scivolata dall'orecchio, mentre la musica continuava ininterrottamente. Fermò la canzone, che in quel momento era Demons degli Imagine Dragons, e sistemò le cuffiette nella tasca della giacca di pelle. Si voltò verso Kayl-...William? Era sicuro che quando erano partiti ci fosse la Principessa Kayla seduta accanto a lui. Nico pensò stesse ancora sognando. Poi si maledisse mentalmente, per aver pensato di star sognando il Principe William. Perchè avrebbe dovuto sognarlo?

"Principe William, cosa ci fate qui?"

"Layla si era stufata di me e ha richiesto che Kayla prendesse il mio posto. Perciò eccomi qui" concluse allargando le braccia.

Nico tornò a guardare fuori dall'oblo i campi di grano che si estendevano a perdita d'occhio.

"Dove siamo?" domandò.

"Sinceramente, non lo so" William si interruppe un istante "Hanno detto che manca circa un quarto d'ora a Venezia"

Il corvino annuì e afferrò il cellulare.

"Allora" cominciò il Principe seduto accanto a lui, mentre Nico si chiedeva perchè William ci tenesse tanto a fare conversazione. "Avete mangiato? Ricordo che a colazione non avete toccato cibo, ora non avete fame?"

"No, non ho fame" esclamò brusco, domandandosi per quale motivo quel ragazzo era tanto fissato con l'alimentazione, con la sua alimentazione.

"Sapete che non va bene?"

"Sì, me lo avete già detto questa mattina"

"Sicuro che non volete qualcosa da mangiare?" chiese nuovamente William.

"Sì"

"Neanche qualche biscotto, o un pacchetto di patatine?"

"Sì!" rispose Nico esasperato.

Il biondo sospirò scuotendo la testa e facendo ondeggiare i capelli biondi "Sarà questo il motivo per cui siete così magro"

"Ma, scusatemi, non riuscite a farvi i fatti vostri?" esclamò Nico, capendo immediatamente dopo che non avrebbe dovuto rivolgersi così al Principe, che, tra l'altro, sarebbe diventato suo cognato "Cioè, saranno affari miei se mangio o no"

"Oh, certo, ma non potete non mangiare" esclamò William "L'alimentazione è importante!"

Nico non ce la faceva più, avrebbe tanto voluto lanciarsi giù dal jet senza paracadute. Stava per rispondere male al Principe, quando arrivò Jules-Albert.

"Allacciate le cinture principi, atterreremo fra pochi minuti"

I due ragazzi fecero come richiesto, lasciando cadere la discussione sull'alimentazione. Atterrarono all'aeroporto di Venezia  e due limousine li accompagnarono al palazzo dei Di Angelo.

Quando entrarono dalla grande porta di mogano nero, Nico si avvicinò alla cuccia di Cerbero lì accanto, mentre Ade parlava con Apollo e i suoi figli. Nico si accovacciò davanti all'ingresso della casetta e fischiò. Il mastino nero uscì, atterrò il ragazzo e cominciò a leccargli il viso.

"Ehi, bello!" Nico sorrise accarezzando la testa del cane. Era sempre stato molto legato a lui, si può quasi dire che Cerbero era il suo migliore amico. O meglio. Il suo unico amico. Gli era stato regalato da sua madre, lei aveva sempre amato i cani. Quando era piccolo, giocava con Cerbero insieme a Maria, gli facevano fare il giro per i grandi giardini del castello e lo facevano giocare con una pallina di plastica rossa. Un'altra cosa che faceva fin da bambino era sedersi davanti a Cerbero e parlargli. Parlargli dei suoi problemi, delle sue preoccupazioni e delle sue paure. Da quando sua mamma e sua sorella erano morte, parlava con Cerbero più spesso. Nico grattò dietro le orecchie del mastino, mentre il cane continuava a leccargli il viso, contento per il ritorno anticipato del suo padrone.

What if we rewrite the stars? ~ SolangeloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora